L’editoria scolastica ai tempi del digitale. Intervista a Cecilia Farina e Ilaria Ruggiero di bSmart labs

“Stavamo cercando qualcuno con urgenza e sono arrivata a Ilaria perché collaboravamo con l’azienda dove lei stava terminando lo stage. Fra l’altro mi aveva già mandato la sua candidatura tempo prima: quando Ilaria è entrata in contatto con me mi sono ricordata subito del suo curriculum. Mi è sembrata perfetta”. Da nove mesi lavorano fianco a fianco. Cecilia Farina e Ilaria Ruggiero, entrambe ex allieve del Master Professione Editoria cartacea e digitale (rispettivamente anni 2011 e 2016), lavorano insieme come multimedia editor (e non solo) per bSmart labs, un’azienda che realizza progetti per l’Education e la Digital Transformation.

Cecilia, oltre a essere la referente di Ilaria, è multimedia editor e dall’anno scorso anche coordinatrice di parte della produzione per My bSmart, il prodotto principale dell’azienda. Si tratta di un’app legata alla didattica che permette di visualizzare e-book multimediali e interattivi, in cui Cecilia organizza lo sviluppo dei contenuti digitali che talvolta i clienti richiedono, e in particolare gli esercizi.

Dall’editoria tradizionale al digitale

Dopo un’esperienza in una redazione tradizionale come quella della casa editrice Mursia, dove aveva svolto lo stage previsto dal master, nel 2011 Cecilia è arrivata in bSmart labs: “Il lavoro è diventato completamente diverso, anche se tutto sommato non richiedeva competenze molto diverse da quelle redazionali che avevo già acquisito” racconta Cecilia Farina, “In Mursia si produceva tanto nonostante la sua dimensione medio-piccola, per cui anche nel breve periodo dello stage ho lavorato a tanti libri diversi. Quando sono arrivata a bSmart gli smartphone non erano ancora diffusi come adesso, per cui i prodotti sviluppati erano differenti perché pensati per una fruizione offline, con tecnologie ora in disuso. Poi l’azienda ha iniziato a crescere e sono stata integrata con un iniziale contratto di apprendistato: ho avuto la fortuna di arrivare al momento giusto”.

Ilaria invece è sopraggiunta dopo, nel maggio 2017, dopo aver svolto uno stage nell’ufficio stampa della scuola di scrittura e casa editrice Belleville. Grazie a quell’esperienza ha avuto modo di conoscere anche il lavoro redazionale della casa editrice e soprattutto di comprendere qual era la sua vera inclinazione: “L’esperienza in un ufficio stampa mi è servita a capire se quel lavoro facesse per me o meno. Cambiare strada è stato un vero e proprio salto ma ora mi trovo bene: è il percorso giusto”, conferma.

Entrambe raccontano di lavorare in una realtà in cui è fondamentale stare al passo con i tempi: “Il cambiamento è l’elemento più stimolante, permette di proseguire un percorso di formazione utile anche per affrontare nuove sfide e nuovi lavori nel futuro” dice Ilaria. Cecilia conferma: “Personalmente penso sia bellissimo poter fare cose nuove, anzi spesso sono stata io stessa a chiedere di poter fare anche altro”.

Il futuro dell’editoria didattica

E per quanto riguarda l’editoria della didattica in Italia? Qual è la sua direzione? Le ragazze concordano sul fatto che l’interesse per il digitale è forte. Un po’ per obbligo un po’ per le opportunità che offre. Per Cecilia un ambito molto interessante è quello della progettazione dei prodotti digitali, in cui ha iniziato a lavorare da poco, in collaborazione con un team. “Si può pensare che sia un’area esclusivamente pensata per tecnici o programmatori e che non ci sia spazio per chi ha una preparazione umanistica, tuttavia nel mio caso non è stato così, anzi, la mia formazione si è rivelata utile”. Si tratta dunque di uscire dall’ottica del prodotto editoriale tradizionale come il libro, seppur non escludendolo, “per riuscire ad immaginare modi nuovi e integrati in cui la tecnologia è supporto alla didattica” dice Cecilia. “È un progetto ancora in fase di scoperta ma per il momento sta funzionando” conferma Ilaria.

E infine, ultimi ma non meno importanti, altri tre elementi che hanno favorito il loro successo. Innanzitutto la collaborazione come elemento fondamentale per poter lavorare bene e crescere, in un ambiente lavorativo gratificante dal punto di vista professionale e umano. Poi l’aver fatto tesoro dei rapporti umani che il master ha dato modo di far nascere, come sottolinea Cecilia. E infine l’aver saputo trovare il coraggio di cambiare strada quando si è capito che le proprie inclinazioni erano cambiate, come ha fatto Ilaria. Ma non solo lei: “l’idea più chiara che avevo quando mi sono iscritta al master era quella di lavorare nei palinsesti di una rete televisiva!” ha ammesso Cecilia con una risata.

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