Un progetto a cura degli allievi dei master in editoria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore

Dal Battello a Vapore all’agenzia letteraria: intervista ad Alice Fornasetti

Grazia Coppola

Professione Editoria


Bologna Children’s Book Fair, 23 marzo. Alice Fornasetti ha appena partecipato come relatrice all’incontro della decima edizione di Editoria in progress, intitolato “Oltre confine. Editoria per ragazzi e internazionalizzazione”. Dopo quindici anni da editor (e poi da responsabile editoriale) al Battello a Vapore, oggi è socia della agenzia letteraria Grandi&Associati. Dal 2016 è anche professore a contratto presso l’Università degli Studi di Milano, dove tiene un laboratorio sull’editoria per ragazzi in Italia.

Alice, lei ha lavorato per quindici anni al Battello a Vapore, dal 2010 come Senior Editor. Cosa le ha lasciato questa lunga esperienza?

Intanto un grande affetto nei confronti di Piemme e degli ex colleghi. Sono entrata in casa editrice subito dopo la laurea, era la mia prima esperienza lavorativa. È stato un po’ come crescere in una grande famiglia. E poi ovviamente ho imparato a lavorare con gli autori – alcuni davvero dei “classici” come Pinin Carpi e Mino Milani – e a capire come lavorano, riuscendo a mediare tra le necessità dell’editore e il rispetto per lo stile e il pensiero degli scrittori.

Immagino che nel corso della sua esperienza come editor avrà visto progressivamente mutare il gusto di bambini e ragazzi in fatto di libri. In che direzione?

Quando ho iniziato a lavorare era appena esploso il “fenomeno Harry Potter”, c’era una forte attenzione per tutto ciò che riguardava i maghi, le streghe e le accademie di magia. È allora che sono nati progetti come le W.i.t.c.h. o le Winx, che derivano anche da quel mondo. Poi c’è stato il momento dei grandi fantasy, spesso scritti da autori giovanissimi, come Eragon di Christopher Paolini. È stato molto interessante veder lanciare il character di Geronimo Stilton che, come Il Battello a Vapore, è pubblicato da Piemme. Quando ho iniziato a lavorare, anche grazie alla promozione alla lettura mirata, i lettori e le lettrici più forti (soprattutto lettrici, a dirla tutta) si trovavano alla scuola primaria, adesso invece i ragazzini e le ragazzine delle medie sono un target importante per le vendite di libri. Un altro trend, da qualche anno, come diceva prima anche Arianna [Arianna Squilloni, ndr], è l’attenzione verso la divulgazione, la non-fiction per ragazzi, che in Italia sta assumendo un ruolo sempre più importante. Non possiamo poi dimenticare il filone dei libri nati dal web e dai social, mondi che, chiaramente, influiscono anche sui gusti dei più giovani.

A questo punto mi viene spontaneo chiederle quali sono le qualità che deve possedere chi vuole lavorare nell’editoria per ragazzi.

Un amore incondizionato per i libri e per la lettura, in primis, grande curiosità e voglia di fare un po’ di tutto. Un esempio: spesso i libri per ragazzi sono illustrati e allora capita di doversi interfacciare anche con gli illustratori, capirne il modo di lavorare, intendersi di cartotecnica. Perciò è necessario sapere che, anche se si amano generalmente i libri, fare libri per ragazzi è un compito con specifiche molto precise.

Katherine Rundell ha scritto un libriccino illuminante, “Perché dovresti leggere libri per ragazzi anche se sei vecchio e saggio”. Secondo lei, perché anche gli adulti dovrebbero leggere libri per ragazzi?

Un buon libro per ragazzi non è diverso da un libro “per grandi”. È comunque veicolo di un messaggio, di una storia che può piacere e incuriosire. Senza confini. Una finestra su un mondo di cui gli adulti stessi hanno fatto parte. Naturalmente ci sono libri meno interessanti per il pubblico adulto, prendiamo per esempio gli albi con i character dei cartoni animati. Ma in generale un buon libro per ragazzi non vale certo meno di un buon libro non per ragazzi.

Dal 2017 lavora come agente letterario specializzato in letteratura per ragazzi per Grandi&Associati. Come ha vissuto il passaggio da editor ad agente letterario?

Dopo quindici anni passati in una delle collane per ragazzi più dinamiche in Italia, era giusto cambiare, sentivo il bisogno di imparare cose nuove, nuovi aspetti del lavoro editoriale. È stato quindi un passaggio professionale per me molto importante, che ho vissuto con grande entusiasmo e tanta curiosità. Facendo l’agente ho mantenuto quello che a me piaceva della figura dell’editor, cioè il rapporto costante con l’autore, però ho imparato anche a conoscere i cataloghi di tutti gli editori, a gestire una trattativa, a stendere un contratto, a comprendere a pieno gli aspetti amministrativi legati alla pubblicazione di un libro.

E sicuramente c’è stata anche una forte apertura verso i paesi dell’estero.

Sì, negli ultimi anni l’interesse per i libri italiani all’estero, anche per ragazzi, è cresciuto moltissimo. Io in agenzia non mi occupo personalmente di vendere all’estero i diritti dei nostri autori, ma ho delle colleghe specializzate bravissime.

Nel suo nuovo ruolo ha notato se vi sono delle differenze marcate tra i paesi esteri e l’Italia per quanto riguarda il settore della narrativa per ragazzi? Quali sono i nostri pregi e quali i nostri difetti?

Forse, in Italia, dovremmo sostenere maggiormente la diffusione degli albi illustrati: abbiamo autori e illustratori bravissimi, che però fanno fatica, mentre ci sono Paesi, per esempio la Francia, il Belgio, ma anche l’Oriente, che pongono molta attenzione a questo settore, che da noi è visto forse come un po’ di nicchia.

Un’ultima domanda. È molto difficile, per non dire impossibile, che un libro riesca a generare reazioni univocamente positive in tutti i suoi lettori. Ciononostante, quale libro, nella sua opinione, potrebbe tentare questa folle impresa?

Sarò banale: Harry Potter. È un libro per ragazzi che hanno letto anche gli adulti; è un’avventura avvincente che parla anche di rapporti personali, di amicizia, delle difficoltà della crescita e della consapevolezza di se stessi. Insomma, è un romanzo davvero a tutto tondo, non è un caso che abbia avuto grande successo.

Ed è sicuramente un successo difficile da replicare.

Difficile, certo. Ma nulla è impossibile nel mondo editoriale.

 

Questa intervista è stata realizzata nell’ambito del corso di Testi e video per l’informazione giornalistica di Carlo Fumagalli. Vedi l’elenco completo degli insegnamenti del Master Professione Editoria.

ARTICOLI CORRELATI

CONDIVIDI

NAVIGA TRA GLI ARTICOLI

LEGGI ALTRI

LEGGI ANCHE…

“Il rock and roll salva la vita. Senza la musica, pure il lavoro che faccio...
“Si pensa che fare libri per bambini voglia dire per forza semplificare, abbassare il tono...
L’editoria kids è un settore ricco e dinamico, sempre alla ricerca di nuovi protagonisti a cui...
Questo è quanto emerge dall’analisi effettuata per la Nuova Mappa dei Bookinfluencer realizzata dagli allievi del...