Le tante anime del lavoro editoriale: intervista ad Andrea Cirillo

Andrea Cirillo

Andrea Cirillo è un professionista editoriale, ex allievo del Master in editoria cartacea e digitale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano. Attualmente si occupa di redazione editoriale, correzione bozze e social media management come freelance. Ha pubblicato nel 2015 per Unicopli “Nichel, La letteratura italiana contemporanea secondo minimum fax”. Scrive racconti che hanno trovato spazio su riviste e antologie.

Tu hai frequentato il Master nel 2015. Oggi sei un professionista dell’editoria, attualmente di cosa ti occupi?  

Lavoro per Bookrepublic, un’azienda con più anime: è uno store e un distributore di ebook, un’agenzia di comunicazione e collabora alla gestione di un paio di marchi editoriali. È dove ho fatto lo stage. Attualmente mi occupo di distribuzione. Il mio obiettivo è fare in modo che la piattaforma di distribuzione funzioni al meglio in modo da garantire agli editori il miglior servizio possibile.

Come ben sai, la formazione offerta dal Master spazia molto dal tradizionale lavoro di cucina redazionale alla creazione dei contenuti web e la gestione dei social network. Quali erano le tue aspettative quando hai iniziato? Volevi lavorare dentro una redazione o eri aperto ad altre possibilità?

Se me lo avessi chiesto a inizio master ti avrei risposto senza dubbio «All’interno di una redazione!». Mi piace lavorare con i contenuti, mi piace scrivere. Però sono anche curioso e adoro mettermi alla prova, per cui sono contento di non aver assecondato del tutto quel desiderio. Ora, rispetto al 2015, ho una conoscenza più approfondita del lavoro editoriale e posso ricoprire mansioni anche non strettamente redazionali.

“Si impara dalle critiche non dai complimenti” è una frase che riassume bene quanto sia fondamentale imparare dalle difficoltà e sapersi mettere in gioco, reinventandosi continuamente in un mercato flessibile come quello editoriale. Ti va di raccontaci la situazione lavorativa più complicata che ti sei trovato ad affrontare?

Sicuramente l’inizio dello stage. Tante cose da imparare, nuove abitudini da costruire, la necessità di metabolizzare i ritmi… Nelle prime settimane del mio stage, la mia responsabile – una persona con cui mi sono trovato molto bene – andava come un treno. Mi spiegava tutto, ma era così veloce che quando aveva finito io ero ancora lì, con la penna a mezz’aria. Tornavo a casa e mi dicevo «Non ce la farò mai!». Invece no. Lei è sempre una saetta, ma non mi sono mai fatto seminare!

Hai svolto il tuo stage nella redazione di Bookrepublic, un sito italiano di e-commerce, dedicato agli e-book. Cosa ti ha insegnato questa esperienza? L’Italia è ancora una realtà sorda al libro digitale? Quanto ancora bisognerebbe investire in questo settore?

Quella del libro digitale è una realtà in continua trasformazione, che ancora non ha espresso tutto il suo potenziale. L’Italia fatica, è vero, ma non è solo una questione italiana. Credo ci siano difficoltà comuni a tutte le innovazioni, come la mancanza di standard pienamente condivisi. A questo si somma, è vero, una resistenza da parte di certi lettori e certi editori nell’approcciarsi al digitale, ma ci sono anche tanti lettori che adorano leggere ebook e tanti editori che ci credono davvero. Forse dobbiamo capire che il digitale non esclude il cartaceo: credo che in futuro queste due modalità di fruizione dei contenuti si combineranno sempre di più.

Qual è il miglior consiglio che senti di poter suggerire a chi vuole lavorare nel mondo dell’editoria oggi?

Curiosità, precisione e pazienza. Nei momenti di difficoltà potrebbe essere utile, inoltre, seguire un consiglio di Alessandro Bergonzoni: «Perché non ti leghi un daino alla caviglia?». Potrebbe apparire assurdo, ma l’assurdità, il pensare oltre, talvolta può essere un vero toccasana e aiutarci a vivere meglio un settore che può apparire, a tratti, pieno di contraddizioni, ma che alla fine è maledettamente affascinante. Perché non provi a fare qualcosa fuori dalle tue corde? Potresti scoprire che sei molto più di quanto pensavi di essere.

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