Il Giallo nell’Italia di ieri e di oggi. Dalle serie tv alle librerie

Il Giallo nell’Italia di ieri
A Luigi Rusca si deve il grande successo che negli anni ’30 caratterizzerà la collana dei Gialli Mondadori. Alla ricerca di un’immediata riconoscibilità all’interno di un mercato sempre più saturo, la Mondadori e il suo allora direttore generale indovinarono, nella scelta delle copertine monocromatiche, la giusta rotta.

Un processo di omogeneizzazione inteso come costruzione di un’identità, che continua ancora oggi.
Entrare in libreria ed individuare gli scaffali dedicati alle indagini, ai misteri e ai tantissimi commissari e investigatori nati dalle penne di grandi scrittori, è questione di un attimo.

Nel periodo più importante della sua nascita e fioritura il giallo venne messo in stretto rapporto con la “crisi del romanzo” che andava svolgendosi in quegli anni.

Al tempo stesso, l’arrivo della collana in Mondadori – come in molte altre case editrici concorrenti – sarà un affare utile e stimolante per il panorama editoriale italiano del tempo, incoraggiato a cimentarsi con un genere di immediato successo popolare.

In un primo momento però, il giallo sarà indicato come un “genere minore”. Un dibattito che ha avuto una lunga risonanza, nonostante grandi nomi della letteratura italiana si siano negli anni cimentati nel genere – Augusto De Angelis, Giorgio Scerbanenco, Carlo Emilio Gadda, Umberto Eco, per citarne solo alcuni.

Il Giallo oggi, tra editoria e televisione
Tutto ciò sembra oggi superato. Viviamo in un mondo sempre più interconnesso, nel quale assistiamo alla fusione di diversi media e alla comunicazione del libro in forme nuove e innovative.

Attualmente tutte le case editrici italiane principali vantano intere collane specializzate nel settore, ognuna con la sua punta di diamante. È impossibile pensare alla Sellerio senza le opere di Andrea Camilleri o all’Einaudi senza Maurizio de Giovanni.

Tra i maggiori segnali d’interesse da parte del pubblico, il susseguirsi negli ultimi anni di una carrellata di serie tv di genere crime.

In origine fu il Commissario Montalbano: il primo episodio della serie di punta di viale Mazzini andava in onda nell’ormai lontano 1999.
Certo è che il commissario più amato della tv non ha bisogno di presentazioni, non solo in Italia ma in tutto il mondo (le puntate sono state trasmesse in oltre 20 paesi, e nel 2016 è stato uno dei dieci programmi più visti nel Regno Unito).

Un successo di pubblico e critica che ad oggi non accenna a diminuire e che ancora non sembra aver incontrato un vero e proprio rivale.

 

statua di Montalbano, Porto Empedocle ©flickr.com

 

Nato dalla penna di Andrea Camilleri – il primo racconto, La forma dell’acqua, va in stampa nel 1994 – il commissario Montalbano è stato l’apripista dei tanti che lo hanno seguito, portando alla scrittura di romanzi che sembrano esser prodotti e confezionati proprio per la televisione.

Se infatti negli anni 2000 Salvo Montalbano era il re indiscusso della prima serata, sempre più “colleghi” si sono affacciati nelle case degli italiani. Di questi, numerosi editi da Sellerio.

Ultimo in ordine di arrivo, sempre sulla Rai, Saverio Lamanna, protagonista della serie Màkari, dal nome dell’omonimo golfo in provincia di Trapani.

Giornalista, giallista in erba ed ex funzionario del Ministero dell’Interno, Lamanna s’improvvisa investigatore nella sua terra d’origine, dove torna dopo un periodo trascorso a Roma (in una puntata viene anche citato uno dei libri di Andrea Camilleri).

La fiction è ispirata ai romanzi di Gaetano Savatteri, classe ’64, nato a Milano ma cresciuto in Sicilia. Per il ciclo di Saverio Lamanna e di Piccionello – impareggiabile coprotagonista  – Savatteri ha pubblicato con Sellerio 12 titoli.

In casa Einaudi, un nome su tutti viene in mente agli appassionati giallisti: Maurizio de Giovanni.
Scrittore, sceneggiatore e drammaturgo, de Giovanni sembra proprio una vera e propria macchina di successi editoriali e televisivi.
Dalla sua prolifica produzione hanno visto la luce ben tre serie, tutte in prima visione sulla Rai: il ciclo del Commissario Ricciardi (ambientato negli anni ‘30, sfocia nello storico e nel fantastico), di Mina Settembre e dei Bastardi di Pizzofalcone, tre storie accumunate dallo sfondo della città di Napoli.

In Mina Settembre e nei Bastardi ritroviamo il prototipo del protagonista di ogni serie gialla che si rispetti, diviso a metà tra i propri problemi familiari e il lavoro.
Lavoro come specchio attraverso il quale la ricerca del colpevole e della verità, diventa analisi delle fragilità insite nei personaggi e sfocia nella ricerca del riscatto finale.

L’elenco non si esaurisce di certo qui, percorrendo un itinerario letterario che tocca tutto lo Stivale: il vicequestore Lolita Lobosco a Bari (Gabriella Genisi, Sonzogno e Marsilio), la scalcagnata banda d’investigatori improvvisati de I delitti del BarLume nell’immaginaria cittadina toscana di Pineta (Marco Malvaldi, Sellerio), l’ispettore Coliandro a Bologna (Carlo Lucarelli, Einaudi), il sostituto procuratore Imma Tataranni a Matera (Mariolina Venezia, Einaudi).

Se dunque si ha l’occasione di leggere i libri e seguire le fiction che ne vengono tratte, se ne può trarre una stimolante riflessione sulla resa di un genere a lungo bistrattato.
Le diverse regioni toccate, con conseguenti costumi, voci e scorci, riescono sia sulla carta che sul video a trovare una lingua comune e offrono un contributo efficace nella trasmissione di una cultura tutta italiana.

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Siciliana di nascita ma romana d'adozione, attualmente vivo a Milano. Ho studiato Storia e Conservazione del patrimonio artistico e culturale all'Università Roma Tre, per poi laurearmi in magistrale in Editoria e Scrittura con una tesi sul Podcast a La Sapienza di Roma.
Con il Master Booktelling muovo i primi passi nel mondo dell'editoria. Sogno di diventare un'agente letterario. Nel frattempo viaggio, scrivo racconti, leggo e (ri)leggo romanzi e gialli.

About Chiara Castellani (Master BookTelling)

Siciliana di nascita ma romana d'adozione, attualmente vivo a Milano. Ho studiato Storia e Conservazione del patrimonio artistico e culturale all'Università Roma Tre, per poi laurearmi in magistrale in Editoria e Scrittura con una tesi sul Podcast a La Sapienza di Roma. Con il Master Booktelling muovo i primi passi nel mondo dell'editoria. Sogno di diventare un'agente letterario. Nel frattempo viaggio, scrivo racconti, leggo e (ri)leggo romanzi e gialli.

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