Readers’ liberation di Jonathan Rose

 “In reading […] you could be fully engaged, intellectually alive, and absolutely free.”

È possibile delineare un profilo del lettore comune nella storia culturale degli ultimi secoli? Sapere se, come e cosa leggevano non gli intellettuali e gli addetti ai lavori, ma le persone che, come noi oggi, scoprivano un mondo di informazioni e lettura nella loro quotidianità? A lungo si è pensato che non fosse possibile recuperare fonti o indizi a riguardo, e che la storia di questi lettori fosse condannata all’oblio.

Jonathan Rose, docente di Storia alla Drew University (New Jersey) da sempre interessato alla Storia del libro e alle dinamiche sociali della lettura (tra i suoi titoli, The Intellectual Life of the British Working Classes, Yale UP, 2001), smentisce decisamente questa ipotesi.

Legandosi alla linea di indagine aperta da Robert Darnton, negli otto capitoli del saggio l’autore mostra quante informazioni e quante storie si possano trovare su questo argomento, se si interpretano nel modo giusto anche fenomeni che a prima vista possono non sembrare collegati all’esperienza della lettura.

Con un linguaggio insieme semplice e accurato, Rose coinvolge il (suo) lettore in un viaggio alla scoperta dei modi in cui la lettura si è manifestata come strumento di emancipazione e come pratica sempre profondamente rivoluzionaria. Si tratta di uno sguardo storico ampio ma sempre supportato puntualmente da fonti ed esemplificazioni spesso curiose e niente affatto scontate, che oltre al panorama anglo-americano comprendono sortite nell’Estremo Oriente (la diffusione della lettura dei giornali nonostante la censura del periodo Meiji in Giappone, la letteratura middlebrow nella Cina moderna), passando per l’Europa e la Russia.

Le conquiste dei lettori vanno di pari passo con la capacità di autodeterminarsi a livello sociale e culturale: la storia della scoperta della lettura è la storia della scoperta dei propri diritti, come per i club di lettrici dell’Ottocento, per gli ex schiavi neri che ricostruiscono grazie alla letteratura la storia del loro popolo, o per gli studenti americani che attraverso letture e programmi alternativi contestano gli effetti di un’educazione sottoposta alle regole del sistema.

In tutti questi casi, la lettura implica sempre anche una fondamentale componente dialogica tra lettori e autori, secondo modelli di interazione che cambiano nei secoli (dai marginalia medievali alla condivisione social) e che in modi diversi permettono al lettore comune di mostrare la propria competenza ed esercitare il proprio diritto di criticare (hermeneutic freedom), consigliare, perfino ricreare il testo. Spesso la lettura comune si rivela lettura di qualità, esperienza fondamentalmente personale che attiva le risorse più profonde dell’individuo e che trova gli strumenti più disparati per far emergere e rispondere a una necessità imprescindibile e importante della nostra società. Una storia che grazie a Rose possiamo ora riscoprire.

Jonathan Rose – Readers’ Liberation

227 pagg., 16,54 euro – Oxford University Press 2018 (The Literary Agenda)

ISBN 9780198723554

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