Self-publishing: i consigli per autopubblicarsi

Farsi editori di se stessi: come scegliere la piattaforma più adatta? Come evitare i rischi più comuni? Come farsi conoscere dalle librerie e dai lettori?

Il fenomeno di self-publishing, sempre più diffuso nel mondo editoriale, argomento di tesi di laurea e di incontri nel contesto di BookCity, è stato il tema dell’ultimo incontro tenuto dal Master al Salone Internazionale del libro di Torino, venerdì 13 maggio, dal titolo “Self-publishing. Guida pratica (professionale)”, nella Sala Book to the Future.
Il terzo evento di Editoria In Progress ha visto come protagonisti da una parte i docenti del Master Elisa Calcagni, lessicografa e redattrice editoriale, Davide Giansoldati, social media strategist, Paola Di Giampaolo, web content manager responsabile coordinamento e sviluppo del Master, dall’altra gli stessi allievi che hanno presentato i risultati di una ricerca condotta sulle principali piattaforme di self-publishing italiane.

Lo stud13151741_1584080518571786_9110469344414792568_nio, che prende spunto e prosegue l’ottima analisi realizzata da Lara Scalvinoni Self-publishing: come cambiano le figure dell’autore e dell’editore, mette a confronto cinque piattaforme di self-publishing analizzandone i principali servizi per uno scrittore che aspira a pubblicare il suo libro: Narcissus (StreetLib), ilmiolibro.it, lulu.com, KoboWriting Life e Kindle Direct Publishing. Fra le caratteristiche prese in considerazione ci siamo soffermati sugli aspetti redazionali, promozionali, distributivi ed economici. Ecco ciò che è emerso dall’analisi.
Delle cinque piattaforme prese in esame l’unica ad offrire un servizio facoltativo di editing è Narcissus (la piattaforma di Streetlib), al costo di € 490,00 per 100 cartelle. Questa piattaforma è anche la sola ad includere nel servizio il codice ISBN, mentre negli altri casi l’attribuzione del codice ISBN è facoltativa e il costo è carico dell’autore (che nel caso di Kobo deve procurarselo in modo autonomo e poi comunicarlo alla piattaforma). Inoltre Kobo, a differenza degli altri servizi di self-publishing, offre unicamente la possibilità di creare un ebook, e non la versione cartacea.
Per quanto riguarda la promozione, nessuna piattaforma opera nelle librerie e tre su cinque non effettuano la distribuzione nelle librerie fisiche. Si distinguono lulu.com, che offre la possibilità di ordinare i libri anche nelle librerie, e ilmiolibro.it, che ha una convenzione con i punti vendita Feltrinelli presso i quali offre la possibilità di ordinazione e ritiro qualora l’autore acquisti un servizio PRO. Al contrario, tutte e cinque le piattaforme mettono in vendita i libri nei principali siti di e-commerce. Tuttavia, lulu.com non vende su shop italiani.
La principale problematica riscontrata nel corso dell’analisi riguarda la definizione della retribuzione dell’autore: non sempre dai siti internet si riesce a evincere con precisione l’ammontare che spetta allo scrittore per la vendita del suo libro, poiché spesso tale percentuale viene indicata al lordo delle spese di stampa, che sono raramente esplicitate nel dettaglio, mentre la percentuale dovuta alla piattaforma varia dal 10% al 65% a seconda di formato (brossura o ebook) o Paese di vendita. In alcuni casi è esplicitato il costo di servizi accessori, come nel caso del servizio PRO di ilmiolibro.it, ma spesso non risulta chiaro se la distribuzione online sia garantita solo pagando un servizio aggiuntivo. Per lo meno queste sono le informazioni rintracciabili in rete.

Dall’analisi delle principali piattaforme emerge dunque un panorama composito con offerte che possono rispondere a diverse esigenze.  13177989_1584074688572369_7217138244755739994_n

Dopo l’analisi, i consigli.

A prendere la parola per prima è Elisa Calcagni: nell’autore che desidera auto pubblicarsi, alla volontà di fare da sé deve accompagnarsi la conoscenza di alcune regole che assicurino la qualità editoriale del testo che stiamo scrivendo: attenzione dunque ai refusi, alle norme grammaticali su punteggiatura e accenti, e a quelle tipografiche sugli spazi. Occorre coerenza nelle grafie (uso di maiuscoli e minuscoli, corsivi, grassetti), parsimonia nell’uso di neologismi dei quali non si conosce la frequenza d’uso, evitare le “d” eufoniche. Consigli che appaiono scontati ma che fanno la differenza tra un libro dall’aspetto amatoriale e uno professionale.

Per dare consigli su come promuovere sui social il proprio volume interviene Davide Giansoldati con due domande rivolte alla platea: chi siamo? Di che cosa parla il nostro testo? Il punto di partenza per provare la tenuta di un progetto editoriale è saper rispondere a queste domande in modo chiaro e conciso: con dieci parole. Risulta dunque fondamentale avere un’idea precisa alla base di un progetto culturale di qualità che si collochi in modo adeguato sul mercato, dalla quale partire e cercare di intercettare il proprio pubblico; è importante avere la consapevolezza di rivolgersi a una nicchia di persone che condividono il messaggio.

Chiude il giro di interventi Paola Di Giampaolo che si sofferma sull’importanza di compiere le giuste mosse per far conoscere il proprio testo e metterlo sul mercato: acquistare un ISBN identificativo e comunicare le informazioni relative alla pubblicazione a Informazioni Editoriali che gestisce il Catalogo dei titoli in commercio in Italia e Arianna, fondamentale per essere presenti con i dati del proprio libro su tutte le principali librerie; altrettanto importante è curare tutte le “soglie” del testo perché diano un’idea davvero efficace del libro: copertina, quarta di copertina, stile grafico, introduzioni, indici devono essere redatte con cura perché guidino effettivamente il lettore, soprattutto quando scopre un titolo online, o un libraio nella comprensione del testo, lo incuriosiscano e gli facciano capire ciò che ha di fronte. Infine, dal momento che la maggior parte delle piattaforme non gestisce la promozione e la distribuzione, sarebbe opportuno organizzare una diffusione e vendita, più facile nel caso di testi di nicchia.

In conclusione, alcune prerogative dell’editore professionista, un progetto culturale solido, la qualità editoriale, che necessita di una puntuale revisione, l’attenzione all’aspetto economico, devono essere assimilate dall’autore che intenda auto pubblicarsi con successo. A meno che non si voglia redarre un testo a uso sostanzialmente personale, familiare o locale, devono dunque essere previsti alcuni step del lavoro editoriale, in genere affidati a professionisti: l’editing, l’impaginazione, la promozione, la distribuzione. Autopubblicarsi, in sostanza, non è esattamente una passeggiata.

Articolo a cura di Luca Calvetto e Roberta Lucaccini

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