La lista del giudice di John Grisham

“Nel corso degli anni aveva imparato a leggere le persone, senza contare che con parecchi fuori di testa che aveva trovato sul suo cammino una valutazione rapida non era stata poi tanto difficile. Margie, o chiunque fosse, non era sballata né pazza o squilibrata. Aveva davvero qualcosa in mano, ed era spaventata.”

Quando Lacy Stoltz è sul punto di voler cambiare lavoro per dare una svolta alla sua vita, arriva la telefonata di Jeri Crosby a condizionare la sua scelta. Le parole magiche sono tre: giudice serial killer, abbastanza per farle mettere in dubbio sé stessa e le sue abilità da investigatrice. Tanti sospetti, poche prove tangibili… Lacy viene messa a dura prova: deve cercare di mettere all’angolo un giudice che ha ottimi rapporti con la polizia e conoscenze nel sistema legale, un caso quasi impossibile da risolvere.

John Grisham fa una scelta che colpisce: fin dalle prime righe fa entrare il lettore nel vivo della storia non lasciandolo con il dubbio su chi possa essere il serial killer, ma rivelando la sua identità per poi gradualmente analizzare il suo operato e la sua figura. In questo caso: il giudice Ross Bannik. Una rivelazione che normalmente rischierebbe di frenare la curiosità del lettore… Non in questo caso e non con John Grisham. L’interesse per la figura dell’intoccabile e perfetto giudice di Miami dalla fedina penale pulita aumenta andando avanti con la lettura, facendo spesso venire anche dubbi sulla veridicità di chi ha raccolto le prove.

La narrazione in terza persona tiene viva la storia, permettendo di capire da una prospettiva più ampia le vite dei tre protagonisti: le difficoltà che ciascuno di loro deve affrontare, le motivazioni che li spingono a prendere determinate scelte, le loro storie passate, i metodi di indagine e come questo caso cambia il loro modo di agire. Dunque, Grisham ci presenta due poli opposti: da un lato la giustizia, con la complicità che si crea tra Lacy e Jeri; dall’altro la criminalità, con l’astuzia del giudice Bannik, determinato a salvare sé stesso e la sua carriera a ogni costo.

La scrittura scorrevole, ricca di tecnicismi giuridici, volta a fare anche un’analisi del sistema giuridico americano e dettagliata fa sì che il lettore si senta quasi presente, in prima persona, nelle vicende narrate. Non mancano i colpi di scena e la suspance, che aumenta a dismisura soprattutto nella seconda parte del romanzo, con un finale che non lascia indifferenti.

John Grisham torna in libreria con un romanzo coinvolgente che sorprenderà gli amanti del genere del legal thriller. Per chi poi fosse interessato o si fosse affezionato nel corso della lettura alla protagonista Lacy Stoltz, la si può ritrovare in un romanzo antecedente a questo L’informatore al quale si fa spesso riferimento anche in quest’ultima uscita.

 

Questa recensione è stata realizzata nell’ambito del corso di Editoria italiana: scenari e trend di Paola Di Giampaolo.

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