Dalla fiction a Rai Ragazzi. Intervista a Luca Milano

La letteratura e la televisione, negli ultimi decenni, sono sempre più connesse. “E non solo,” spiega Luca Milano, Direttore di Rai Ragazzi, “produrre per ragazzi è una scommessa formativa e deve servire alla crescita culturale, ma anche emotiva dei bambini e degli adolescenti.” La Rai ha una lunga tradizione di produzioni televisive ispirate alle opere letterarie: il Commissario Montalbano, Il paradiso delle signore, L’ispettore Coliandro, la futura serie tratta da L’amica geniale di Elena Ferrante. Questo continuo scambio tra prodotti editoriali e audiovisivi ha, inevitabilmente, influenzato anche la televisione per ragazzi: Pimpa, i Puffi, Geronimo Stilton sono passati dalla carta allo schermo e, allo stesso tempo, i personaggi Disney, Masha e Orso, Peppa Pig sono finiti sui libri al punto che oggi la letteratura per ragazzi può essere definita trasversale, crossmediale, internazionale. Il contatto tra editoria e TV è forte ed evidente e offre al pubblico la possibilità di accedere a diversi contenuti. In occasione dell’incontro di Editoria in Progress “Editoria e TV. Serie e molto altro” al Salone Internazionale del Libro di Torino abbiamo intervistato Luca Milano che si occupa, dal 2007, della produzione di cartoni animati. Nel 2017, le produzioni per ragazzi sono passate da Rai Fiction a un’unica struttura che è Rai Ragazzi insieme alle reti Rai Yoyo e Rai Gulp. Da pochi mesi, Luca Milano è anche Presidente del “Kids Media Experts group” della Ebu, l’Unione delle Tv pubbliche europee.

 

Quanto potere ha la letteratura nella pianificazione del palinsesto?

La letteratura ha un ruolo rilevante e la Rai ha una quota importante in televisione sia per le reti generaliste sia per le reti per ragazzi, sono molte le produzioni basate su opere letterarie. Partire da un’opera letteraria dà maggiore fiducia al produttore che deve investire una grande somma per produrre una serie. La creazione originale è importante ma per le produzioni ispirate a opere letterarie la struttura narrativa e i personaggi sono già delineati.

È come partire con un piccolo test di gradimento, insomma.

Sì, anche se poi la cosa più importante è la profondità della storia, dei personaggi, della narrazione. Infatti, l’obiettivo delle produzioni basate sulla letteratura è anche quello di invitare alla lettura dopo aver visto il programma televisivo, soprattutto i ragazzi. In alcuni casi, l’invito è palese, lo dimostrano le classifiche di vendita: Pimpa, Giulio Coniglio, Topo Tip sono tutti grandi successi diventati produzioni della Rai.

Proprio come dicevamo all’inizio, personaggi passati dalla carta allo schermo, e prodotti visivi che si legano all’editoria: quanto è importante questo scambio tra letteratura e animazione?

Più che il rapporto tra letteratura e animazione, è importante il rapporto tra fiction e letteratura. Potersi basare sui libri e, quindi, invitare all’apprendimento, alla conoscenza, alla formazione in senso ampio e al gusto del libro come oggetto per noi è fondamentale. È vero che dai prodotti televisivi possono nascere diversi prodotti di merchandising: magliette, felpe, soprattutto giocattoli, ma noi preferiamo dedicarci ai contenuti. Riteniamo che produrre per ragazzi sia una scommessa formativa e debba servire alla crescita culturale, ma anche emotiva dei bambini e degli adolescenti. Nei nostri racconti si punta molto alla conoscenza e alla gestione delle emozioni come la rabbia, l’invidia, la gelosia, il disappunto, lo sconforto. Sono temi che si trovano sia nei libri per ragazzi che nelle nostre serie. In caso di successo, queste serie possono diventare libri, ma in molti casi sono libri che esistono già.

Qualche mese fa è diventato il nuovo Presidente del “Kids Media experts group” della Ebu, l’Unione delle Tv pubbliche europee.

Sì, è una rete di emittenti televisive internazionali che lavora anche nel campo di produzione per ragazzi. Gli operatori internazionali come Disney, Sky, Netflix, Amazon, Google, YouTube hanno quantità di risorse incredibili e per il pubblico, per gli autori e per i produttori c’è una varietà di prodotto, anche di buona qualità, che arriva. Allo stesso tempo, però, è sempre più importante che le televisioni pubbliche europee lavorino insieme per garantire uno specifico nazionale ed europeo e per costruire opere che abbiano un ambito internazionale. Dobbiamo essere in grado di dire “Noi siamo l’Europa” e, come Europa, abbiamo una quantità di creatività che è superiore a quella degli altri paesi. In questo periodo, molte serie di successo per adulti sono europee.

Tornando ai ragazzi, cosa vedono i bambini all’estero?

Ci sono alcuni titoli di successo che sono uguali in tutti il mondo: Peppa Pig, Spongebob, Masha e Orso, i Pj Masks, al di là de La casa di Topolino che è popolare dappertutto. Le Winx sono un fenomeno in tutto il mondo e sono nate nelle Marche, a Loreto. I bambini vedono e rivedono questi cartoni animati. C’è, quindi, la necessità di avere un’offerta plurale per aiutare a crescere il gusto. Quello che dobbiamo fare noi è mostrare che se ti piace un programma 3D con animali, ti può piacere anche un programma 3D che tocca altre tematiche oppure un cartone animato in cutout animation con ritagli di carta, in stop motion con il cotone: l’importante è assicurare una varietà.
Oltre a questo, superata la fascia di 7/8 anni, c’è, in particolare per le bambine, un interesse per le fiction per ragazzi, anche in questo campo bisogna muoversi e noi lo abbiamo fatto. I primi due esempi italiani sono stati Alex e Co e Maggie e Bianca, entrambi hanno molto successo.

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