Un progetto a cura degli allievi dei master in editoria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore

Ugo Guanda 1932-2022. La lezione di un editore inquieto

Luca Ariano, Davide Barilli, Guido Conti, Bruno Quaranta
Ugo Guanda 1932-2022. La lezione di un editore inquieto
(4)
4/5

Editore:

Libreria Ticinum

Anno:

2022

Genere:

Biografia

Pagine:

128

Prezzo:

€ 16

ISBN:

9788899574871

“Questo è la cultura: il rivelarsi del sacro che è nell’uomo, preghiera che riempie di ineffabile musica l’umana solitudine, bisogno traboccante di verità e d’amore e, ancora direi soprattutto per dirla con Peguy ‘insofferenza del falso e intolleranza della menzogna e dell’ingiustizia’”

Per celebrare i novanta anni della casa editrice Guanda, Libreria Ticinum propone Ugo Guanda 1932-2022. La lezione di un editore inquieto, raccolta di saggi che racconta l’attività di Ugo Guandalini, fondatore del marchio editoriale modenese. I quattro autori, Luca Ariano, Davide Barilli, Guido Conti e Bruno Quaranta espongono il ruolo nella cultura italiana di Guandalini, un intellettuale a tutto tondo che seppe farsi imprenditore, animando un progetto culturale di ampio respiro al pari dei suoi contemporanei Mondadori, Bompiani e Rizzoli. Guanda nasce infatti nel 1932, nel pieno dell’epoca degli editori protagonisti.

L’importanza della personalità dell’editore nel lavoro della sua azienda è ben resa nel volume: viene descritto il suo carattere idealista, non disposto a compromessi con il regime fascista e convinto della funzione morale dell’editoria. Tale spirito si rifletteva nella cifra peculiare del catalogo da lui costruito: costituire un’offerta libraria di qualità, pensata per analizzare in modo critico la realtà in tutte le sue sfaccettature.

I saggi di Barilli e Quaranta illustrano come l’obiettivo di promuovere una mentalità critica che Guandalini aveva si rispecchiasse nei libri da lui pubblicati. Sfidando la censura fascista, Guanda diede alle stampe autori come Ernesto Buonaiuti, il più importante esponente del modernismo nella Penisola, ed Adriano Tilgher, critico teatrale firmatario del manifesto antifascista promosso da Croce nel 1925. Sono solo due dei molti nomi che rendono chiara la portata dell’opera di Guandalini per la circolazione di una cultura in grado di stimolare la riflessione nei lettori, con la saggistica ma non solo.

L’altro canale privilegiato dall’editore modenese fu infatti la poesia. L’eclettismo del fondatore di Guanda è esemplificato da due collane, a ciascuna delle quali è dedicato un saggio: Luca Ariano analizza “Fenice”, Guido Conti “Collana Clandestina”. “Fenice” venne inaugurata nel 1938 come collana di poesia estera. Offriva volumi di autori fondamentali: tra i tanti Garcia Lorca, T.S.Eliot e William Keats. “Collana Clandestina” nacque invece nel 1951 con un carattere prettamente politico, riprendendo nel dopoguerra quell’opera di promozione del dibattito e del pensiero democratico già intrapresa durante il ventennio.

A novant’anni dalla fondazione della sua casa editrice, con la loro analisi Ariano, Barilli, Conti e Quaranta danno il giusto lustro alla lezione offerta da questo “editore inquieto”, sempre intento a decifrare il mondo intorno a lui e a spiegarlo ai lettori, mostrando l’alta missione della professione editoriale.

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