Mondadori-RCS: pronti a convolare a nozze?

Tutto è cominciato mercoledì 18 febbraiImmagineo quando, con un comunicato stampa, Arnoldo Mondadori Editore ha espresso un forte interesse ad acquisire l’intera partecipazione del gruppo RCS. Nella stessa giornata, il Consiglio di Amministrazione di Rizzoli-Corriere della Sera ha affermato di aver ricevuto la comunicazione e di riservarsi il tempo necessario per le valutazioni.

Immediatamente, figure di spicco appartenenti al mondo della politica e della cultura, in primis della carta stampata, si sono mobilitate per commentare l’inattesa notizia. In molti hanno giudicato con preoccupazione la possibile acquisizione editoriale, che creerebbe la più grande concentrazione libraria d’Europa. Infatti la fusione dei due gruppi permetterebbe al nuovo marchio di controllare il 40% del mercato librario italiano. Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini, poche ore dopo l’ufficialità della notizia, ha dichiarato che «è legittimo chiedersi con preoccupazione come funzionerebbero le cose in un paese con un’unica azienda che controlla la metà del mercato, con l’altra metà frammentata in piccole e piccolissime case editrici». Su Repubblica, l’editrice Elisabetta Sgarbi ha commentato che «è un terremoto. Cosa ne sarà dell’identità delle case editrici? E come reagiranno gli scrittori?». In casa Bompiani, 47 autori, capitanati da Umberto Eco, hanno pubblicato un lungo manifesto con cui si sono opposti alla proposta di Segrate. Per loro, il nuovo colosso editoriale avrebbe un eccessivo potere contrattuale che potrebbe risultare molto svantaggioso per gli scrittori. Il monopolio inoltre influenzerebbe in modo eccessivo la distribuzione dei prodotti nelle librerie e nei premi letterari. Più cauto è stato Giuliano Vigini, uno dei massimi esperti di editoria italiana e professore del nostro Master. Sulle pagine di Avvenire ha dichiarato che il 2015 sarà l’anno della svolta per il libro nel nostro Paese. Ciò viene facilmente dimostrato dagli ultimi eventi del settore, tra cui la possibile cessione di RCS a Mondadori.

A favore della fusione editoriale si sono espressi in pochi, tra cui il premier Matteo Renzi che su L’Espresso ha ricordato «non sono preoccupato. Il problema di RCS, vogliamo dirlo? È un’azienda straordinaria che è stata fortemente indebolita. Non mi preoccupo di Mondadori, mi preoccupo di Rizzoli-Corriere della Sera, il cui valore è stato distrutto da scelte discutibili. Mi dispiace, da italiano, che una grande azienda editoriale sia in difficoltà».

L’attesa di scrittori, editori, giornalisti e politici finalmente è terminata venerdì 6 marzo quando, con un nuovo comunicato, il Consiglio di Amministrazione di RCS ha deciso di proporre «al Gruppo Mondadori la concessione di un periodo di esclusiva sino al 29 maggio 2015, al fine di approfondire termini e condizioni dell’eventuale operazione, riservandosi ogni conseguente valutazione nel merito». La vicenda non si è però conclusa e tutti gli operatori del settore attendono col fiato sospeso i prossimi sviluppi.

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