Niente di nuovo sul fronte di Rebibbia di Zerocalcare

 “[…] Non è che so’ un monaco pazzo, non penso che debba avere per forza una missione. Per fortuna. Ma noi facciamo un lavoro che ha a che fare col linguaggio e l’immaginario. Pure se non ci pensiamo contribuiamo alla formazione di idee, spunti, sentimenti.”

O bianco o nero, ma anche grigio se osservato da un’altra prospettiva. Aprire gli occhi e tenerli vigili.

Questo è il messaggio dell’introvabile Niente di nuovo sul fronte di Rebibbia. Ogni nuova graphic novel di Zerocalcare, fedele a Bao Publishing, è un’invasione. “Esaurito”, “Consegna senza costi aggiuntivi entro giovedì 10 febbraio” sono solo alcune delle diciture che compaiono sui principali siti di e-commerce digitando il titolo del libro. Sono pochi i combattenti che hanno resistito all’occupazione delle librerie fisiche da parte delle coloratissime pile di libri e alla pubblicità martellante sui vari social.

La formula vincente di molti lavori precedenti, tra proiezioni dell’inconscio e criticità sociali, è il collante delle cinque storie della raccolta, quattro delle quali hanno già avuto una vita precedente tra “L’Espresso” e “Internazionale”. Fin qui niente di nuovo ma la loro unione in un unico volume è un’armata che, con un attacco diretto al lettore, ne risveglia la mente e la coscienza. Le consuetudini grafiche dell’autore, dai balloon irregolari ai commenti fuori dalle strisce, sono gli strumenti per dar voce, o meglio, dar forma alla situazione delle carceri di Rebibbia durante la prima ondata della pandemia, al ruolo della sanità territoriale, alla cancel culture, alla condizione degli Ezidi in Iraq. I racconti sono dei reportage, affidati non a una telecamera ma a un album da disegno e a una matita. Come un moderno antropologo Zerocalcare ha condotto ricerche sul campo, vivendo in prima persona esperienze che hanno lasciato il segno, così come le testimonianze delle persone incontrate, crude e dirette.

Con il suo sguardo lucido, privo di perbenismi e ricco di schiettezza, mostra problematiche sociali geograficamente vicine e lontane, che ci hanno sfiorato ascoltando un telegiornale o che non sono mai entrate nel nostro campo uditivo e mentale. Zero ci obbliga invece a soffermarci su questi temi, su cui ci informa e a cui dà nuova visibilità, perché anche se sembrano lontani dalla nostra quotidianità le conseguenze ben presto toccheranno da vicino (il famoso effetto farfalla). 

Il castello di cartone, l’unico racconto inedito che chiude la raccolta, è solo apparentemente meno impegnato dei precedenti. È un salto nella sua mente e nel suo animo, mostrando le paure più intime che ha dovuto affrontare durante la realizzazione della serie Netflix Strappare lungo i bordi. È un backstage lontano da quelli esilaranti di molti film, in cui il senso di inadeguatezza e il terrore di tradire la sua matita la fanno da padroni. Mostri finali, compagni esilaranti, armi alternative popolano l’affollata interiorità del fumettista più famoso d’Italia.

Zerocalcare – Niente di nuovo sul fronte di Rebibbia

224 pagg., 18 euro – Bao Publishing 2021

ISBN 9788832736571

Questa recensione è stata realizzata nell’ambito del corso di Editoria italiana: scenari e trend di Paola Di Giampaolo.

Classe 1998, dopo essermi laureata in Lettere Moderne all'Università degli Studi di Milano ho iniziato il Master Booktelling per l'amore che da sempre mi lega ai libri e alla lettura.
Appassionata anche di mostre e di cinema sono una persona curiosa, sempre attenta alle ultime novità.

About Corinne D'Aloe

Classe 1998, dopo essermi laureata in Lettere Moderne all'Università degli Studi di Milano ho iniziato il Master Booktelling per l'amore che da sempre mi lega ai libri e alla lettura. Appassionata anche di mostre e di cinema sono una persona curiosa, sempre attenta alle ultime novità.

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