Uno strumento per rivoluzionare la scuola italiana: intervista a Chiara Burberi

Chiara Burberi è un’imprenditrice milanese con un sogno enorme: rivoluzionare il sistema scolastico italiano, garantendo una didattica di qualità a misura dello studente.

Come raggiungere un obiettivo così importante?

Dopo un dottorato in Economia e aver lavorato in azienda per tanti anni, Chiara ha deciso di ascoltare quella che era la sua passione per l’ambiente editoriale e di convertirla in vista del suo sogno.

Redooc

Ha così fondato Redooc, una piattaforma di editoria scolastica digitale, interattiva e all’avanguardia.

Su questo sistema, gli esercizi seguono uno sviluppo basato sullo storytelling e sulla gamification: più lo studente risponde correttamente, più procede, sale di livello, sblocca premi e scala la classifica.

Per ogni esercizio ha due possibilità e, in caso di risposta errata, ottiene la spiegazione, ma non andrà avanti finché non avrà trovato la soluzione.

Un’alternativa al sistema tradizionale

L’idea è quella di fornire un nuovo modo per imparare, qualcosa di diverso dal classico insegnamento frontale e di tipo prevalentemente nozionistico.

Per esempio, come ripete anche la fondatrice, finalmente ogni studente può comprendere che cosa vuol dire davvero “x = 3” senza dover memorizzare (e quindi dimenticare presto) il procedimento solo in vista della verifica di turno.

Insegnare non è di certo facile, così come non lo è infondere la passione per la materia a un’adolescente. Lo scopo di Redooc è quello di agganciare lo studente e aiutarlo a imparare, ad avere fiducia in se stesso e fargli superare la repulsione, quasi naturale, per quegli argomenti all’apparenza complicati e noiosi.

Chiara Burberi ha capito che il nostro attuale sistema scolastico funziona solo in parte: ottiene buoni risultati solamente con i cosiddetti “talenti naturali”, coloro che hanno già tutti gli strumenti e, in un modo o nell’altro, se la caveranno sempre.

E per tutti gli altri? Per quelli che, magari, non hanno una memoria infallibile, fanno fatica a immagazzinare certi concetti e, dopo l’ennesimo voto negativo, si demoralizzano, si autoconvincono di non essere capaci e si arrendono, magari smettendo di studiare?

Verso una nuova società

Bisogna capire che non è lo studente a essere sbagliato: semplicemente, a volte, il sistema scolastico tradizionale con lui non funziona, rivelandosi addirittura controproducente.

Un insegnante inadatto, un metodo sbagliato, possono provocare dei danni irreparabili in una giovane mente.

Chiara Burberi, con il suo progetto, sta muovendo i primi passi verso una società nuova dove ogni persona è soddisfatta dei propri studi e dove regna la parità di genere.

Guarda la videointervista a cura di Michela Pongolini, allieva del Master BookTelling. Comunicare e vendere contenuti editoriali, realizzata per IDEa Incontri Digitali per l’Editoria italiana, la playlist curata dai Master in Editoria Unicatt sul Canale dei Libri.

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