Venezie d’inchiostro e di carta. La Biblioteca di Manlio Malabotta di Simone Volpato

Copertina del volume Venezie d'inchiostro e di carta“Scrive Giuseppe Mercenaro che ‘nella casa di Malabotta era passato il Novecento’, e di questo Novecento la sua biblioteca è una testimonianza esemplare e originalissima.”

Simone Volpato, già docente di Storia del libro e dell’editoria e di Bibliografia nelle Università di Trieste e di Udine e proprietario della Libreria Antiquaria Drogheria 28 di Trieste dal 2013, pubblica per Ronzani Editore, nella collana Storia e culture del libro, un volume scientifico dedicato allo studio della biblioteca di Manlio Malabotta.

Simone Volpato, racconta già nel titolo di quelle che definisce “Venezie”, eppure nel libro, come nella vita di Malabotta, Venezia rimane sempre sullo sfondo. Le Venezie a cui Volpato si riferisce sono le tre biblioteche costruite e curate da Malabotta, a Montona, Montebelluna e la definitiva a Trieste, composte da isole dalla forte individualità che permettono di viaggiare tra le passioni del bibliotecario.

Manlio Malabotta (1907-1975) è stato un notaio triestino, sposato con Franca, che nella vita colleziona libri che parlano delle proprie passioni. I temi sono estremamente numerosi e spaziano dalla letteratura classica alla letteratura di viaggio, alla storia, alla linguistica, alle arti minori; soprattutto colleziona opere su Trieste, Venezia Giulia, Istria e Dalmazia, sulla regione che rimarrà il grande amore per tutta la vita. Colleziona anche opere d’arte, soprattutto quelle di Filippo De Pisis e degli artisti del Futurismo, e tutti i volumi d’arte e cataloghi di mostre, aste e musei che gli servono per studiare. Appassionato di musica jazz, non compra nemmeno un libro sull’argomento, ma migliaia di vinili.

Malabotta non si considera un bibliofilo, perché sosteneva di concepire il libro come strumento per accrescere le proprie conoscenze e non come oggetto di culto, eppure gli scaffali e i carrelli in legno di palissandro progettati dall’architetto Romano Boito raccontano di una passione che lo porta a raccogliere opere antiche (le dodici cinquecentine della Libreria Saba), volumi d’artista (i libri della casa editrice La Bottega d’Epeo e di Edizioni Futuriste di Poesia), e a coltivare amicizie in ambito editoriale, dove ricorrono nomi come Roberto Bazlen, Neri Pozza, Giovanni e suo figlio Vanni Scheiwiller, e culturale, soprattutto nella scena triestina, tra cui si può citare Umberto Saba, Virgilio Giotti, Anita Pittoni, Giorgio Carmelich e Eugenio Montale.

Simone Volpato redige un volume che restituisce grandezza a un amante della cultura, che raccolse attorno a sé e nella propria casa alcuni tra i più grandi nomi del Novecento. In questo libro, dedicato prevalentemente a un pubblico specialista, la biblioteca è illustrata con rigore scientifico, la sua catalogazione è precisa e le schede sono corredate da immagini di ottima qualità.

 

Questa recensione è stata realizzata nell’ambito del corso di Web, e-commerce e metadati per l’editoria di Paola Di Giampaolo. Vedi l’elenco completo degli insegnamenti del Master Professione Editoria.

Simone Volpato – Venezie d’inchiostro e di carta. La Biblioteca di Manlio Malabotta

232 pagg., 30,00 euro – Ronzani Editore 2021 (Storia e culture del libro)

ISBN 9791259970169

Veneziana, nata nel 1993, laureata in Scienze dell'Antichità a Ca' Foscari nel 2018. Da sempre innamorata di mitologia, fiabe e folklore, arte. Ho suonato molti strumenti, ho praticato molti sport, ma la grande costante della mia vita è stata la passione per raccontare storie.

About Maria Vittoria Lugli

Veneziana, nata nel 1993, laureata in Scienze dell'Antichità a Ca' Foscari nel 2018. Da sempre innamorata di mitologia, fiabe e folklore, arte. Ho suonato molti strumenti, ho praticato molti sport, ma la grande costante della mia vita è stata la passione per raccontare storie.

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