Чебурашка- ČEBURAŠKA. LA TRANSMEDIALITÀ ALL’EPOCA DEI SOVIET

 

Čeburaška

Il Padrino tiene in braccio Čeburaška in un murales a Mosca con una scritta incoraggiante “Siate più buoni per favore”

Nei paesi occidentali più sviluppati siamo ormai abituati a vedere un libro per bambini ispirare film, musiche, opere d’arte. Quali altri casi però conosciamo avvenuti in contesti inaspettati e diversi dal nostro? Quanti in Italia hanno sentito parlare ad esempio di Čeburaška?

In principio fu il libro 

Tutti i bambini russi sanno chi è Čeburaška, il protagonista, insieme al suo migliore amico, il saggio coccodrillo Gena, di una serie di libri, cartoni animati e spettacoli teatrali che a partire dagli anni ‘60 lo resero noto in tutta l’Urss e in diversi paesi esteri.

A sentire il suo creatore, lo scrittore di libri per l’infanzia Eduard Uspenskij, Čeburaška “è un animaletto sconosciuto alla scienza. E, nonostante non abbia fissa dimora, è straordinariamente attivo”

Goffo, dalle grandi orecchie a sventola e a metà fra un orsacchiotto e un koala, Čeburaška è arrivato nella grigia e piovosa Mosca da un ignoto paese tropicale all’interno di una cassa di arance, di cui è ghiotto.

Il suo stesso nome è un piccolo mistero: Uspenskij ha raccontato che durante una visita in casa di amici la piccola figlia dei padroni di casa girava con un lungo cappotto, inciampando e cadendo molte volte. Dopo l’ennesima caduta il padre esclamò: “Oh, hai fatto di nuovo il Čeburaška!”. Lo scrittore rimase molto colpito dalla parola e la usò nella sua opera.

Il libro fu pubblicato nel 1966 con il titolo Coccodrillo Gena e i suoi amici e piacque molto ai giovani lettori dell’allora Unione sovietica. Fu proprio l’entusiasmo per il libro dimostrato dai figli di alcuni amici che spinsero il regista Roman Kachanov a contattare Uspenskij per convincerlo a adattare insieme a lui la storia per uno spettacolo teatrale del Teatro delle marionette di Leningrado.

“Perché non fare un film?”

Negli anni ’60 e ‘70 l’industria cinematografica sovietica era molto attiva nei film d’animazione per bambini grazie a un profondo rinnovamento di tecniche e temi cimentandosi nella realizzazione di progetti molto ambiziosi. Basti citare l’esempio del cortometraggio Vinni-Puch, riduzione di Winnie the Pooh in diretta concorrenza con la versione disneyana.

Nel 1969 lo stesso Kachanov e l’art director Leonid Švartsman realizzarono un film d’animazione in stop motion su Čeburaška per la Soyuzmult’film, la casa di produzione di Stato. Il cartone divenne ben presto un classico per l’infanzia e dette inizio a una serie di altri tre film trasmessi costantemente sulla televisione pubblica fino alla dissoluzione dell’Unione.

La storia è commovente: il coccodrillo Gena – elegantissimo, bombetta in testa e virtuoso suonatore di fisarmonica – lavora allo zoo cittadino e abita in un malinconico appartamento. Arcistufo di giocare a scacchi da solo, decide di cercare nuovi amici e tappezza i muri della città con degli annunci. La prima a presentarsi è una ragazza di nome Galya, subito seguita dallo spaesato Čeburaška e da molti altri. Tutti insieme decidono di costruire una casa per poi andarci ad abitare in compagnia; tenta di impedirlo in tutti i modi Shapoklyak, un’anziana zitella che parla con marcato accento inglese e il cui motto è: “Chi aiuta la gente perde tempo. Uno non può diventare famoso facendo cose buone”

La situazione si risolverà poi positivamente, ma un leggero velo di tristezza e malinconia aleggia su tutto il cartone; un carattere originale e distintivo rispetto a quei prodotti per l’infanzia che puntano su atmosfere gioiose e serene a tutto tondo.

Molti sono gli animali presenti nel film perché lo sforzo di Uspenskij, che negli anni ’90 militò in un partito ecologista russo, era di dimostrare come gli uomini e le altre creature possano vivere pacificamente gomito a gomito.

Da segnalare l’alta qualità delle musiche e della colonna sonora. La canzone di Gena per il compleanno di Čeburaška, ad esempio, diventò in URSS il corrispettivo di “Happy Birthday” in Occidente.

Čeburaška diventa un prodotto d’esportazione

Sulla scia del successo del libro e del film il personaggio Čeburaška fu importato da molti altri paesi con nomi e formati molto diversi. Negli anni ’70 in Svezia fu creata una serie di trasmissioni televisive usando le immagini del coccodrillo Gena e di Čeburaška che gli svedesi chiamano Drutten, dal verbo “inciampare”.

Nei teatri inglesi e americani fu invece portato con il nome di Topple, mentre nella versione tedesca Čeburaška era conosciuto come Plumps e Finlandia diventò Muskis.

Čeburaška è molto amato anche in Giappone dove pare sia stato fonte di ispirazione per Pikachu, il primo Pokemon. Dopo la produzione di svariati cortometraggi (il regista Makoto Nakamura arrivò a definire il coccodrillo Gena “un intellettuale russo”), nel 2019 ne è stata realizzata infine la prima versione in 3D.

Propheta in patria (sed dura lex)

Negli anni a seguire in Russia molti furono i prodotti commerciali ispirati alla serie animata, fra libri di barzellette e pelouche, tanto che nel 2004 Čeburaška divenne la mascotte ufficiale della squadra russa ai Giochi olimpici. Non si contano poi i monumenti, le statue e i murales in molte città russe. Sono nate poi parodie o imitazioni come ad esempio Che Burashka, che unisce la figura di Che Guevara con l’innocuo animaletto.

In Russia la parola “Čeburaška” ha persino iniziato ad assumere altri significati ed è stata utilizzata per indicare le cose più disparate, dalle cuffie per ascoltare musica all’aereo AH-72.

I diritti di copyright su Čeburaška sono stati a lungo dibattuti nei tribunali. Controversie accentuate dal fatto che in URSS il diritto d’autore non veniva pienamente riconosciuto e che l’immagine e il nome di Čeburaška erano stati quindi riutilizzati liberamente per molti decenni.

Nel 1994 Uspenskij si fece riconoscere il diritto di copyright sul personaggio. L’art director del film, Leonid Švartsman, cercò di dimostrare di essere lui l’autore dell’aspetto visivo e quindi di separare questi diritti da quelli legati al personaggio letterario. Situazione ulteriormente complicata dal fatto che anche Uspenskij collaborò attivamente alla realizzazione del film, rendendo difficile determinare l’esatta separazione dei diversi ruoli e responsabilità autoriali. Švartsman alla fine perse la causa anche se il verdetto del processo non mancò di accendere aspre polemiche e discussioni sulla stampa.

That’s all folks!

La figura di Čeburaška ha incrociato un grande numero di mezzi di comunicazione fra letteratura, film, musica, giochi e arti visive.  In più, pur essendo un fenomeno di costume ben radicato all’interno del contesto in cui è nato, è stato possibile trapiantarlo in ambienti culturali molto diversi. La godibilità per un pubblico di bambini e adulti, la storia commovente e semplice, la delicata raffinatezza degli aspetti visivi, il messaggio di fondo largamente condiviso, sono tutti punti di forza di Čeburaška che ne hanno determinato una fortuna che non accenna a diminuire.

 

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Per approfondire:

Il primo film completo si trova anche su Youtube

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