Da Gomorra a The Young Pope: come nasce una serie tv? Intervista a Sonia Rovai

Come si scrive una serie tv? Per Roberto Saviano, autore di Gomorra, a volte è meglio non dire tutto altrimenti il pubblico non ci crederebbe. A raccontarlo è Sonia Rovai, a capo del team produzioni originali di Sky Italia, dopo l’esperienza in Mediaset e La7. Un team instancabile che lavora dietro il mondo della serialità, una realtà tanto affascinante quanto complicata. Perché, come ammette lei stessa, concordando con Saviano: “La verità è che a volte la realtà supera la fantasia”. Ne parliamo in occasione dell’incontro di Editoria in Progress “Editoria e tv. Serie e molto altro” al Salone del libro di Torino.

Oggi più che mai il rapporto tra Sky e il mondo editoriale è fortissimo. Siete voi a cercare gli autori o vi capita di ricevere proposte?

Spesso le case di produzione arrivano da noi con autori accreditati e portatori dell’idea. Ma capita anche il contrario: talvolta siamo noi a fare scouting, esplorando tante realtà diverse, come festival meno mainstream, in cui si incontrano giovani registi che hanno realizzato corti oppure opere prime. In quel caso si cerca tanto la mano registica quanto quella della scrittura, perché dietro qualunque opera riuscita sullo schermo ci sono una regia efficace ma anche una grande sceneggiatura. Una serie che funziona è quella in cui tutti gli snodi della storia funzionano.

Oltre all’autore alla base deve esserci anche l’idea giusta.

Se l’idea arriva e convince, non conta essere un autore famoso o un talento alle prime armi. Quando un giovane autore ci presenta un’idea noi leggiamo il progetto e, se ci convince, andiamo avanti. Bisogna credere nelle nuove idee e continuare a far scouting tra i giovani in un settore in continua evoluzione. Per non perdere il contatto con il pubblico devi conquistarlo ogni giorno con progetti pensati per essere sempre interessanti e stimolanti.

Gomorra rappresenta un caso emblematico. Come è nata la collaborazione con Roberto Saviano?

Cattleya, con cui avevamo prodotto Romanzo criminale, ci propose l’idea. Roberto Saviano era disponibile a collaborare e a scrivere con noi. È stata, ed è tuttora, un’esperienza professionale straordinaria. A volte Roberto ci raccontava degli episodi e, vedendo le nostre facce incredule commentava: “questo nella serie non lo mettiamo, la gente non crederebbe che è un fatto reale”. La verità è che a volte la realtà supera la fantasia e bisogna riuscire a mantenere un equilibrio dando il giusto risalto alla realtà stessa.

Altro caso interessante riguarda The Young Pope, serie scritta e realizzata da Paolo Sorrentino.

La dinamica è stata simile: la proposta è arrivata da Lorenzo Mieli di Wildside. Paolo Sorrentino aveva un’idea forte che ci volle presentare. Era talmente bella, originale, folle, che avremmo voluto iniziare a girarla il giorno dopo. Paolo è un genio, scrive a una velocità pazzesca e ha uno stile travolgente.

Una scelta coraggiosa, dato il protagonista anticonvenzionale.

Il protagonista di The Young Pope interpretato da Jude Law – un Papa giovane e americano, che per di più fuma – è sicuramente fuori dagli schemi. È lo è stato tanto più quando, andando in onda, il confronto e il contrasto con la realtà lo ha reso ancor più affascinante, unico.

Quali sono le attuali tendenze del mercato e quali consigli daresti agli editori che propongono contenuti per tv?

C’è una grandissima tendenza a scrivere per un target giovane, basti pensare a Stranger Things, a Thirteen, a tutti quei progetti che anche noi stiamo esplorando. Bisogna però avere sempre il coraggio di sperimentare, non seguire necessariamente una tendenza in voga, meglio cercare prospettive nuove, spiazzanti, originali.

C’è un genere in particolare che funziona meglio degli altri?

Non c’è il genere che funziona, esistono le commistioni o il prodotto di nicchia che spariglia le carte. Credo di più nel concentrarsi su meno progetti ma davvero originali, che sappiano parlare a pubblici diversi e appassionarli tutti. Ogni serie ha un suo percorso, a volte la fase di scrittura dura due-tre anni, necessari per perfezionare la storia, renderla ciò che stai cercando. A volte ricevi le sceneggiature e dopo sei mesi si è pronti per girare.

In media il pubblico preferisce prodotti scritti da autori italiani o da autori stranieri?

Non c’è una regola, il pubblico che segue le nostre produzioni ha capito che una “Sky original production” è una produzione con determinate caratteristiche, può trovare la qualità che cerca. Guardando al panorama internazionale ci sono grandi titoli come Game of Thrones, True detective, House of Cards, Shannara che ci colpiscono e acquistiamo perché pensiamo siano giusti per il nostro pubblico. Non c’è una regola quindi, ci sentiamo liberi di sperimentare, di scegliere la storia migliore, nella forma migliore per il nostro pubblico.

Nel 2017 è andato in onda sul canale Sky Arte un documentario sull’editore Pulcinoelefante. Ci sono stati altri documentari o programmi che svelano lati inediti e interessanti del mondo dell’editoria?

Sky Arte, canale al quale il direttore Roberto Pisoni ha saputo dare un’impronta unica, include un mondo fatto di storie che sanno mettere in contatto tv ed editoria in maniera davvero originale. Come BookLovers di cui ci sarà una nuova stagione e dove, attraverso diverse città e diversi ospiti, si dà voce a tanti libri, editori, temi diversi, che vengono trattati dagli stessi scrittori in maniera totalmente originale. Un altro esperimento interessante fu Incipit, di Stefano Accorsi, puntate brevi in cui Accorsi leggeva un minuto della parte iniziale di un libro o racconto, creando delle suggestioni molto belle. È un canale che intende l’arte in maniera davvero ampia, spaziando dal teatro, all’editoria, alla musica, alle perfomance artistiche di vario tipo.

Altro canale Sky dedicato al mondo dell’editoria è Laeffe. Che tipo di rapporto si è sviluppato con una grande azienda come quella di La Feltrinelli?

Con Feltrinelli abbiamo realizzato di recente una bellissima collaborazione su Gomorra con una serie di incontri aperti al pubblico sulle arti e i mestieri che stanno dietro la serie tv. Un racconto da dietro le quinte davvero appassionante e anche utile per chi fa, o vuole fare, questo mestiere.

Sono in programma future collaborazioni tra Sky e il mondo editoriale?

Con Cattleya stiamo girando Zerozerozero, tratto dal libro di Saviano, un progetto internazionale che prova ancora una volta il valore della creatività italiana anche all’estero. Altra serie tratta da un libro molto celebre, della quale abbiamo appena annunciato la co-produzione è Comma 22, ambientata durante la seconda guerra mondiale, firmata da George Clooney nelle vesti di produttore, regista e attore. E ancora c’è 1994, ultimo capitolo della trilogia con 1992 e 1993, che racconta la storia italiana attraverso gli occhi di sei personaggi di finzione. È una storia originale, non tratta da un libro, e scritta da sceneggiatori eccellenti, non autori in ambito editoriale, ma con la grande forza di chi sa esattamente cosa significa partire da un testo e renderlo efficace per raccontare una storia in tv.

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