Il lavoro dell’ufficio stampa: Giulia Serena al Saggiatore

 

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L’ufficio stampa interseca tante competenze e figure all’interno di una casa editrice. Giulia Serena Paganini racconta il suo lavoro di addetta stampa a Il Saggiatore, dove incontra quotidianamente autori di grande spessore. Da ex allieva del Master incoraggia tutti coloro che, amanti dei libri e dell’editoria, decidono di deviare dal proprio percorso per inseguire questa passione. Il segreto? Il coraggio di buttarsi.

Il Saggiatore è una casa editrice con una lunga tradizione e una forte identità. Quali sono gli aspetti più suggestivi e quali sono le difficoltà maggiori che incontri tutti i giorni lavorando a stretto contatto con autori spesso molto noti?

Al Saggiatore si respira in ogni momento la forte identità che caratterizza tutta la linea editoriale, e questo è sicuramente fonte di un costante arricchimento. Certo all’inizio può preoccupare l’idea di confrontarsi con autori di così grande spessore, ma nella mia esperienza posso dire che ho spesso trovato occasioni di dialogo e di crescita personale oltre che professionale. Tra gli incontri che ricordo con più piacere, certamente quelli con Nassim Taleb e con Joseph Mazur.

Laureata in giurisprudenza, ex allieva del Master, oggi addetta stampa del Saggiatore. Cosa ti ha portato a scegliere il settore dell’editoria?

Ho sempre amato leggere e scrivere, e mi ha sempre affascinato il mondo dei libri, ma anche se ho intrapreso un altro percorso di studi, a un certo punto ho deciso di seguire questa passione. Così ho deciso di iscrivermi al Master. Dopo l’università, e soprattutto a seguito del dottorato, mi sono resa conto che il lavoro universitario mi dava pochi stimoli, quindi ho deciso di tentare con questo salto nel vuoto. Nel periodo in cui avevo deciso di non proseguire con la carriera accademica ho iniziato a cercare un master nel settore dell’editoria e l’ho trovato.

Il tuo stage si è trasformato in un lavoro stabile. La promozione e la comunicazione sono due aspetti fondamentali per una casa editrice come Il Saggiatore, definiresti il tuo lavoro come statico o dinamico? Ti senti soddisfatta di questo ruolo?

Sono entrata lì con lo stage curricolare e sono stata inserita nell’ufficio stampa. La cosa bella è stata che sin da subito mi hanno dato molte responsabilità, e mi sono ritrovata a lavorare sui libri e con gli autori. Come addetta stampa seguo tutta la parte che sta tra la chiusura del libro e la sua uscita in libreria. Noi dell’ufficio stampa facciamo un po’ da ponte con l’autore e i giornalisti. Abbiamo il ruolo di portare avanti la promozione del libro e in più organizziamo presentazioni, eventi e festival, come Bookcity, o come Writers, quest’anno dedicato a uno dei nostri autori storici, Allen Ginsberg. La cosa bella è che il nostro lavoro è molto vario, il focus resta sempre il libro ma poi in realtà si declina in tanti modi diversi: a seconda del titolo e dell’autore bisogna capire cosa ci si può costruire intorno. In più si ha la possibilità di stare sempre a contatto con gente diversa, dall’autore al giornalista, il che lo rende un lavoro creativo e stimolante.

Il tuo percorso al Master ha quindi influito molto sulle tue aspirazioni? Ha ampliato i tuoi interessi e, di conseguenza, le possibilità lavorative rispetto a prima?

La vicinanza ai miei compagni, freschi di studi in materie letterarie, mi ha permesso di ampliare molto le mie conoscenze nel campo, che non avevo avuto modo di approfondire prima. Certamente il Master mi ha dato una visione più completa aprendomi molte più prospettive. La parte dello stage è stata fondamentale, mi sono davvero avvicinata al mondo del lavoro e ho visto cosa succedeva, specialmente in questo ambiente. Si tratta di un accesso privilegiato perché l’editoria è un mondo abbastanza piccolo, per entrarci è utile fare un percorso di questo tipo. Tutti gli insegnamenti sono stati utili, mi hanno permesso di sapere moltissime cose e di avere un’idea che prima era solo quella di una persona che poteva dire di amare la lettura.

Cosa consiglieresti ai ragazzi che come te decidono di invertire rotta negli studi e nella ricerca del lavoro?

Sicuramente ci vuole un po’ di coraggio. Bisogna buttarsi, le possibilità ci sono anche se a volte è difficile vederci chiaro. Io ho lasciato il mio lavoro sicuro all’università per seguire il Master. Il Master mi ha dato dei contatti importanti, che insieme a un po’ di fortuna mi hanno permesso di arrivare dove sono. Sono certa che mi abbia aiutato il fatto di aver scelto di seguire le mie passioni e di essermi buttata.

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