Editoria e scienza, tra fake news e autorevolezza delle fonti. Intervista ad Alessandro Gallo – General Manager & Sales Director alla Springer Healthcare

In questo particolare periodo storico, l’informazione scientifica, soprattutto quella medica è stata bombardata da opinioni contrastanti e, spesso, fake
 Ne parliamo con Alessandro Gallo, direttore generale di Springer Italia, una filiale del gruppo Springer Nature, che si occupa di gestire progetti editoriali, relazioni con gli autori e attività che riguardano il digital.

Springer Healthcare è un’azienda attiva  nel settore delle comunicazioni e della formazione in campo medico. Sono specializzati nello sviluppo di contenuti innovativi e soluzioni per la comunicazione che includono divulgazioni scientifiche, educazione in campo medico, programmi di marketing promozionale, materiali informativi per i clinici e i pazienti, servizi di informazione medica indipendente e formazione per il reparto vendite nel settore Pharma

Ormai da qualche tempo, insieme alle frodi come fabbricazione, falsificazione e plagio di cui si è da sempre sentito parlare, la credibilità della comunicazione medico-scientifica deve affrontare un nuovo pericolo: la grande diffusione delle riviste predatorie

Essenzialmente, si tratta di giornali online che si fingono esperti del campo, le testate hanno nomi che appaiono scientifici e professionali, ma pubblicano a pagamento qualsiasi articolo senza alcuna revisione, verifica della qualità o, banalmente, controllo della veridicità dei fatti riportati.

Quando esaminiamo una ricerca è fondamentale considerare le fonti, tutti i dati, compresa la provenienza dei finanziamenti. Spesso, infatti, alcuni articoli vengono pubblicati a sostegno di una particolare azienda quindi è bene verificare, prima di prendere tutto per vero, anche le opinioni delle riviste indipendenti.

“Con i social media c’è un accesso diretto apparente a qualsiasi tipo di informazione e ormai anche i professionisti non sono più abituati alla verifica delle fonti. Questo è dovuto a carenze scolastiche ma anche all’immediatezza con la quale tutti accediamo alla notizia” spiega Alessandro Gallo “da qualche anno, ad esempio, c’è stata una diffusione dei preprint che permettono agli autori di pubblicare senza dover subire un processo di controllo qualità e spesso, in particolare con la pandemia, si fa riferimento a questi contenuti perché sono fruibili in maniera immediata. Questo ha svilito la natura stessa dell’informazione scientifica”.

Un altro problema è che oggi le persone tendono a volersi fidare maggiormente dei loro amici, parenti, invece che a referenti effettivamente esperti nel campo e, uno degli errori che fanno quest’ultimi, è sperare nel fatto che fornire più notizie e aggiornamenti possa cambiare le cose. Purtroppo, questo non succede, il pubblico non vuole e non ha voglia di fare i conti con informazioni discordanti, infatti, è sempre più diffuso il fenomeno che oggi viene chiamato confirmation bias, per cui tendiamo a considerare reali solo i fatti che corrispondono alle nostre opinioni pregresse. 

Insieme ad Alessandro Gallo, abbiamo discusso di questi problemi, soprattutto negli ultimi anni di pandemia.

Guarda la videointervista realizzata da Valeria Morra, allieva del Master BookTelling. Comunicare e vendere contenuti editoriali, realizzata per IDEa Incontri Digitali per l’Editoria italiana, la playlist curata dai Master in Editoria Unicatt sul Canale dei Libri.

 

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