
“Non ti insegnano a difenderti quando è il tuo allenatore a colpirti.”
In un mercato di sport-romance dominato da quelli a tema hockey o football americano, Game, love & match di Meg Jones si distingue per ambientazione e prospettiva, portando il lettore sui campi di terra rossa del tennis professionistico. Non si tratta, però, soltanto di cambiare sport: l’autrice usa il tennis come strumento narrativo per parlare di resistenza e risalite interiori.
Il romanzo ruota attorno a Scottie e Nico, due protagonisti segnati da ostacoli apparentemente insormontabili: una squalifica per doping e un grave infortunio mettono in pausa la loro carriera tennistica, ma è nel “fuori campo” che si gioca la partita più dura. Ed è proprio qui che il romanzo trova la sua cifra distintiva: nel modo in cui intreccia la dimensione sportiva con una riflessione lucida, e concreta, sui meccanismi di potere, sacrificio e vulnerabilità che attraversano il mondo dello sport agonistico.
Meg Jones adotta una scrittura scorrevole e immediata, capace di coinvolgere anche chi non è un habitué del mondo tennistico. La narrazione è lineare, accessibile, ma arricchita da una stratificazione tematica tutt’altro che scontata. Si parla di pressioni mediatiche, della perdita di privacy per gli atleti sotto i riflettori, della disciplina e solitudine che accompagnano la ricerca della performance, fino a toccare con coraggio il nodo più doloroso: quello degli abusi perpetrati da figure di potere, spesso insospettabili, all’interno del sistema sportivo. Game, love & match non teme di affrontare argomenti scomodi, e lo fa senza spettacolarizzazioni né sentimentalismi. In alcuni passaggi, però, il coinvolgimento emotivo potrebbe risultare un po’ più scarso, in particolare nei momenti in cui il trauma della protagonista viene restituito tramite il solo racconto della sua forza nel superare il tutto piuttosto che con flashback che avrebbero fatto empatizzare molto di più il lettore con Scottie.
“Quando sei un’atleta, il dolore non è un nemico. È una condizione. Ti ci abitui, ci convivi. E poi, un giorno, smetti anche di sentirlo.”
La costruzione dei personaggi non è eccessivamente complessa, ma essi risultano credibili nei loro percorsi, nelle esitazioni e nei tentativi di ricostruzione. La relazione tra i due protagonisti, pur rientrando nei canoni del romance con la consueta dinamica “hate to love”, si sviluppa in modo coerente con il vissuto dei personaggi, anche se in certi momenti la transizione verso l’intimità più esplicita risulta repentina rispetto all’evoluzione emotiva fin lì narrata.
Game, love & match è, in definitiva, uno sport romance capace di offrire una lettura coinvolgente e riflessiva, che trova il suo punto di forza nella volontà di raccontare lo sport non solo come competizione, ma come terreno fragile e complesso dove si giocano anche le battaglie dell’anima. Non un testo rivoluzionario nella forma, ma prezioso per ciò che sceglie di mettere in luce e per come lo fa.

















