L’importanza dei metadati in editoria: l’esperienza di Enrico Guida

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Docente di catalogazione semantica in corsi per bibliotecari organizzati da Regione Piemonte e Regione Lombardia e presso il nostro Master, di strutture di medatati presso la facoltà di Scienze MFN di Milano, Enrico Guida ha tradotto e adattato lo standard ONIX e la classificazione per il mercato del libro BIC in italiano ed è attualmente impegnato in progetti di consulenza per editori e librerie online.

Enrico Guida è stato ospite al Salone Internazionale del Libro di Torino durante l’incontro “Vendere e farsi conoscere con l’ecommerce, opportunità per il mini-editore”, curato da Paola Di Giampaolo, docente di “Web, ecommerce e metadati per l’editoria” e coordinatrice del Master, su richiesta del progetto Incubatore per spiegare ai piccoli editori come sfruttare appieno le potenzialità della comunicazione e della distribuzione online. Insieme a Enrico Guida sono intervenuti anche Federica Colombo (Informazioni Editoriali), Giulia Mozzato (IBS.it) e Davide Giansoldati (DGLine). L’appuntamento è stato l’occasione per rivolgergli qualche domanda…

Com’è nata in te l’idea di specializzarti nel controllo e nella gestione di dati bibliografici online?

Fin da ragazzo ho avuto interesse per i libri, le biblioteche e per la classificazione di ogni tipo di oggetto e collezione e alla fine del mio percorso universitario ho avuto l’opportunità di frequentare un corso di specializzazione per bibliotecari e catalogatori. Ho lavorato come responsabile in una cooperativa di servizi bibliotecari e poi sono approdato a Informazioni Editoriali. In tutte queste esperienze ho approfondito il mio interesse per i metodi di catalogazione e di gestione dei dati bibliografici, ho contribuito a realizzazioni importanti come il database dei video in commercio di Informazioni Editoriali e infine, lavorando in Siscom, società che si occupava di commercializzazione di banche dati bibliografiche italiane e straniere, ho tradotto e localizzato in Italia i due standard di catalogazione che utilizziamo oggi nella filiera commerciale del libro: ONIX e CCE. La passione c’è da sempre, e i lavori che mi è capitato di fare mi hanno aiutato a ragionare in profondità su questo tipo di temi e su come il loro impatto possa essere utile alla filiera del libro.

Che cos’è lo standard ONIX (ONline Information eXchange) e qual è la sua ricaduta pratica?

ONIX è lo standard internazionale per lo scambio di dati bibliografici all’interno della filiera commerciale del libro. È nato per volontà dell’industria editoriale britannica e si è rapidamente diffuso in tutto il mondo. È gestito da Editeur, associazione che comprende editori, distributori di metadati, e molte altre aziende di tutto il mondo interessate alla gestione e all’utilizzo dei metadati nella filiera editoriale. ONIX si basa su XML e consente una catalogazione molto approfondita di tutte le informazioni che devono accompagnare il libro nella sua vita commerciale, dal momento in cui ne viene annunciata la pubblicazione, fino al momento in cui è sugli scaffali della libreria. Comprende le informazioni catalografiche di tipo più formale (autore, titolo, casa editrice ecc.), le informazioni riguardanti la catalogazione semantica (soggetti, classificazioni ecc.), informazioni commerciali (prezzo, distributore, grossista ecc.). In più è in grado di contenere tutte quelle informazioni che vanno sotto il nome di “rich metadata” e che sono utili ad accompagnare il libro per migliorarne la vendibilità: quarta di copertina, abstract, indice, immagini di copertina, foto dell’autore ecc.
Il grande vantaggio di ONIX è quello di essere interoperabile: le informazioni possono essere prodotte, lette e scambiate da qualsiasi attore della filiera in modo standardizzato, senza dover ricorrere a complicati protocolli di comunicazione e a decisioni locali. Tutti gli attori che fanno riferimento a ONIX possono validare le informazioni per mezzo della DTD gestita da Editeur e hanno la garanzia che saranno interpretate correttamente da chi usa lo stesso standard.

Qual è l’importanza dei metadati nell’editoria?

Nel mondo industriale avanzato nel quale viviamo si può affermare che non esiste commercio senza metadati (se non in limitati mercati locali), e questo è tanto più vero per oggetti come il libro e altri prodotti culturali (video, musica, immagini) per i quali la quantità di informazioni da produrre per favorire e accompagnare la vendita è sensibilmente superiore a quella di qualsiasi altro prodotto.
All’interno della casa editrice gestire in maniera univoca e tempestiva i metadati è sempre più necessario per costituire una presenza significativa al momento della diffusione delle informazioni e della vendita; gestire bene i metadati, per esempio utilizzando ONIX, consente anche di rifarsi a un’impalcatura logica rigorosa nella raccolta e catalogazione delle informazioni a tutto vantaggio delle procedure interne e delle comunicazioni verso l’esterno.

Come possono essere efficacemente gestiti, in futuro, i metadati?

A ormai undici anni dalla mia traduzione di Onix direi che almeno in Italia c’è ancora molta strada da fare. Nel mondo editoriale la cultura dei metadati è ancora ben poco sviluppata, e ancora gli editori pensano che la supplenza dell’agenzia di catalogazione (Informazioni Editoriali, che produce il catalogo dei libri in commercio) possa esimerli dal pensare organicamente al proprio catalogo e ai propri metadati. Anche in editori di medie o grandi dimensioni non è infrequente scoprire che di metadati si occupano uffici diversi in momenti diversi, che ci sono errori e duplicazioni di dati e che le comunicazioni alla filiera di vendita mancano spesso di completezza e tempestività. Correggere questa impostazione è un processo lungo e difficile se manca questo tipo di cultura, e se l’editore non si rende conto che deve riservare una quota degli investimenti in comunicazione nella produzione di metadati completi e attendibili. Far entrare la cultura dei metadati nella casa editrice consente inoltre di gestire meglio il lavoro e di liberare risorse di tempo e anche finanziarie. Chi come me continua a lavorare sui metadati ha il compito di non perdere la speranza e di perseverare nel promuovere questo tipo di cultura nella filiera del libro.

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