Un progetto a cura degli allievi dei master in editoria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore

Dagli audiolibri alla collana multimediale per ragazzi: intervista a Carla Fiorentino, direttrice editoriale di Emons Edizioni

Dal 2021 è la direttrice editoriale di Emons Edizioni, casa editrice specializzata nella coesistenza tra mondo audio e libri fisici: in attesa di Beyond the Book: quando una storia per ragazzi diventa un universo narrativo (Bologna Children’s Book Fair, The Book Lovers’ Café, 14 aprile, ore 16:00), l’evento dei Master in Editoria Unicatt sulla crossmedialità, Carla Fiorentino offre uno sguardo al panorama attuale dei prodotti editoriali fruibili via audio, e del rapporto che questi hanno con il pubblico dei bambini e dei ragazzi.

 

Emons Edizioni: perché specializzarsi proprio in audiolibri?
L’esperienza di Emons inizia nel 2007, e colma l’assenza di un catalogo nutrito di audiolibri in Italia. Viene fondata da due tedeschi, di cui uno viveva in Italia mentre l’altro gestiva Emons in Germania, i quali notano una discrepanza importante tra i Paesi europei in termini di fatturato e di accoglienza da parte del pubblico nei confronti degli audiolibri. A loro avviso, il mercato italiano non ne aveva ancora recepito il potenziale.

Perché avere un occhio di riguardo per il target dei ragazzi?
Appena Emons nasce, si focalizza da subito sui grandi classici per adulti e ragazzi. All’inizio, i CD favoriscono l’attenzione dei più giovani, che vedono nell’oggetto una ritualità invece inesistente per il mondo adulto. Inoltre, il CD ha il limite della ripetitività, ma questa è spesso ricercata dai ragazzini attorno agli otto anni, età solitamente minima per la quale produciamo i nostri audiolibri.

Invece qual è oggi il mercato degli audiolibri rivolti ai più piccoli?
Nel 2019 il CD diventa un mezzo obsoleto, e la susseguente pandemia ne accelera il declino. Grandi piattaforme come Audible e Storytel attirano quindi il pubblico degli adulti, che è in costante crescita. Ma questo non vale per i ragazzi: l’ascolto digitale dipende da un abbonamento e da un cellulare. Fin dal 2016, non vi è una crescita del segmento 0-18 anni nel settore degli audiolibri, e a oggi definirei irrisori gli ascolti dei prodotti rivolti a questo target.

La collana Emons Raga si compone di libri per ragazzi con inserti multimediali: come nasce l’idea di far interagire libro fisico e audio?
La collana include l’audiolibro nel libro fisico attraverso dei QR code, ed è formata da titoli che sono novità a tutti gli effetti, progettate o tradotte da noi per il target 8-12 anni. Si tratta di un’idea necessaria alla sopravvivenza del prodotto editoriale, sia perché trovo che l’audio sia ancora interessante, sia per intercettare un target che, al contrario di quel che s’immagina, è molto più selettivo di quello adulto, in quanto a pregnanza tematica delle storie di cui fruisce.

Forty. Un viaggio semiserio nei superpoteri dei quarantenni (Fandango, 2021) è un tuo libro che nasce come podcast: com’è successo?
Nel 2020 viene lanciata Emons Record, una realtà improntata al podcast per la quale però in quel periodo non sappiamo ancora come produrre copertine o mandare online i contenuti. Avendo ascoltato podcast come Veleno o Morgana, decido allora di mettermi in gioco in prima persona. Riguardo ai contenuti del podcast, scelgo di sdrammatizzare suoi miei quarant’anni allora appena compiuti, ironizzando sugli stereotipi e sulle tendenze anti-age rese celebri dalle star.

Il passaggio di Forty a libro è stato un processo di trasposizione difficile?
La natura sperimentale di Forty portava a scrivere puntate molto brevi, di circa 3.000 battute. Le ho rese capitoli lunghi circa il doppio. Un libro garantisce approfondimenti e digressioni non concesse ai podcast, e ha un linguaggio depurato da quello strettamente necessario a tenere alta l’attenzione dell’ascoltatore del podcast. Con il libro cambia anche il target, perché da un rapporto di gratuità, in cui è lo speaker a doversi conquistare l’attenzione del pubblico, si arriva a un fruitore che invece è disposto a pagare per leggere.

Come si evita la perdita di profondità, quando si traspone un contenuto da un medium all’altro?
Il podcast è un testo che nasce per essere letto, senza dover avere necessariamente un “genitore di carta”, e che ha un forte potenziale di coinvolgimento dell’ascoltatore. Come Emons, preferiamo che i nostri prodotti audio, inclusi gli audiolibri, siano letti da figure che hanno a cuore i temi di cui parlano: così facendo, pensiamo si ottenga un risultato molto più efficace, rispetto all’affidarsi alla voce di un attore professionista che si limiterebbe a svolgere una commissione.

Quali sono i rischi del lavorare con i nuovi media?
Quando avviene la podcastizzazione della narrativa si hanno dei cosiddetti Originals, che possono diventare serie audio. Le serie audio sono un medium che mutua il proprio linguaggio dai radiodrammi e dalle trasposizioni cinematografiche. In Emons, prodotti come la serie dell’avvocato Guerrieri di Carofiglio vantano un team di sceneggiatori e di sound designer dal costo di varie migliaia di euro. Purtroppo, prodotti tanto complessi ed esclusivamente in lingua italiana sono molto meno sostenibili dei comuni audiolibri.

E quali sono invece le potenzialità?
L’ascolto di opere particolarmente complicate, per esempio tramite un audiolibro, fa superare alcuni scogli di lettura che impedirebbero la fruizione dei libri di carta. Insomma, l’audio diventa il mezzo attraverso il quale i grandi capolavori, ma non soltanto, possono raggiungere un pubblico nuovo e più vasto. Questo è un forte vantaggio, specialmente se si considera che trasporre in podcast la saggistica divulgativa è relativamente semplice.

Passando a Carla Fiorentino come autrice, come mai i rapporti tra le persone sono fondamentali nei tuoi scritti?
Le amicizie, e in generale i rapporti umani, sono il fulcro dell’esistenza: concludo un romanzo come Che cosa fanno i cucù nelle mezz’ore (Fandango, 2018) affermando che dedicare il proprio tempo presente a chi ci circonda sia più importante che essere ossessionati dal proprio futuro. Con L’altrove è un cane bianco, il mio sesto libro in uscita a giugno per Fandango, chiudo un’ideale trilogia in cui il protagonista si porta dietro proprio una serie di relazioni umane.

Che insegnamento vorresti trasmettere tramite questi temi?
Per scrivere, è importante parlare di temi che si sentano propri, e a cui si è disposti a riservare molto tempo. Personalmente, mi dedico alle relazioni umane in maniera quasi professionale, visto il poco tempo che ci è concesso oggigiorno. In cambio, gli incontri umani regalano spunti di scrittura che mi permettono di raccontare l’umano a trecentosessanta gradi, oltre a sé stessi e oltre alla propria cerchia più stretta, come invece spesso capita nella narrativa italiana contemporanea.

Perché l’ironia è così importante all’interno delle tue opere?
L’ironia è il mio metodo espressivo preferito. La inserisco spesso in fase di scrittura, tanto nei romanzi quanto in podcast come Forty. Ma, essenzialmente, nasce dal mio modo di pensare quotidiano, nel modo che ho di pormi nei confronti di quel che accade: mi aiuta a sfatare tutto quel che trovo grottesco.

In attesa d’incontrarsi all’evento Beyond the Book: se dovessi scegliere un classico per ragazzi affinché diventi un intero universo narrativo, quale sarebbe e perché?
Sceglierei Il Corsaro Nero: come tutta l’opera di Emilio Salgari, è un classico per ragazzi perfetto per tutte le età. Inoltre, nasce già nella forma seriale del romanzo d’appendice, ed è tra le narrazioni italiane più lette all’estero. Essendo l’autore di un universo letterario che ha ricevuto diverse trasposizioni, credo che Emilio Salgari avrebbe avuto capacità molto simili a quelle richieste oggigiorno per trasporre un’opera letteraria in podcast e per adattarla anche a media visivi come il teatro.

 

Questa intervista è stata realizzata da Edoardo Capelli e Simone Cerrato nell’ambito del ciclo di Eventi Editoria in progress, a cura di allievi, allieve e docenti del Master BookTelling. Vedi l’elenco completo dei docenti e degli insegnamenti del Master BookTelling.

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