Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin

Copertina Cambiare l'acqua ai fiori di Valérie Perrin“Ogni giorno la bellezza del mondo mi inebria. Certo c’è la morte, i dispiaceri, il brutto tempo, il Giorno dei Morti, ma la vita riprende sempre il sopravvento, arriva sempre un mattino in cui c’è una bella luce e l’erba rispunta dalla terra riarsa.”

Una guardiana di cimitero, un commissario che viene a bussare alla sua porta, segreti che sembravano andati via con i morti e che invece ritornano. Se a questi elementi ci si aggiunge il clima continentale della Borgogna, i suoi inverni rigidi e piovosi, in cui è ambientato, si fa fatica a pensare che il fortunato libro di Valérie Perrin Cambiare l’acqua ai fiori (edizioni E/O, 2019), inaspettato best-seller del periodo pandemico, abbia ben poco a che spartire con un noir o una storia alla Simenon.

La protagonista ricorda molto da vicino Renée, la timida portiera de L’eleganza del riccio, per la complessità della vita che si porta dietro, nascosta dietro un viso sempre sorridente e una casa sempre ospitale.

L’intero libro, anzi, si potrebbe leggere come un tentativo di rifuggire da qualsiasi preconcetto, da qualsiasi giudizio precostituito sulla storia di una persona.

Capitolo dopo capitolo non si può, infatti, non affezionarsi alla protagonista, Violette Toussaint e alla sua vicenda piena sì di momenti tristi e drammatici, uno tragico che spezza in due la trama narrativa e su cui ruota la seconda parte del romanzo, ma anche di canzoni francesi d’autore, di odori, profumi e fiori.

Affidandosi a uno stile agile, che ben si adatta ai diversi ritmi (e punti di vista) che la vicenda percorre, la Pérrin delinea una storia intensa e appassionante, dove ai quotidiani momenti di pace e di leggerezza che Violette trascorre con i buffi colleghi di lavoro si alternano personaggi duri e incompresi come Philippe, il marito di Violette che un bel giorno scompare nel nulla, oppure dolci e affascinanti come Julian Seul, il commissario venuto dal sud con le ceneri di sua madre in mano.

Cambiare l’acqua ai fiori è, quindi, una storia di rinascita. Racconta di come si può imparare a convivere con il dolore, celebrando il piacere e la gioia che la quotidianità porta con sé.

Perché è questo che le belle letture riescono a fare: portare un po’ di luce dove prima c’era solo buio. E Valérie Perrin con questo suo romanzo ci riesce piuttosto bene.

 Valérie Perrin – Cambiare l’acqua ai fiori

luglio 2019, pp. 480, ISBN: 9788833570990

Traduzione: Alberto Bracci Testasecca

Questa recensione è stata realizzata nell’ambito del corso di Editoria italiana: scenari e trend di Paola Di Giampaolo. Vedi l’elenco completo dei docenti e degli insegnamenti [link all’elenco dei docenti sul blog]

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