Poesia social: quando i versi cercano seguaci

Giacomo Leopardi, William Blake, Eugenio Montale, Pablo Neruda, Dante Alighieri: i grandi poeti sono associati a un immaginario tipico che li proietta in una dimensione altra, dotata di una visione non comune del mondo. Rupi Kaur, Francesco Sole, Cleo Wade, Gio Evan, Giorgia Soleri: la poesia contemporanea spesso non si identifica con quello sguardo diverso sulla realtà ma con la ricerca di una comunità con cui dialogare. È così che i versi nascono dai social, legando libri e nuovi media. Vediamo quindi alcune figure e tappe della poesia social.

Poesia ieri e oggi

La poesia non cerca seguaci, cerca amanti

Queste parole sono state sGarcía Lorca 1919 - prima della poesia socialcritte da Federico García Lorca, poeta spagnolo di inizio ‘900. Fin da bambino era interessato ai libri, e dopo aver frequentato la facoltà di Giurisprudenza, decise di passare a Lettere seguendo l’inclinazione verso la letteratura. In quel periodo strinse amicizia con altri artisti e letterati tra cui Luis Buñuel e Salvador Dalì, pubblicò la sua prima raccolta ad appena 22 anni. Dopo un periodo lontano dalla Spagna partecipò con passione la vita politica del proprio Paese, al punto da morire ancora giovane, fucilato dai franchisti nei primi giorni della Guerra civile.

Anche senza conoscere tutti i versi e le raccolte di García Lorca, il breve riassunto della sua vita sarebbe sufficiente a riconoscerlo come poeta: sono presenti tutte le tappe della vita di un “letterato tipico”, tappe che a cui si è abituati fin dai libri di scuola. Quest’immagine ideale di poeta è rimasta valida fino a qualche anno fa, e forse anche oggi chi pensa a un poeta immagina una figura dalla personalità un po’ eccentrica, misteriosa, capace di guardare la realtà con occhi diversi e di restituirla in parole nuove e dense di significato.

Pur con le tante declinazioni diverse, che derivano dalla personalità dei singoli autori, si può concordare che ci sono punti che accomunano i poeti “in senso tradizionale”: tra questi, c’è sicuramente il fatto che in relazione a loro vale la frase “la poesia cerca amanti”. I versi creano dei legami strettissimi e spesso inspiegabili tra le parole, chi le scrive e chi le legge, come accade tra le persone che si innamorano.

La figura di poeta, però, oggi è un po’ diversa: i nomi che abbiamo visto all’inizio insieme a una schiera di molti altri insta-poets – o potremmo parlare più in generale di poesia social – formano un gruppo di autori perlopiù giovani, super connessi, intrattenitori, pienamente inseriti nelle comunità online ancora prima che in quelle fisiche. Questi giovani poeti non sono solo scrittori di versi: spesso affiancano attività diverse che intrecciano molti media, e hanno come centro il o i social network.

Social

Il risultato più evidente di questo spostamento è che nella maggior parte dei casi i versi sono di immediata comprensione: non hanno una dimensione pubblica nella stessa accezione della poesia classica né una intimistica e inedita come nelle poesie moderne; sono, invece, perlopiù parole quotidiane, pensieri comuni, qualcuno potrebbe anche dire banali. Questo accade perché, nonostante ciò che ha scritto

 Garcia Lorca, oggi la poesia cerca, letteralmente, seguaci: i followers sui social si identificano nei pensieri dei loro punti di riferimento, spesso amano – prima ancora della poesia – chi ne è autore.

La vicinanza e il trasporto per i versi non nasce più dallo sguardo innovativo e originale del poeta ma dal terreno comune che lo scrittore e chi lo segue condividono. La novità, piuttosto, sta in questo rapporto e nelle modalità e nei media attraverso cui le poesie vengono trasmesse.

I versi sono stati condivisi, nel corso del tempo, sui mezzi più svariati: voce, papiri, pergamene, cocci, legnetti, pietre, tavole di cera, carta. Oggi, a tutti i possibili mezzi fisici, si aggiungono foto, video, tracce audio: la poesia social si muove attraverso forme diverse, sfruttando i diversi social network.

La piattaforma più utilizzata è Instagram, che permette di condividere con immediatezza versi: la forma più diffusa è la fotografia dei versi scritti su altri supporti, oppure la realizzazione di composizioni grafiche che ripropongono i testi. Spesso la poesia è presentata in un formato grafico uniforme, perché sul social l’aspetto visivo è più importante, o almeno più incisivo ai primi sguardi, rispetto all’apparato testuale. Questo è un altro motivo per cui la poesia si semplifica e le comunità si amplia.

Ovviamente, queste modalità “semplici” di riproposizione di versi in formato di immagine sono state applicate anche a poesie del passato: sono nate pagine dedicate a singoli autori o a movimenti letterari specifici. Le modalità più interessanti in cui le poesie vengono condivise sono quelle che prevedono un coinvolgimento diretto dell’autore sui social. Anche in questo caso Instagram è predominante – e non a caso si parla di insta-poets – ma non l’unico utilizzato: per vedere ciò, possiamo citare alcuni esempi di poeti italiani.

Francesco Sole

Gabriele Dotti, noto al grande pubblico con lo pseudonimo Francesco Sole, può essere considerato il capostipite del fenomeno degli insta-poets in Italia. La sua carriera di autore, in realtà, parte da un altro social: YouTube. I primi contenuti condivisi da Sole erano in forma video; si trattava, peraltro, di formati brevi, quasi come le storie che la fanno da padrone oggi su altre piattaforme. Già in quei primi video in cui venivano condivise brevi riflessioni – a volte ironiche, spesso riguardanti le relazioni interpersonali, quasi sempre tratte dalla vita quotidiana – compaiono dei post it.

Stati d'animo su fogli di carta, Francesco Sole, MondadoriLe note attaccate ai muri che si vedono in quei filmati quasi di sfuggita racchiudono frasi semplici e corte: è proprio da questi pensieri fissati su fogli volanti che si intensifica l’attenzione del pubblico e che Francesco Sole ottiene sempre più segaci. Gli esperimenti di scrittura sono stati concepiti, già nel 2014, in forma di libro: si tratta di Stati d’animo su fogli di carta, edito Mondadori. In seguito, hanno assunto una forma più complessa e si sono trasformati in poesie, raccolte poi in libri.

L’aspetto più interessante delle poesie social di questo scrittore e intrattenitore è che c’è stato un tentativo di mettere in comunicazione diretta il web con il libro cartaceo, grazie all’uso di hashtag nei titoli dei volumi pubblicati: del 2017 è Ti voglio bene – #poesie, del 2018 #tiamo, entrambi usciti per i tipi di Mondadori. L’uso dell’hashtag e l’invito a condividere i versi sui social utilizzandolo hanno creato un collegamento molto forte tra i due diversi media, cartaceo e digitale.

Un ulteriore passaggio, di nuovo su YouTube e in forma musicale, è poi stata l’incisione di quelle che Sole stesso ha chiamato “poesie musicali”: non solo ci sono video in cui l’autore legge e interpreta, ma esistono vere e proprie rese melodiche dei testi; un esempio su tutti, quello che ha ottenuto più visualizzazioni, è Sei la mia notifica preferita.

Il legame tra versi e musica non è certo una novità, ma i collegamenti tra le varie forme espressive in cui i primi si manifestano sono nel caso di Sole molto interessanti.

Gio Evan

Note e parole sono intrecciati anche in un altro noto insta-poet, Giovanni Giancaspro meglio noto come Gio Evan. Guardando il suo sito web si vede fin dalla prima pagina questa duplicità: libri e musica. Gio Evan ha pubblicato undici libri, più della metà sono raccolte poetiche. È da notare che il primo titolo, Il florilegio passato, uscito nel 2008, è un’autopubblicazione: si tratta di un racconto in cui l’autore narra i propri viaggi in giro per il mondo.

Ormai tra noi è tutto infinito, Gio Evan, Fabbri 2018Quando Gio Evan inizia a condividere sul web le sue esperienze e i contenuti creativi, entrambi vengono conosciuti da sempre più persone. La sua poesia in particolare ottiene sempre più seguaci e viene proposta su Instagram con continuità. I versi, come per Francesco Sole, riguardano spesso i sentimenti e le esperienze quotidiane; a volte però emergono avventure e immagini di viaggio.

La personalità artistica di Gio Evan ha molte sfaccettature: oltre che scrittore è performer, artista e – come si diceva sopra – cantante. Anche i suoi pezzi possono essere definiti poesie in musica; a differenza di Sole, però, il progetto musicale ha raggiunto una dimensione più grande: non si è fermato su piattaforme social o sul web, è approdato a Sanremo e si manifesta in concerti e tour.

Letteratura e musica hanno insomma preso due strade precise ed entrambe di successo. Un collante rimane Instagram, su cui Gio Evan condivide i propri versi garantendo un contatto forte e continuativo con i suoi seguaci.

Giorgia Soleri

Un po’ diverso dai precedenti è il caso di Giorgia Soleri: modella, attivista e influencer, ha esordito nel 2022 come poetessa – o dovremmo dire “una poeta”, visto che lei stessa si definisce in questo modo. Ha pubblicato la sua prima raccolta intitolata La signorina nessuno con l’editore Vallardi. L’autrice, classe 1996, ha però iniziato a scrivere molto prima, quando aveva solo 10 anni, e ha unito questa sua ispirazione alla passione per la fotografia.

La signorina nessuno, Giorgia Soleri, Vallardi 2022Queste due componenti, come dicevamo, trovano un legame perfetto su Instagram. Giorgia Soleri, però, non è propriamente una insta-poet. Il suo profilo è ricco di contenuti che affrontano temi a lei cari come il femminismo, le malattie di genere, l’aborto, i disturbi depressivi, ma anche di post sulla moda, sulla vita quotidiana, sulle sue passioni. Questi argomenti, insieme con quelli riguardanti le relazioni sentimentali e il rapporto con la madre, percorrono anche La signorina nessuno.

La pagina Instagram, almeno per ora, non è un contenitore di poesie: ci sono delle fotografie di versi importanti per l’autrice e alcuni suoi pensieri risalenti agli anni passati, però la maggior parte del feed è occupato da post che riguardano le tematiche appena citate.

Nonostante ciò, Instagram rimane anche per Giorgia Soleri una piattaforma fondamentale, attraverso cui mantenere il contatto con i followers e, da quando è uscito il libro, far conoscere anche il lato artistico-letterario che l’influencer ha manifestato.

La sua attività poetica è legata a doppio filo alla vita sui social: per lei, Gio Evan, Francesco Sole e tanti altri in Italia e nel mondo, si può ormai dire che la poesia non cerca solo amanti, ma anche – e forse ancor prima – seguaci.

 

Questo articolo è stato realizzato nell’ambito del corso di Scrittura SEO e email marketing del Master Booktelling con Claudia Consoli. Vedi l’elenco completo degli insegnamenti del Master Booktelling.

Commenti chiusi