Storia della comunicazione e dello spettacolo in Italia. I media alla sfida della democrazia (1945-1978) di Fausto Colombo e Ruggero Eugeni

Il secondo dopoguerra è una fase di profonde trasformazioni della società italiana. [… ] In questa trasformazione i media non rappresentano un elemento marginale ma centrale: [… ] la vera novità del periodo è esattamente il ruolo cruciale dei media nella costruzione e determinazione dell’economia identitaria nazionale.

Tra la fine della guerra e il 1978, anno dell’uccisione di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse, sono soprattutto i media a operare l’unità culturale dell’Italia pacificata, a unire Nord e Sud, centro e periferia, a mescolare cultura alta e bassa, pop ed elitaria. A cinema, radio, televisione, stampa, musica, pubblicità spetta il ruolo di protagonisti nella formazione dell’identità nazionale e nel processo di modernizzazione del Paese. Letta in filigrana, la storia dei media diventa così anche narrazione dell’Italia e degli italiani.

È questa la tesi centrale del saggio curato da Fausto Colombo e Ruggero Eugeni, che si avvale del contributo di diversi studiosi, ciascuno dei quali esplora l’evoluzione di un medium specifico nel periodo esaminato. Il saggio fa parte di un progetto, Storia della comunicazione e dello spettacolo in Italia, articolato in tre volumi che corrispondono ad altrettanti periodi storici che hanno segnato la storia dei media in Italia.

Fausto Colombo è docente di Teoria della comunicazione e dei media e Media e politica all’Università Cattolica, dove dirige il Dipartimento di Scienze della comunicazione e dello spettacolo e il master in Comunicazione, marketing digitale e pubblicità interattiva. Ruggero Eugeni è docente alla Cattolica di Semiotica dei media e Pragmatica della comunicazione mediale, nonché direttore dell’Alta Scuola in Media, comunicazione e spettacolo.

Nel trentennio esaminato, diviso a sua volta in tre sottoperiodi (la ricostruzione e normalizzazione della vita pubblica nell’immediato dopoguerra, il boom economico e l’esplosione delle nascite degli anni Cinquanta, la contestazione e la crisi economica) l’industria culturale italiana è oggetto di innovazioni senza precedenti, tecnologiche, ma non solo. Nascono la televisione con la sua programmazione colta e popolare, le radio libere, si affermano il concetto di segmentazione dell’audience e le tecniche marketing, vengono creati gli “antenati” degli strumenti mobile, come le radioline a transistor e il mangiadischi, che modificano la fruizione dei contenuti culturali.

Dilaga il desiderio di sperimentazione, con l’adozione di nuove pratiche comunicative nell’editoria, nella musica leggera, nell’arte, nel giornalismo, nella televisione, nel cinema, nella pubblicità. Per la prima volta si assiste a una compiuta integrazione tra i nuovi contenuti dell’industria culturale e nuove tecnologie, mentre si sviluppa il fenomeno dell’intermedialità, dove i modelli e le tendenze della fotografia, dell’arte e del teatro d’avanguardia contaminano e fecondano i principali media.

Tra i segni distintivi del periodo, la dinamica spiccatamente familiare e collettiva delle tecnologie. Dalla fine degli anni Settanta, infatti, con il crollo delle ideologie e il riflusso, non più la collettività, ma l’individuo sarà posto al centro dei processi di produzione e di consumo e delle strategie di marketing.

La ricchezza dei saggi proposti nel volume, che documentano con notevole spessore critico, contestualizzandola storicamente, l’evoluzione di ciascun medium, in particolare nel suo fungere da superficie riflettente ma anche riflessa dei fruitori di riferimento, ne fanno un prezioso strumento di approfondimento per un pubblico specialistico, ma anche per il lettore appassionato di storia della comunicazione.

(a cura di) Fausto Colombo e Ruggero Eugeni – Storia della comunicazione e dello spettacolo in Italia – Volume II: I media alla sfida della democrazia (1945-1978)

328 pagg., 27 euro – Vita e Pensiero 2015 (Media spettacolo processi culturali)

ISBN 9788834330135

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