Riccardino di Andrea Camilleri

“Salvo, la faccenna sta completamenti arriversa. Sono io che informo te, e non capisco perché ti ostini a credere che sei tu a informare me. Questa storia di Riccardino io la sto scrivendo mentre tu la stai vivendo, tutto qua”

Montalbano è stanco. Davanti a lui un delitto da sbrogliare, un omicidio fulminante, un intreccio di indizi che si annoda su sé stesso. Si narra di tradimenti, affari sporchi, regolamenti di conti, istituzioni corrotte. Lo sfondo è l’Italia delle politiche di compromessi. Ma non è il delitto il fulcro del romanzo Montalbano è invecchiato, maturo, talmente maturo da rendersi conto di essere circondato da personaggi dettati e scritti, dipendenti dalla volontà della penna. Il commissario sfugge così alla storia, intavolando un confronto con l’Autore. Il commissario di Vigàta sembra essere indipendente dall’opera stessa.

Ci si trova così davanti a un romanzo che attua una rottura della finzione letteraria questo elemento inserisce Camilleri in una filiera di autori che ancora fa letteratura all’interno di un genere di intrattenimento. Riccardino è un romanzo nato e pensato per essere postumo. È la fine di un progetto narrativo. Gli eventi sono nient’altro che la conseguenza delle riflessioni di uno scrittore a fine carriera. Un taglio metanarrativo e un sottile omaggio al maestro Pirandello portano in grembo una riflessione sul ruolo dell’autore e sull’autorialità.

La prosa è veloce, piena di dialoghi, la narrazione chiara e semplice. Una vena comica è disegnata sulla presenza di personaggi come “Catarè”, Fazio, la “chiaromante chiaroviggenti”, ben caratterizzati e carnevaleschi, maschere di teatro. Il siciliano di Camilleri funziona, necessita di un minimo di abitudine alle sonorità del dialetto e alle espressioni più gergali, ma una volta compreso scorre in maniera molto fluida. Non manca un ottimo utilizzo della musicalità della lingua.

Andrea Camilleri è il re del giallo italiano contemporaneo, colui che negli ultimi decenni ha dato un volto nuovo a questo genere in Italia. Montalbano ha ormai un successo strepitoso, dai libri allo sceneggiato Rai, l’aspettativa è alta. Camilleri sceglie tuttavia una strada originale in maniera molto fine va a tastare i territori al di fuori della finzione letteraria e abbandona una narrazione lineare. L’opera è una ventata di aria fresca per il genere il pretesto della trama di un poliziesco nasconde il bisogno dell’autore di fare i conti con la propria creazione.

Andrea Camilleri – Riccardino
292 pagg., 15,00 euro – Sellerio editore Palermo 2020 (La Memoria)
ISBN 9788838940750

Giulio Battolla nasce in provincia della Spezia il 10 Ottobre del 1994. Tra le colline di un entroterra striminzito trascorre solo i primi quattro anni della vita poiché lo spirito imprenditoriale del padre trasferirà la famiglia a Sassuolo nel ‘98. Lì sviluppa un marcato accento emiliano con cui riesce abilmente a mimetizzarsi e, ottenuto il diploma di liceo scientifico, si iscrive alla laurea triennale di psicologia a Cesena. Con l’inizio della laurea magistrale il suo cuore si sparge a Bologna, e ne rimane impregnato. Dopo la laurea lavora otto mesi come borsista di ricerca poi si licenzia. Sente il bisogno di riequilibrare passione e azione. Nella sua vita l’amore travagliato per il suono, l’armonia e la ritmica, sono sempre stati al centro della sua attenzione. Giulio è poeta innamorato e ballerino frenetico. Dall’adolescenza pratica con costanza il breaking e la scrittura, ma solo negli ultimi quattro o cinque ha iniziato, in maniera più specialistica, a studiare la metrica per riuscire a tendere verso uno scrivere che miri alle qualità del suono piuttosto che una veicolazione di senso. Giulio è poeta ma non lo vuole dire, non gli piacciono le definizioni, il suo più grande sogno è pubblicare un poema, o forse un romanzo, o forse solamente scrivere.

About Giulio Battolla

Giulio Battolla nasce in provincia della Spezia il 10 Ottobre del 1994. Tra le colline di un entroterra striminzito trascorre solo i primi quattro anni della vita poiché lo spirito imprenditoriale del padre trasferirà la famiglia a Sassuolo nel ‘98. Lì sviluppa un marcato accento emiliano con cui riesce abilmente a mimetizzarsi e, ottenuto il diploma di liceo scientifico, si iscrive alla laurea triennale di psicologia a Cesena. Con l’inizio della laurea magistrale il suo cuore si sparge a Bologna, e ne rimane impregnato. Dopo la laurea lavora otto mesi come borsista di ricerca poi si licenzia. Sente il bisogno di riequilibrare passione e azione. Nella sua vita l’amore travagliato per il suono, l’armonia e la ritmica, sono sempre stati al centro della sua attenzione. Giulio è poeta innamorato e ballerino frenetico. Dall’adolescenza pratica con costanza il breaking e la scrittura, ma solo negli ultimi quattro o cinque ha iniziato, in maniera più specialistica, a studiare la metrica per riuscire a tendere verso uno scrivere che miri alle qualità del suono piuttosto che una veicolazione di senso. Giulio è poeta ma non lo vuole dire, non gli piacciono le definizioni, il suo più grande sogno è pubblicare un poema, o forse un romanzo, o forse solamente scrivere.

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