Lecce-Milano, il viaggio nell’editoria di Davide Simeone

Non è facile trovare una definizione univoca per Davide Simeone, ex-allievo del Master Professione Editoria cartacea e digitale: avvocato, scrittore vincitore di diversi premi letterari, blogger (è tra i collaboratori di Inchiostro di Puglia), social media strategist, direttore artistico di festival culturali… e l’elenco potrebbe continuare.

La prima cosa che salta all’occhio è la varietà delle tue esperienze formative e lavorative. Come ti definiresti?

Mi definirei un autore a 360 gradi, in fondo scrivo da sempre [il primo romanzo di Davide, Come dico io, è del 2003, NdR]. Al contempo sono un avvocato penalista con la passione per l’editoria. Anzi, uno dei motivi per cui mi sono avvicinato alla professione forense, paradossalmente, è la possibilità di esercitare una certa creatività, persino in un ambito spesso ritenuto un po’ arido.

A influenzare i futuri allievi nella scelta del Master è spesso una visione “romantica” che coglie solo in parte la complessità di un mondo ben più variegato. In seguito, le lezioni con professionisti del settore necessariamente portano ad ampliare la prospettiva iniziale. Io pure ho scontato un piccolo shock culturale. È stato lo stesso anche per te o eri in qualche modo preparato?

In realtà avevo la tua stessa visione. Mi era però chiaro che necessitavo di una strumentazione adeguata. Sapevo che per lavorare nel settore mi sarebbe stato richiesto il possesso di diverse competenze specialistiche, oltre alla capacità di metterle in pratica. La possibilità offertami dal Master di acquisire questi “tecnicismi” era ciò che cercavo. Quindi romantico sì, ma con consapevolezza.

Ti sei avvicinato a qualcosa che non pensavi potesse interessarti?

Mi sono appassionato molto all’editing, al lavoro redazionale. Sono cresciuto anche come autore, migliorando la capacità di scrivere in modo ordinato, consequenziale, imparando a mettere ordine nel caos e “fare breccia” nel lettore.

Frequentare il Master ha portato anche a un ampliamento di orizzonti e aspirazioni professionali o ti eri prefissato fin da subito un obiettivo preciso?

Direi che con il Master ho acquisito una visione complessiva, imparando a vedere quello che c’è oltre il testo, dalla correzione di bozze al conto economico di una casa editrice. Ho sempre scritto tanto, ma ovviamente c’era sempre qualcuno che correggeva e ripuliva il testo al posto mio. Frequentando il Master ho acquisito la prospettiva di chi “sta dall’altra parte” e legge i testi con occhio professionale.

Quanto appreso durante il ciclo di lezioni trova applicazione pratica nello stage e, successivamente, in ambito lavorativo. Potresti illustrarci la tua esperienza da stagista?

Il mio stage si è svolto in DGLine, una web agency di servizi editoriali, dove mi è stata affidata la gestione dei social media. In generale sono stato seguito in maniera costante per l’intera durata dello stage. Senza dubbio si è rivelata un’esperienza fondamentale quanto il Master, soprattutto perché mi ha fornito i mezzi per propormi nel mondo del lavoro grazie alle abilità acquisite, riuscendo a mescolare l’aspetto dello storytelling con la promozione social. Ho scoperto che scrivere per il web era un’attività che mi appassionava molto.

Cos’ha significato inserirsi in un contesto aziendale?

Devo dire che Paola [Di Giampaolo, NdR], la coordinatrice del Master, ha saputo indirizzarmi verso l’ambito a me più consono: quello creativo della produzione di contenuti, declinato però in versione social, quindi si è trattato di una transizione indolore. Dopo DGLine sono passato in Ibs facendo il web editor addetto alla stesura di recensioni e contenuti per il sito web, e venendo impiegato nell’ufficio acquisti come tecnico di vendita e distribuzione, recupero prodotti, catalogazione. In Ibs, una libreria e store online, l’aspetto prevalente era decisamente quello commerciale.

Dopo qualche anno a Milano hai optato per un “ritorno alle origini”, ritrasferendoti in Puglia [Davide si divide tra Martina Franca e Lecce, NdR] e prendendo attivamente parte a numerose iniziative nel segno di un impegno dalla valenza al contempo culturale e sociale.

Inizialmente andarmene dalla Puglia era stata una sorta di fuga, anche dai malesseri giovanili. Prima di Milano avevo vissuto a Valencia e a Londra. Il ritorno in Salento è stato dettato dal desiderio di offrire qualcosa di mio a una terra bellissima, ma a cui, a mio avviso, manca qualcosa a livello culturale, di gestione delle risorse. Tornare a casa ha significato prendere tutti gli insegnamenti ricevuti e tentare subito di metterli in pratica in un contesto geografico e culturale differente che, al di là dell’immagine da cartolina, non è privo di problematiche – penso per esempio al caporalato o alla precarietà lavorativa – di cui è giusto occuparsi. L’idea era di esportare un modello virtuoso – quanto avevo imparato “fuori” – da applicare alla mia regione. Per questo motivo mi sono interessato anche all’organizzazione di eventi culturali, come mezzo per trattare tematiche dal contenuto sociale.

Parliamo di Inchiostro di Puglia e al modo in cui continui a mettere in pratica le competenze acquisite durante il Master.

L’intenzione di Inchiostro di Puglia era innanzitutto d’incentivare cultura e turismo, di raccontare il territorio in modo realistico, vero, tramite la voce di giovani autori pugliesi, sparsi per il mondo ma legati al proprio luogo d’origine. Il blog esisteva da prima che iniziassi il Master, ma il punto era trovare un modo per trasmettere i contenuti in modo accattivante, consapevole dell’importanza di un adeguato storytelling. Le competenze acquisite hanno avuto una ricaduta in positivo specialmente per quanto riguarda la promozione. Immagina di dover scegliere un ristorante: il locale che propone un menù senza refusi e magari anche uno storytelling coinvolgente ti attirerà più di quello in cui avranno sbagliato a scrivere “würstel”, no? Mi piace pensare che la gente cominci a capire l’importanza di una comunicazione corretta.

Da ultimo, posso chiederti un consiglio o un suggerimento per chi desidera intraprendere una carriera nell’editoria?

Essere se stessi. Qualsiasi ruolo si svolga – che tu sia un autore, o faccia parte di uno staff – conservare le proprie peculiarità. Per vivere bene, e lavorare bene. Certo, ci sarà chi apprezzerà di più la tua genuinità e chi meno, ma credo davvero che in questo ambiente conti molto essere trasparenti, mostrarsi per ciò che si è. Almeno per me è stato così.

E un’altra cosa. Durante il Master: fare tesoro di tutto, perché quello che viene insegnato non ti verrà più rispiegato con quell’attenzione e scrupolosità, quindi non bisogna sottovalutare le materie che non interessano, perché in un settore così fluido potrebbero diventare il tuo pane quotidiano o, chissà, finire per piacerti. Quindi mente aperta a 360 gradi.

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