In un volo di storni. Le meraviglie dei sistemi complessi di Giorgio Parisi

Le meraviglie dei sistemi complessi

Formalizzare i pensieri attraverso le parole è estremamente importante; le parole sono potenti, si concatenano l’una all’altra e si attirano tra loro. Hanno in fondo la stessa funzione dell’algoritmo in matematica. Come l’algoritmo porta avanti quasi da solo il ragionamento matematico, così le parole hanno una vita loro, evocano altre parole, ci permettono di fare astrazioni, deduzioni, utilizzare la logica formale.

 

Qualcuno al CERN – per la precisione Tini Veltman, vincitore del Premio Nobel per la Fisica nel 1999 – aveva consigliato a Giorgio Parisi di non fare troppe cose, ma di concentrarsi invece sulle poche che fossero realmente importanti. È forse seguendo il suggerimento che lo stesso Parisi porta a casa il Premio Nobel per la Fisica nel 2021, scoprendo la curiosa interazione tra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici dalla scala atomica a quella planetaria. I sistemi complessi hanno sempre accompagnato la sua vita, dallo studio sul volo degli stormi, alle transizioni di fase e ai vetri di spin. 

Le sue ricerche sono inserite nel saggio, edito da Rizzoli, In un volo di storni. Le meraviglie dei sistemi complessi, che nasce da alcune interviste rilasciate a Anna Parisi, diventate ora veri e propri capitoli. Gli studi sono riportati in modo semplice e pratico: Giorgio Parisi parte dal particolare per raggiungere il generale e spiegare, in questo modo, la fisica anche a chi di fisica non ci ha mai capito niente. Ad esempio, per agevolare la comprensione e rendere più ricche le lezioni su carta, vengono aggiunti grafici e risultati di alcuni esperimenti in laboratorio

Il saggio non è un libro di pura fisica, ma nasce con l’idea di raccontare il percorso che ha portato Parisi a vincere il suo primo Nobel. Da un primo excursus sullo studio del volo degli storni, passa al racconto dei suoi anni all’Università di Fisica alla Sapienza – vissuti sulle note della rivoluzione del sessantotto – e tocca l’aneddoto sul mancato premio Nobel degli anni settanta. Le vicende personali permettono di introdurre una pausa narrativa, che tronca il tempo della storia e lascia spazio a dei temi più profondi. Tra queste pagine si indaga lo stretto legame che intercorre tra il mondo della matematica e il mondo dell’arte e della letteratura. L’intuizione, che per i matematici è scandita nelle quattro fasi di studio del problema, incubazione, illuminazione e periodo in cui si affronta direttamente il problema, assume una forma simile nel pensiero di una grande scrittrice del Novecento.

È in questo modo che Giorgio Parisi riesce a fondere sapientemente l’universo della fisica con quello della letteratura. Infatti, la conclusione del libro non è altro che una riflessione sulla necessità di investire sul mondo culturale italiano su tutti i fronti. “Se gli italiani perdono la loro cultura cosa resta del Paese?” La risposta è scritta In un volo di storni. Le meraviglie dei sistemi complessi, una lettura piacevole e scorrevole, che riesce ad intrattenere grazie alle uscite spesso simpatiche e umoristiche dello stesso Parisi. 

 

Giorgio Parisi – In un volo di storni. Le meraviglie dei sistemi complessi

128 pag., 14,00 euro – Rizzoli 2021 (Saggi Italiani)

ISBN 9788817139250

 

Questa recensione è stata realizzata nell’ambito del corso di Editoria italiana: scenari e trend di Paola Di Giampaolo. Vedi l’elenco completo degli insegnamenti del Master BookTelling.

Commenti chiusi