Un progetto a cura degli allievi dei master in editoria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore

Il mio cv editoriale: consigli non richiesti per farsi notare

L’editoria è un mondo che affascina: profuma di carta, si nutre di storie e sembra custodire un pizzico di magia. Ma per entrare davvero in questo universo serve un po’ di più della passione per i libri. Lo hanno spiegato bene Daniela Mazza, responsabile dell’ufficio stampa di BAO Publishing, e Nicola Salerno, HR strategist ed esperto di formazione, durante l’incontro online trasmesso in diretta l’8 maggio e ancora disponibile su Instagram, Il mio CV editoriale: consigli non richiesti per farsi notare, rivolto a chi sogna un futuro tra scaffali, fiere e redazioni.

Più che un voto, conta il percorso

Un curriculum universitario senza sbavature è sicuramente un buon inizio, ma non basta. «È fondamentale mettersi alla prova – sottolinea Mazza – trovare momenti, pure fuori dagli studi, per allenare le proprie competenze». Fare esperienze concrete, anche al di fuori del settore editoriale, aiuta a capire se quella carriera che tanto si sogna è davvero adatta a noi, o se è frutto di un’illusione romantica.

Salerno è d’accordo, e sottolinea: «Cercare lavoro è un lavoro». Redigere un curriculum chiaro e curato è solo il primo passo. È necessario anche costruire un network solido, partecipare a fiere, seminari, eventi. Perché spesso, nel mondo dell’editoria, le opportunità non si cercano soltanto, si costruiscono. A volte, con una buona reputazione, sarà qualcun altro a parlare bene di noi al momento giusto.

I buchi nel CV non sono un tabù

C’è un messaggio rassicurante per chi ha avuto percorsi non lineari. I famosi “buchi temporali” nel curriculum non sono un problema, a patto che si sappia come raccontarli. «Bisogna saperli anticipare, spiegandoli in modo proattivo – suggerisce Salerno – e dimostrare che anche in quei momenti si è cresciuti, si è imparato qualcosa».

Autocandidarsi? Assolutamente sì

Nel settore editoriale le offerte di lavoro sono poche. Lo strumento principale per farsi notare è la candidatura spontanea. «Serve coraggio – dice Mazza – ma anche uno studio accurato delle aziende a cui ci si rivolge. Non basta proporsi: bisogna dare all’editore uno spunto interessante, un motivo per prenderci in considerazione». È così che, a volte, si può persino contribuire a creare un ruolo che prima non esisteva.

Grandi aziende o piccole case editrici?

La differenza non è solo nelle dimensioni. Le grandi aziende richiedono professionalità, affidabilità, competenze specialistiche. È un mondo strutturato, dove ogni ruolo è ben definito. Le piccole realtà, invece, prediligono creatività, flessibilità e spirito di iniziativa: chi lavora in un contesto di questo genere può trovarsi, al di là della sua mansione principale, a svolgere compiti diversi ogni giorno, con lo stesso entusiasmo e precisione.

CV cartaceo o video? Entrambi, ma fatti bene

Il curriculum tradizionale resta un must, ma oggi si affianca il video curriculum, ideale per distinguersi. Due minuti al massimo per raccontarsi con naturalezza, in modo autentico ma ben preparato. Serve attenzione al linguaggio del corpo, all’illuminazione, all’abbigliamento e al tono. Non basta leggere il proprio curriculum davanti alla telecamera – avverte Mazza – bisogna saper narrare chi siamo, cosa sappiamo fare e perché vogliamo farlo.

LinkedIn: visibilità e relazioni

Infine, un consiglio condiviso: curare il profilo LinkedIn. «È uno strumento potentissimo – spiega Salerno – non solo per cercare lavoro, ma per studiare le aziende, capire chi ci lavora, quali sono i trend del momento e come entrare in contatto con le persone giuste». Non sostituisce le relazioni dal vivo, ma le integra. E se usato bene, diventa un biglietto da visita dinamico, sempre aggiornato e visibile alle persone che, potenzialmente, possono essere interessate.

La passione conta, ma da sola non basta

«Leggete, leggete tanto» conclude Daniela Mazza, con un invito appassionato. Per lavorare nel mondo dell’editoria bisogna conoscerne a fondo il settore, amarne i contenuti, le sfide e le trasformazioni. Ma soprattutto, serve strategia, determinazione e la capacità di reinventarsi.

 

 

Questo articolo è stato scritto da Viviana Blandino e Lorenzo Castiglioni (Master BookTelling 2024-2025) nell’ambito dell’esercitazione collettiva di Editoria in progress.

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