Scrivere rosa di Edy Tassi

“Scrivere non è un mestiere per anime fragili. Dovete crederci quando tutti gli altri pensano che siate braccia rubate all’agricoltura (o al bucato); dovete tenere duro quando ricevete porte in faccia, quando il telefono tace e la mail sembra rigurgitare solo spam; dovete saper posticipare le gratificazioni, il che è un po’ una diretta conseguenza del punto sopra ma, soprattutto, è fondamentale trovare la forza di sedersi tutti i santi giorni, o comunque il più spesso possibile, alla scrivania a scrivere qualcosa che non sapete se verrà mai pubblicato.”

Che scrivere sia una faccenda faticosa, ingrata e frustrante è una conoscenza comune. Che scrivere romanzi rosa sia un’attività ugualmente delicata sembra un’affermazione in grado di far sbellicare dalle risate chiunque. La prima volta che Edy Tassi ha pensato che avrebbe voluto scrivere un romanzo, aveva nove anni. Quando è riuscita a pubblicare il suo primo libro ne aveva quarantacinque. Un lasso di tempo fatto di letture, sogni, porte in faccia, giudizi spesso poco attendibili, ma anche tanta speranza. Sì, perché Edy Tassi con coraggio e perseveranza ce l’ha fatta. Lavora nell’editoria da quindici anni, è autrice di due romanzi rosa e una commedia romantica e, dulcis in fundo, ha tradotto più di settanta libri per diverse case editrici.

Ancora oggi, i romanzi rosa sono un genere bistrattato e maltrattato, a cui i più guardano con fare snobistico, pregiudizi e occhi di disprezzo. Spesso si pensa a questa tipologia letteraria come a un’accozzaglia di cliché, un happy ending capace di far venire il voltastomaco, un amalgama di amori contrastati da leggere tra uno sbadiglio e un altro. E allora si inizia a credere che scrivere un romanzo rosa sia semplicissimo, che basti poco per accumulare sentimenti e descrizioni ripetitive per salire addirittura in cima alle classifiche.

Ed è qui che Edy Tassi interviene in difesa della narrativa rosa mostrandoci, con arguzia, umorismo e passione, che non è così. Il suo scopo è proprio quello di cancellare certe credenze e fornire utili consigli per le aspiranti scrittrici. Consigli che quando scendono nel dettaglio si riconducono prettamente alla narrativa rosa (come deve essere l’aspetto fisico dei protagonisti, come creare un conflitto passionale ricordando che “l’amore non è bello se non è litigarello”, come far trionfare i sentimenti senza mai essere banali, quali sono le tipologie di romanzi rosa a cui si può far riferimento per scrivere il proprio libro, quali sono le case editrici che pubblicano questo genere), ma che nella loro esemplificazione possono essere rapportati a qualsiasi attività di scrittura (come essere organizzati, dove sia possibile cogliere le idee, come costruire personaggi credibili, come strutturare un romanzo e renderlo un page turner efficace, come mantenere viva l’azione e scrivere dei dialoghi adeguati).

Dopo aver condensato una carrellata di conoscenze, suggerimenti ma anche errori (state attente aspiranti autrici e contate le mani dei personaggi: in alcuni romanzi ne sono state avvistate più di due paia e non era certo una scena di gruppo) in un ottimo manuale di scrittura, Edy Tassi sprona ad andare anche oltre le regole perché essere creativi, liberi e trasgressivi è un presupposto imprescindibile per lo scrittore.

E una volta terminata la lettura di Scrivere rosa, potremo rispondere a un quesito fondamentale. Perché il rosa vende così tanto e non smetterà mai di essere letto? Ora lo sappiamo: perché i romanzi rosa rendono felici.

Edy Tassi – Scrivere rosa

192 pagg., 18 euro – Editrice bibliografica 2017 (Scrivere)

ISBN 978-88-7075-948-8

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