L’imprescindibilità del digitale in editoria. Intervista a Claudia Consoli

Dal Master edizione 2013 al Content Marketing Management per l’agenzia AKQA. Claudia Consoli, 29 anni, oggi si occupa di progetti e strategie digitali. La raggiungo al telefono, è appena uscita dall’ufficio.

Partiamo da cosa hai fatto oggi: qual è la giornata tipo di una content marketing manager?

AKQA è un’agenzia di marketing digitale, un’agenzia creativa digitale. Nel mio lavoro come content marketing manager mi occupo della gestione di progetti digital per i nostri clienti e lavoro in un team di persone che si occupano di contenuti. Nel lavoro di ogni giorno ricopro diverse funzioni: supervisiono la produzione del contenuto, lavoro alle strategie editoriali, gestisco delle risorse e mi relaziono con il cliente per offrire sempre supporto e consulenza. È un lavoro molto dinamico: ogni giorno ci sono aspetti che cambiano e approcci diversificati da adottare.

Oltre a essere content marketing manager, scrivi anche per il magazine CriticaLetteraria. Come riesci a far coincidere i due lavori?

Faccio parte della redazione dal 2009, quando eravamo solo una decina, mentre adesso siamo oltre quaranta. In realtà non sono lavori così diversi nella loro essenza: in entrambi i casi devo scrivere testi e contenuti pensati per il web, perché si tratta di una rivista on-line. Ma su CriticaLetteraria posso raccontare le mie passioni, cioè i libri che leggono e che mi piacciono, gli autori che intervisto, gli eventi che seguo di più e a cui partecipo. Attraverso questa rivista posso esprimere me stessa.

Torniamo ai tempi del master. Hai fatto lo stage in Ibs.it. Avevi già in mente di fare un percorso del genere?

Avevo scelto espressamente di avere un’esperienza che avesse una forte impronta digitale, perché già allora il mio interesse era rivolto al mondo della rete. Ma non avevo ancora definito se sarebbe stata una redazione on-line, un’agenzia di social media marketing, un portale o un e-commerce. Quello che mi interessava al momento era vedere come la scrittura e la promozione di libri cambiassero attraverso la rete e le tecnologie.

Che esperienza è stata?

È stata interessante e completa: ho visto come funziona la redazione di Ibs.it, ho lavorato su Wuz.it (il social network del mondo del libro), ho scoperto com’era il dietro le quinte degli ordini e come funzionava tutta la macchina dell’e-commerce; ma soprattutto leggevo e popolavo di contenuti Wuz.it e i social network con le recensioni sulle novità che selezionavamo. Al termine di questa esperienza ho anche scritto un libro, Quando i libri vanno in rete, che racconta proprio come la rete e i social network ci aiutano a promuovere i libri oggi.

Quale consiglio daresti a un neo-laureato che vuole lavorare nel mondo dell’editoria?

Gliene darei due. Il primo è quello di parlare con i professionisti del mondo editoriale, per capire quali sono le figure e i ruoli, e anche per sapere quali sono le effettive difficoltà e opportunità. Il secondo è di non tralasciare mai le basi del digitale, perché ormai è impossibile pensare di parlare di libri senza passare attraverso il web, quindi se vogliamo portare i libri nel mondo reale e ai lettori dobbiamo passare di lì. Certo, non è l’unico mezzo a disposizione, ma è ora imprescindibile.

 

AKQA è un’agenzia di comunicazione con sedi in tutto il mondo, da San Francisco a Londra, da New York ad Amsterdam, dalla Danimarca all’Italia all’Australia. Tra i suoi clienti, Nike, Bulgari, Volvo, Netflix.

 

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