Contro Amazon. Diciassette storie in difesa delle librerie, delle biblioteche e della lettura di Jorge Carrión

“Le buone librerie sono domande senza risposta. Sono luoghi che ti provocano intellettualmente, che codificano enigmi, che ti sorprendono e ti impongono sfide, che ti ipnotizzano con quella melodia – o cacofonia – creata dalle luci e le ombre, gli scaffali, le scale, le copertine, la porta che si apre, un ombrello che si chiude, cenni del capo che dicono salve o arrivederci, la gente in movimento.”

In Contro Amazon. Diciassette storie in difesa delle librerie, delle biblioteche e della lettura, pubblicato in Italia da Edizioni e/o nella traduzione di Pino Cacucci, Jorge Carrión, scrittore e critico letterario spagnolo, analizza con sapiente lucidità il panorama della cultura contemporanea, sempre più prossimo alla desertificazione libraria a causa della capitalistica gestione operata da Amazon. Se il primo saggio della raccolta elenca in maniera quasi schematica, ma senz’altro efficace, le sette ragioni in virtù delle quali l’autore si oppone strenuamente allo strapotere di Amazon, nei successivi capitoli il focus va restringendosi su ciò che è necessario preservare dall’abbrutimento delle grandi multinazionali.

Carrión inizia allora una brillante dissertazione sui “templi emozionali dei lettori” che più hanno colpito la sua immaginazione: dalla Biblioteca Nacional de Argentina – che diventa occasione per un’intervista al suo poliedrico direttore, Alberto Manguel – alle librerie innovatrici della Corea del Sud, passando per la rete di biblioteche mobili della Colombia. Proprio in relazione a quest’ultime, l’autore invita a non confondere “la spettacolarità con l’eccellenza”, asserendo che le migliori biblioteche del mondo sono quelle che svolgono un lavoro a servizio della comunità.

Particolarmente significativo risulta anche il dibattito, innestato su una conversazione con Luigi Amara, sulle librerie dell’usato in contrapposizione alle librerie di libri nuovi. Carrión, diversamente dal suo interlocutore, professa una spiccata preferenza per le seconde, sostenendo che sono più democratiche: il prezzo è fisso, non trattabile, e i clienti sono considerati tutti uguali. La pronta replica di Luigi Amara insiste invece sulla duplice natura del libro usato, che non racconta soltanto la sua storia, ma anche quella lasciata involontariamente sulle pagine dal suo precedente lettore. Una prospettiva indubbiamente affascinante.

Attraverso racconti di viaggio e testimonianze Carrión sembra dunque voler delineare i contorni di una strategia di sopravvivenza a quel “mostro tentacolare” che è Amazon, ma soprattutto a ciò che rappresenta. Scagliandosi contro l’espropriazione culturale, la rapidità, l’ipocrisia e il neoimperialismo, l’autore intende recuperare i valori di una sana bibliofilia, intesa come “l’amore critico e condiviso per i libri, per la loro storia e per le loro storie, per il linguaggio, la capacità di penetrazione intellettuale, psicologica, morale, spirituale”.

Questa recensione è stata realizzata nell’ambito del corso di Web, e-commerce e metadati per l’editoria di Paola Di Giampaolo. Vedi l’elenco completo degli insegnamenti del Master Professione Editoria.

Jorge Carrión – Contro Amazon. Diciassette storie in difesa delle librerie, delle biblioteche e della lettura

208 pagg., 16,00 euro – Edizioni E/O, 2020 (Dal Mondo)

ISBN: 9788833572055

Nata a Catania nel 1996, si laurea in Italianistica presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna e attualmente frequenta il master di secondo livello in “Professione Editoria cartacea e digitale” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Divora libri tra una merenda e l’altra con una spiccata predilezione per i mattoncini. Scrive perché non riesce proprio a farne a meno.

About Grazia Coppola (Master Professione Editoria)

Nata a Catania nel 1996, si laurea in Italianistica presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna e attualmente frequenta il master di secondo livello in “Professione Editoria cartacea e digitale” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Divora libri tra una merenda e l’altra con una spiccata predilezione per i mattoncini. Scrive perché non riesce proprio a farne a meno.

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