Dall’editing all’agenzia letteraria: inseguire sogni senza paraocchi. Intervista a Martina Moretti

Quella di Martina Moretti, allieva del Master Professione Editoria cartacea e digitale 2013-2014, è una delle storie esemplari di come la passione per i libri possa diventare un’opportunità di lavoro se sostenuta da un percorso che consenta di scoprire, sperimentare e affinare le proprie doti e attitudini, talvolta ignote anche a noi stessi. È la storia di un percorso formativo che, a partire dal Master, diventa anche un viaggio alla ricerca del luogo dove le nostre aspirazioni, vocazioni e abilità possono esprimersi pienamente.
Oggi Martina lavora per l’agenzia letteraria Vicki Satlow, dove si occupa dei diritti degli autori rappresentati dall’agenzia in Italia e all’estero.

 

 

 

Cosa ti ha spinta a iscriverti al Master e quali erano le tue aspettative?

Dopo la laurea magistrale in Letterature e Filologie europee, non avevo le idee molto chiare. Ero però affascinata dalla figura dell’editor, quel fantasma dietro lo scrittore che aiuta chi ha qualcosa da dire a dirlo nel modo migliore possibile. Questo desiderio è stato la bussola che mi ha spinto a iscrivermi prima ad alcuni dei workshop organizzati dalla casa editrice Minimum Fax, poi a virare verso un percorso di formazione più istituzionale, come il Master Professione Editoria cartacea e digitale dell’Università Cattolica, che mi permettesse di affacciarmi sull’intera filiera dell’editoria e di conoscere tutte le professionalità, sino allora a me sconosciute, che si muovono al suo interno o gravitano intorno a esso.

Le tue aspettative sono cambiate durante la frequentazione?

Nel mio caso, sono arrivata al Master senza troppe idee sulla varietà di professioni possibili. L’editoria sa essere un mondo chiuso, sul quale è difficile informarsi quando si è esterni. Il Master ha il merito di offrire una buona panoramica del mercato editoriale. Quando ho iniziato ero convinta di voler lavorare a stretto contatto col testo; durante la frequentazione le mie aspettative sono cambiate. In accordo con i docenti ho iniziato lo stage curricolare da Grandi & Associati, un’importante agenzia letteraria che mi ha permesso di conoscere a fondo il mercato editoriale. Ho capito che, per quanto lavorare col testo fosse interessante, quello che mi emozionava maggiormente era la parte delle trattative, la possibilità di presentare un testo a quanti più editori possibili. Trovare per quel libro una casa che lo sapesse mettere effettivamente in luce. Dopo quello stage, ne sono seguiti altri (non sempre attinenti al mio campo di interesse). Ho lavorato per un anno all’ufficio diritti di GeMS e lavoro ora nell’agenzia letteraria Vicki Satlow.

Considerato il tuo percorso di studi, il Master è stato utile ad allargare i tuoi orizzonti professionali, oppure i cambiamenti sono frutto di una maturazione avvenuta nel corso delle esperienze lavorative successive?

Il Master è stato fondamentale per scoprire che esisteva questa possibilità.
Il tentativo è quello di dare una visione a 360° del mondo editoriale e di tutte le possibilità che il mercato offre. Per questo apprezzo quello che ho imparato, anche se, chiaramente, il vero apprendimento e l’esperienza si fanno sul campo. Per questo, accanto alle lezioni e ai laboratori il Master garantisce uno stage.

Come hai vissuto il passaggio dal Master al mondo del lavoro?

Il Master è una buona palestra alla struttura del mondo del lavoro, sicuramente per gli orari. Abituati all’elasticità dell’Università ci si dimentica cosa significhi stare per ore, ogni giorno, seduti a una scrivania, davanti a un computer, circondati dalle stesse persone. Persone con le quali è necessario, o almeno auspicabile, andare d’accordo. Il Master simula per certi versi il mondo del lavoro per tipo e livello di impegno richiesti. Ed è stato soprattutto durante lo stage che ho sperimentato davvero come si lavora: è stato un momento di apprendimento che mi ha preparata ad affrontare le esperienze lavorative successive.

Hai lavorato un anno all’Ufficio Diritti del Gruppo editoriale Mauri Spagnol e ora sei all’Agenzia letteraria Vicki Satlow. Ci racconti di cosa ti sei occupata da  GeMS e cosa stai facendo ora? Il tuo lavoro attuale corrisponde alle tue aspettative?

Da GeMS mi occupavo soprattutto delle acquisizioni per la casa editrice Vallardi. In pratica contattavo chi si occupava dei diritti di un certo autore o di una certa opera e passavo ai colleghi in casa editrice l’offerta economica per comprare la possibilità di pubblicarlo in Italia.

In agenzia è un po’ il contrario. Qui cerco di vendere agli editori italiani ed esteri la possibilità di pubblicare nei loro paesi quegli autori e quelle opere che l’agenzia rappresenta.

Qui però posso anche lavorare col testo, facendo letture e valutazioni di manoscritti. Il tipo di competenze richiesto nei due casi è quasi lo stesso, essendo appunto due facce della stessa medaglia. La differenza è che in GeMS, come gruppo editoriale molto strutturato, avevo raramente contatti diretti con gli autori, era auspicabile ma non richiesto che leggessi i libri che stavo acquisendo. Mentre l’agenzia è una struttura più piccola per definizione, dove tutti si danno da fare in più aspetti del lavoro.

Entrambi i lavori sono entusiasmanti, entrambi permettono e ti costringono ad avere un occhio attento su quello che sta succedendo al mercato. Pretendono che tu sia aggiornata, come si direbbe qui a Milano “sempre sul pezzo”.

Per svolgere bene un lavoro sono necessarie sia competenze tecniche sia doti personali. Quali competenze sono necessarie? Ne servono di specifiche, per esempio in lingue e letterature straniere o di tipo giuridico? E quali doti personali?

Il lavoro in agenzia letteraria e nell’ufficio diritti richiede certamente solide competenze linguistiche, e la conoscenza almeno dell’inglese. In fondo è un lavoro in cui si comunica, con persone da tutto il mondo, quindi è imprescindibile riuscire a trovare un modo per farsi capire nella maniera più chiara possibile, senza possibilità di equivoci.

Non è richiesta una laurea giuridica, ma ci sono nozioni di diritto che dovranno essere apprese, così come una sorta di galateo non scritto su come si portano avanti le trattative.  Ci sono domande che è lecito chiedere, e cose che se domandate possono farti passare per maleducato. I periodi di prova, gli stage e i contratti precari saranno sicuramente abbastanza da permettere di fare esperienza.

Riguardo alle doti personali necessarie credo che la precisione e una grande capacità di relazionarsi alle persone siano le principali. Il lavoro di valutazione dei testi presuppone inoltre una solida cultura letteraria e una conoscenza molto vasta del mercato librario per individuare i titoli con un potenziale di vendita e l’editore a cui proporli. Quanto più bagaglio si è riusciti a portarsi con sé meglio è, ma certamente le conoscenze si continuano ad affinare e a consolidare col tempo e con la curiosità.

Quale parte del tuo lavoro ti entusiasma di più?

A entusiasmarmi… abbastanza da non riuscire a contenermi sono le trattative. In particolare quando ci sono le aste tra più editori che vogliono accaparrarsi un titolo. A prescindere che tu sia dalla parte di chi vende o di chi compra, un’asta è capace di farti venire la tachicardia.

Inoltre è sicuramente molto emozionante avere tra le mani un manoscritto in cui credi, senza sapere se lo leggerai solo tu o se riuscirai a far percepire il tuo entusiasmo e a farlo andare avanti fino a portarlo in libreria.

Che consiglio daresti a uno studente che ha appena terminato il Master?

Non porsi limiti, cercare di inseguire i propri sogni senza che però diventino dei paraocchi. Ogni esperienza, anche quella che sembra più lontana dai propri desideri, è capace di lasciare qualcosa. Fate in modo che quel qualcosa vi renda più forti e capaci!

 

Martina Moretti è stata ospite di “Lavorare in Editoria. Storie di chi ce l’ha fatta”, incontro organizzato dal Master in occasione di Bookcity 2017. Insieme a lei hanno raccontato le loro esperienze e fornito consigli a quanti vogliano lavorare in editoria Maddalena Candeliere (Hoepli.it), Giovanni Miele (De Agostini Scuola), Giusy Scarfone (Il Castoro).
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