The Wizard of Oz, Les Miserables e altri libri che hanno ispirato Broadway

The Wizard of Oz, Les Miserables altri libri che hanno ispirato Broadway 


Il mondo della letteratura, come si sa, è la più grande produttrice di storie che esista al mondo. Il teatro, dall’antichità fino ai giorni nostri, e poi il cinema, la settima arte, hanno preso ispirazione da questo bacino di narrazioni.
Diverso non è stato poi il caso del musical, questo nuovo genere di spettacolo nato oltreoceano.
Come è stato il rapporto tra i libri e i musical? Quali sono le storie che hanno ispirato Broadway?
Questo articolo vi accompagnerà nel rapporto che lega i libri a questo nuovo tipo di media.

Cos’è il musical? 

Il musical, abbreviazione del termine inglese musical comedy, è un genere di rappresentazione teatrale e cinematografica che nacque a New York tra l’Ottocento e il Novecento. Inizialmente si trattava di una commedia teatrale con elementi musicali (ben integrati ed armonizzati) e, come afferma Luca Cerchiari, autore del saggio Storia del musical. Teatro e cinema da Offenbach alla musica pop, “si caratterizza per una unica e irripetibile concomitanza di competenze espressive: i suoi interpreti devono saper cantare, danzare e recitare contemporaneamente”.

Questa caratteristica deriva dalla sua origine popolare e cosmopolita: il musical infatti aveva origine dai ceti popolari della società americana e derivava da diverse forme artistiche come l’operetta europea, il vaudeville, la pantomima, il burlesque e i minstrels show.

Capitale del musical è sicuramente Broadway, la porzione dell’omonima strada di Manhattan che ospita oltre quaranta teatri e in cui venne rappresentato per la prima volta quello che si ritiene il primo musical della storia: The Black Crook (1886), nato dall’unione fra una compagnia di ballo e canto europea e una compagnia di prosa.

Il musical, inizialmente nato come commedia di argomento romantico, si aprì successivamente a temi sociali, politici e religiosi e ebbe fama soprattutto con il cinema, grazie al quale è approdato in Europa e che inoltre, sempre secondo Cerchiari, “ha agito influenzando l’evoluzione del linguaggio del genere, con scenografie, coreografie e giochi di luci, di montaggio e di altro tipo, diciamo cinestesico, che ne rappresentano un forte contributo specifico”.

Quando i musical sono più famosi dei libri…

Alcuni musical sono diventati tanto famosi, anche grazie alle loro trasposizioni cinematografiche, da oscurare le opere letterarie da cui hanno tratto vita: nessuno infatti ricorda che uno dei musical più famosi di sempre, Cats, andato in scena per la prima volta a Londra nel 1981, è ispirato alla raccolta di poesie The Old Possum’s Book of Practical Cats che Thomas Stearn Eliot dedicò ai suoi nipotini; altri invece non sanno che Cabaret, prodotto a Broadway nel 1966 e che racconta la storia d’amore tra la cabarettista inglese Sally Bowles e l’americano Cliff Bradshaw a Berlino durante la nascita del nazismo, è ispirato al romanzo di Cristopher Isherwood Addio a Berlino.

The Phantom of the Opera, musical che racconta l’amore disperato di un geniale musicista dal volto sfigurato che vive nei sotterranei dell’Opéra di Parigi per il giovane soprano Christine Daaé, viene ritenuto da molti solo un’opera teatrale, ma in verità è ispirato all’omonimo romanzo Il fantasma dell’opera di Gaston Leroux del 1910, che vanta un numero considerevole di trasposizioni teatrali, musicali e cinematografiche.

Uno dei musical più amati di sempre, Tutti insieme appassionatamente è invece tratto dal romanzo autobiografico, La famiglia Trapp, di Maria Augusta von Trapp.

Potremmo andare avanti ancora, perché la lettura è stata un bacino fortunatissimo che ha ispirato numerosi sceneggiatori nella scrittura, talvolta non in maniera evidente, come per esempio è successo con West Side Story, liberamente tratto dalla tragedia di William Shakespeare Romeo e Giulietta.

Uno strano caso: Hamilton

 

Talvolta anche il libro più insospettabile può ispirare l’animo di un artista e far nascere uno dei musical più innovativi di sempre: Hamilton (2015) con musiche, testi e libretto di Lin-Manuel Miranda si basa infatti sulla biografia omonima dello storico Ron Chernow e racconta la vita di Alexander Hamilton, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d’America.

Hamilton è stato un musical innovativo sotto molti aspetti: per la scelta del tema, per il cast fatto interamente di attori non caucasici e per la scelta della musica rap, hip hop, pop e soul. Nessuno si aspettava il suo successo. Miranda infatti nel 2009 si era esibito alla Casa Bianca con una prima versione di quello che sarebbe stato il pezzo d’apertura del musical e quando affermò la sua intenzione di scrivere un’opera rap ispirata ad uno dei padri fondatori americani tutti risero, anche Barack Obama, ma dopo undici Tony Awards (praticamente gli Oscar dei musical) vinti e un Premio Pulitzer per la drammaturgia, beh, “chi ride adesso?” ha affermato l’ex presidente statunitense.

Classici indimenticabili

Altri classici, invece, sono indimenticabili così come i loro riferimenti letterari.

Uno dei film musicali più famosi al mondo è Il mago di Oz con protagonista la diva Judy Garland e reso celebre dalla canzone Over the Rainbow, ovviamente tratto dal celebre libro per bambini di L. Frank Baum. Il primo adattamento del romanzo fu però in forma di musical, The Wizard of Oz andato in scena nel 1902 e curato dallo stesso Baum, con un testo rimaneggiato affinché fosse più orientato ad un pubblico adulto.

Wicked (2003), vincitore di tre Tony Awards, ormai uno dei musical più famosi e rappresentati a Broadway, è tratto dal romanzo Strega- Cronache del regno di Oz in rivolta di Gregory Maguire, ovviamente una rivisitazione de Il meraviglioso mago di Oz e racconta la storia di Elphaba, la futura Malvagia Strega dell’Ovest, ed il suo rapporto con Glinda, la Strega Buona del Nord.

Celebre inoltre il musical britannico Oliver! del 1960, ovviamente tratto da Oliver Twist di Charles Dickens.

Ultimo, ma ovviamente non per importanza, è il caso di Les Misérables, musical nato in Francia nel 1980. Tratto dal libro omonimo di Victor Hugo, lo spettacolo ebbe un grandissimo successo in patria e venne portato in Gran Bretagna con una versione inglese prodotta dalla Royal Shakespeare Company.

 

Questa versione ebbe un successo senza precedenti a Broadway, giudicandosi otto Tony Awards e, tradotto in ventuno lingue e rappresentato in trentotto paesi, è diventato uno dei musical di maggior successo della storia.

 

 

 

 

Talvolta, casi più unici che rari, sono gli stessi musical originali a far nascere dei libri.

Dear Evan Hansen, per esempio, è un musical che lancia un forte messaggio riguardo alla depressione adolescenziale. Vincitore del Tony Award del 2017 come miglior musical, lo spettacolo è stato infatti adattato in un romanzo young adult da Val Emmich insieme agli autori del musical, attingendo a materiali nuovi tratti da scene e canzoni escluse dalla rappresentazione.

Il musical in Italia

Il genere musical, in Italia, ha ancora molta strada da fare. Negli anni cinquanta Pietro Garinei e Sandro Giovannini inventarono la commedia musicale, un particolare genere di musical tutto italiano (pensiamo a Aggiungi un posto a tavola), ma nonostante ciò siamo lontanissimi dall’importanza che queste rappresentazioni hanno nel contesto anglo-americano; non sono mancate però produzioni di musical italiani che hanno avuto un grande successo come Pinocchio-il grande musical (2003) creato dalla Compagnia della Rancia e basato sull’omonimo romanzo di Carlo Collodi con testi, musiche e liriche dei Pooh; oppure Peter pan, il musical (2006) con le musiche di Edoardo Bennato.

Caso tutto particolare è poi lo spettacolo musicale Notre-Dame de Paris (1998) scritto da Luc Plamondon con le musiche di Riccardo Cocciante, tratto dall’omonimo romanzo di Victor Hugo.

L’opera debuttò a Parigi nel 1998 sotto la direzione di Gilles Maheu che seguendo il desiderio degli autori decise di non sviluppare l’azione come in un musical, ma di allestire uno spettacolo nel quale gli attori interagiscono solo parzialmente, mentre un corpo di ballo si esibisce separatamente.

Ebbe un successo straordinario e fu rappresentata in diversi paesi. In Italia, nonostante le musiche siano di Cocciante, arrivò solamente nel 2002 con i testi di Pasquale Panella.

Questi sono solo pochi esempi per mostrare quanto la letteratura, calderone ribollente di idee, sarà sempre la fonte primaria per le altre forme d’arte.

 

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Nata e cresciuta a Pavia. Nel 2018 ha conseguito la Laurea Triennale in Lettere Moderne all'Università di Pavia, e nel 2020 la Laurea Magistrale in Filologia Moderna presso il medesimo istituto.
Ha frequentato il corso della casa editrice Marcos y Marcos "Come si fa un libro?" e attualmente frequenta il Master Booktelling dell'Univeristà Cattolica di Milano.

About Silvia Bernuzzi (Master BookTelling)

Nata e cresciuta a Pavia. Nel 2018 ha conseguito la Laurea Triennale in Lettere Moderne all'Università di Pavia, e nel 2020 la Laurea Magistrale in Filologia Moderna presso il medesimo istituto. Ha frequentato il corso della casa editrice Marcos y Marcos "Come si fa un libro?" e attualmente frequenta il Master Booktelling dell'Univeristà Cattolica di Milano.

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