Il Mestiere dell’Avventura: Stefano Gregoretti e l’Ultrarunning

Il Trail running è una disciplina giovane, in grande crescita e con migliaia di appassionati, già dichiarati, nei quattro angoli del globo, che sentono il bisogno di correre, senza limiti, nella natura. 

Corsa nelle foreste, nei boschi, sulle creste delle montagne, sulle spiagge non segnate su Google Maps. Si parla invece di Ultratrail quando ci si riferisce a una corsa che va ben oltre i 42,195 km della maratona, e che arriva ben oltre i 200 km attraversando deserti, foreste e paesaggi incontaminati.

Disciplina nata in America negli anni 60, l’Ultrarunning ha già una letteratura molto ampia, con il celebre libro Born to Run di Cristopher McDougall che ne è il capostipite.

Uno dei portabandiera italiani in questa disciplina è sicuramente Stefano Gregoretti, marcato accento riccionese, classe 1974, di professione agronomo, ultrarunner e avventuriero.

Stefano è un atleta molto difficile da descrivere: nuota, corre, va in bici. Un triatleta quindi? Solo sul piano atletico, perché lui si definisce un “appassionato di ogni attività all’aria aperta; non voglio avere confini, muri, io sto bene solo all’aperto”. Questa sua passione lo porta e lo ha portato, negli anni, a compiere imprese quasi al limite del credibile. 

Dal  2019 le storie di queste imprese sono state raccolte e pubblicate  dalla casa editrice Rizzoli, che ha pubblicato il nuovo libro di Stefano Gregoretti: Ultratrail, in cui l’atleta spiega i motivi per cui ha cominciato a correre da adulto e non da ragazzo, la sua passione per la montagna che lui, ragazzo di mare, poteva vedere solo in estate in vacanza con la famiglia, fino ad arrivare alle sue prime avventure in giro per il mondo, un viaggio che passa dal deserto del Gobi fino all’isola di Baffin, nel Canada Artico.

Stefano e le sue spedizioni più note 

Nel 2005, a 32 anni, in piena maturità fisica,  Stefano partecipa a diversi Ironman (3.8 km di nuoto, 180 di bici e 42 km di corsa) in Europa e negli USA. Dal 2008 si avvicina e abbraccia lo sport che diventerà il suo lavoro: l’Ultratrail, la corsa fuoristrada. In soli cinque anni, Stefano partecipa e ottiene risultati importanti in diverse gare internazionali, come un secondo posto nella 250 km del Nepal, un secondo posto assoluto ala Grand to Grand Ultra, 270 km tra i Canyon in Arizona e un Primo posto nella 250 km nel deserto del Gobi (Cina) nella Racing the Planet.

L’ultrarunning è prendere la corsa a randellate fino a ridurla in fin di vita”. Piuttosto che uno sport, l’Ultrarunning è più simile a un’avventura che somiglia all’escursionismo estremo o all’alpinismo.

Stefano è però conosciuto dal grande pubblico per le sue spedizioni, non competitive, che lo hanno portato a vivere avventure mai provate da nessuno assieme al suo socio Ray Zanab, uno degli ultrarunner detentore di più record di traversata in giro per il mondo. Tra le loro numerose imprese, una delle più note è sicuramente l’attraversata di 150 km in (sole) 47 ore continuative tra i ghiacci dell’isola di Baffin,  nel Canada artico, e i 1000 kilometri in 20 giorni nel deserto della Patagonia, partendo dall’oceano Atlantico attraversando le Ande fino a toccare il Pacifico.

Le loro spedizioni sono sempre seguitissime sul web, grazie a un importante lavoro di pubblicizzazione sui social da parte di Stefano e Ray, entrambi molto seguiti su tutte le piattaforme social.

Stefano ha partecipato a diverse trasmissioni televisive italiane, come “Alle falde dal Kilimangiaro”, e in moltissime trasmissioni americane, in quanto Ray Zanab è  spesso ospite di programmi come il David Letterman Show e lo show di Jay Leno. La loro traversata nel deserto della Patagonia ha avuto più di 22 milioni di interazioni sui social network.

Dal 2019 Stefano ha smesso di partecipare a competizioni organizzate per potersi concentrare solo sull’organizzazione delle sue spedizioni, nella ricerca di sponsor e partners. Molti e noti sono infatti i partner finanziatori delle spedizioni di Stefano e Ray come Garmin, Rudy Project, Fischer e Cannondale.

Scelgo i posti che mi piacerebbe vedere e, soprattutto, in quanti hanno già fatto l’impresa. Ad esempio, il deserto in Australia l’avranno fatto in 200 da nord, sud, est e ovest mentre l’isola di Baffin in inverno l’hanno fatta veramente in pochi”.

 

Progetti Collaterali e Personal Brand 

Una vita da supereroe, che però è accessibile a tutti gli atleti che volessero accompagnare Stefano in una della sue Ultra. Gregoretti e Zanab sono infatti i fondatori del progetto Impossible2possible, una organizzazione internazionale no profit che porta i giovani a vivere delle vere e proprie avventure. Un progetto di apprendimento e educazione che viene fuso con delle esperienze estreme.

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Stefano non è sicuramente il più forte o il più resistente ultrarunner, ma è sicuramente uno dei più conosciuti e uno dei primi esponenti di questa disciplina in Italia e nel mondo. Molto amato sui social, le sue spedizioni sono sempre seguitissime, e i suoi corsi di corsa e ultratrail sono molto frequentati. Probabilmente perché il suo personaggio non combacia con quello che ci si aspetterebbe da uno che ha compiuto certe imprese. Persona semplice, alla mano, con quella simpatia tipica romagnola, che non dà l’idea di essere uno di quei super uomini inarrivabili.

Citato da diverse testate tecniche e generaliste come Men’s Healph, Extreme Life, la Gazzetta dello Sport, Life and People, RunLovers, e moltissimi altri giornali e riviste.

Sicuramente grazie a personaggi così, il mondo del running e in particolare dell’ultrarunning si sta espandendo in modo esponenziale, e sempre più atleti riescono a fare della loro passione un vero lavoro, grazie alla costruzione di una brand identity sui social e condividendo le proprie spedizioni on line.

Stefano Gregoretti è quindi un esempio pratico e concreto di come oggi, grazie all’ausilio e all’utilizzo consapevole e mirato dei social network, si possa costruire una immagine forte sul web e si possa costruire una vera brand identity partendo dalle proprie passioni, se condivise in modo mirato.

A oggi Stefano Gregoretti  è di sicuro uno degli atleti italiani più conosciuti, e la sua capacità di sfruttare le nuove tecnologie per creare un seguito sul web lo hanno portato al raggiungimento di importanti traguardi personali e professionali, come la stesura del suo libro con la casa editrice Rizzoli, in cui ripercorre tutto il suo percorso di atleta e di ragazzo di mare, con la passione della montagna.

Un libro che parla delle avventure di un ragazzo normale che fa cose da supereroe.

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studente laureato in Economia e Gestione dei Beni Culturali at Università cattolica del Sacro Cuore. | davide.brambilla1997@gmail.com

Studente del Master Booktelling, una laurea in Economia e Gestione dei Beni Culturali. Pallavolista, aspirante podista, per mestiere vorrei far arrivare le storie di chi ha qualcosa da raccontare a chi ha voglia di ascoltare. Oppure lavorare in radio. O entrambe le cose.

About Davide Brambilla

Studente del Master Booktelling, una laurea in Economia e Gestione dei Beni Culturali. Pallavolista, aspirante podista, per mestiere vorrei far arrivare le storie di chi ha qualcosa da raccontare a chi ha voglia di ascoltare. Oppure lavorare in radio. O entrambe le cose.

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