Giulia Beffa di ReNoir Comics: «Non tiratevi mai indietro, siate sempre propositivi»

Giulia Beffa, ex studentessa del Master, racconta la sua esperienza come redattrice (ma non solo) in una delle più importanti case editrici d’Italia specializzate in fumetti.

Sei redattrice presso ReNoir Comics, una casa editrice di fumetti che pubblica con il proprio marchio e realizza albi per altri committenti: in cosa consiste il tuo lavoro? Di cosa ti occupi?

Il mio lavoro di redattrice presso ReNoir Comics si articola in diverse attività. Innanzitutto, appunto, quella di redattrice vera e propria, che si svolge nello stesso modo sia per i fumetti che pubblichiamo con il nostro marchio e sia per quelli che realizziamo per altri committenti. Correggo quindi su file Word le traduzioni dei volumi di cui acquisiamo i diritti dall’estero, soprattutto dalla Francia, dal Belgio, ma anche dagli Stati Uniti. Successivamente, correggo la prima bozza del fumetto vero e proprio su un file PDF, precedentemente realigiulia_beffazzato da un grafico, seguendo regole editoriali stabilite in partenza, e, in ultimo, prima di andare in stampa, la ciano, su cui, tendenzialmente non inserisco mai più di cinque correzioni. A questo si aggiunge la stesura delle quarte di copertina e, quando necessario, delle terze. Per quanto riguarda, invece, fumetti di nostra produzione come Don Camillo, manca, ovviamente, soltanto lo step della correzione della traduzione. Mi occupo inoltre dell’e-commerce della casa editrice. Recepisco, cioè, gli ordini dei nostri volumi che arrivano dai clienti sul nostro sito internet, renoircomics.it, e, a pagamento avvenuto, organizzo le spedizioni. Per quanto riguarda il sito internet, invece, mi occupo di aggiornarlo con le nostre novità e gli eventi più importanti che ci coinvolgono, le fiere del fumetto. Siamo infatti sempre presenti al Lucca Comics and Games a fine ottobre/inizio novembre, siamo da poco tornati dal Comicon di Napoli e parteciperemo all’ARF di Roma a fine maggio.

Come vedi oggi il mercato del fumetto? Offre possibilità interessanti dal punto di vista lavorativo?

Per quanto riguarda il mercato del fumetto, bisogna subito premettere che si tratta di un settore di nicchia dell’editoria e, quindi, quando l’editoria in generale è in un periodo di sofferenza, non può che trascinarsi dietro anche il mondo del fumetto. Bisogna però anche considerare che il mondo del fumetto abbraccia anche un altro tipo di pubblico oltre a quello canonico e comunque preziosissimo di coloro che acquistano il volume perché attratti dalla possibilità di leggere una storia coinvolgente, che è quello dei collezionisti e degli appassionati ai disegni e alle illustrazioni. È quindi un mondo che gode di molte risorse anche in un periodo di difficoltà e in cui, con il giusto impegno, possono assolutamente esistere possibilità lavorative come grafici e redattori.

Tu sei un’ex allieva del Master “Professione Editoria cartacea e digitale”: quanto ti è servita la formazione ricevuta durante il tuo percorso?

Ho frequentato il Master nel 2014 con molte aspettative, che sono poi state ampiamente soddisfatte alla fine del corso. Nel mio lavoro di redazione e correzione di bozze a ReNoir Comics ritrovo molto degli insegnamenti trasmessi durante lezioni concrete e mai banali sui metodi di correzione, sui modi di approcciare le parole singolarmente e i testi nel loro insieme, sulla stesura di quarte di copertina e di schede di presentazione, sulle tecniche per  ridurre al minimo il numero di refusi ed errori di qualsiasi tipo. Mi sento assolutamente di poter dire che il Master in editoria cartacea e digitale sia stato il trampolino di lancio per il lavoro che da sempre sogno di svolgere e per il quale c’è comunque sempre bisogno di esercizio e aggiornamento.

Cosa consiglieresti a un giovane che vuole affacciarsi nel mondo dell’editoria?

Il consiglio è quello di tenersi sempre sul pezzo, aggiornarsi e informarsi continuamente su tutto quello che può riguardare il vasto mondo dell’editoria, dai libri in classifica, fino alle tecnologie più all’avanguardia, con tutto quello che c’è in mezzo. E non tirarsi mai indietro, essere sempre propositivi e positivi, non tanto per farsi notare, ma perché solo “facendo” si impara e si cresce, esponendosi certamente anche al rischio di sbagliare, ma ripartendo comunque sempre da un gradino più alto.

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