Gallucci Editore e i libri per ragazzi oggi

GallucciEditorePubblicare un ottimo libro per bambini è da sempre una delle sfide più difficili e ambiziose del mondo dell’editoria. Creare un’offerta di qualità, che incontri le esigenze di genitori e ragazzi richiede degli obiettivi ben definiti da parte di chi si investe di questo onere. Sembra che Gallucci Editore sia riuscito nell’intento. Questa casa editrice, nata a Roma circa quindici anni fa, è stata in grado di guadagnarsi un posto di tutto rispetto nel panorama dell’editoria per l’infanzia. Con un catalogo variegato che si caratterizza per collaborazioni di grande qualità (autori, illustratori, musicisti di primo livello), Gallucci ci racconta cosa vuol dire oggi fare editoria per ragazzi e come dare vita a proposte che mettano d’accordo grandi e piccini.

 Iniziamo col dire che Gallucci Editore pubblica fin dagli inizi libri di grandi autori, artisti e musicisti, un interesse per l’arte in ogni sua sfaccettatura. Da cosa nasce questa volontà di unire più forme espressive nella fruizione del libro? Quanto ha inciso la volontà di promuovere la creatività nella missione della vostra azienda?

Sicuramente la creatività ha inciso tanto. La cifra distintiva della nostra casa editrice è stata fin da subito quella di proporre qualcosa che fosse trasversale, che unisse arte e illustrazione, letteratura e poesia, musica e canzone in un connubio di grande valore, fornendo un panorama artistico il più vasto possibile. Spesso coloro che collaborano con noi, illustrando i nostri libri, non sono illustratori in senso stretto ma artisti a tutto tondo. È il caso dei disegni della collana “Colorabili”, realizzati da un’affermata designer di moda, Johanna Basford, o ancora di Paper zoo, un albo illustrato di stupendi collage di un grande artista come Oscar Sabini.

 Cosa vuol dire fare editoria per l’infanzia, è vero che i piccoli sono lettori molto esigenti? Come si riesce a stupirli e fidelizzarli, guadagnandosi la loro attenzione?

Non è facile. Ci rendiamo conto però che sono gli stessi lettori a venire da noi, per esempio nelle fiere, a informarsi sulle nuove uscite di una specifica collana, a voler rimanere al passo con le novità e a interessarsi in prima persona. Negli anni ci siamo accorti che molte collane (quelle con il cd in allegato o “Scorri e gioca” per esempio) hanno avuto una vasta presa sui nostri lettori e hanno attivato, nelle famiglie, una continua ricerca delle ultime uscite. Questo interesse si manifesta in una pagina fan di oltre 21 mila contatti, in una altrettanto corposa mailing list, oltre che in un continuo flusso di richieste che ci fa lavorare molto anche tramite la vendita online sul nostro sito, sito in cui le vendite sono sempre più numerose e hanno visto recentemente una grosso incremento dell’ebook. Abbiamo un rapporto diretto con i nostri lettori, per qualsiasi problema possono contattarci per risolvere i loro dubbi: il fatto di essere qui allo stand della Fiera di Bologna in prima persona ne è un esempio.

Proprio la Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, quanto è importante per la promozione della vostra realtà? Quanto lo sono in generale le fiere del libro come strumento per farsi conoscere e, allo stesso tempo, scoprire nuovi talenti e avviare stimolanti collaborazioni?

Tanto, dal momento che siamo sempre alla ricerca di novità, sia sull’estero che in Italia. Le acquisizioni che facciamo durante le fiere sono notevoli, infatti quest’anno partecipiamo sia alla Fiera del Libro di Milano che a quella di Torino, ci teniamo ad essere presenti a tutte e due le fiere e abbiamo fatto anche di recente la fiera Firenze Libro Aperto, che era alla sua prima edizione, oltre al Book Pride di Milano. Cerchiamo di esserci sempre, almeno nelle prime edizioni. Sono esperimenti che amiamo fare anche per avere un contatto diretto con i lettori, che è veramente utile per noi.

Certo Gallucci editore nasce in un periodo piuttosto delicato per il mondo dell’editoria, questi ultimi anni non sono stati semplici. Come è riuscita una piccola casa editrice come la vostra a muovere i suoi primi passi in una fase di così grande instabilità? La scelta di rivolgersi a un pubblico di ragazzi e stata in questo senso una salvezza o un elemento di maggiore difficoltà?

Il settore ragazzi, rispetto al settore generale dell’editoria, ha risentito meno della crisi, l’andamento non è stato così drammatico. Questo perché l’editoria per ragazzi si sostiene anche grazie agli acquisti in corrispondenza delle festività, ancor più che altri settori. Esistono occasioni più accentuate per fare del libro per ragazzi un regalo: per esempio è spesso visto come un ottimo regalo di compleanno, insomma non mancano le ricorrenze giuste. Come casa editrice abbiamo tenuto bene alle fasi difficili che hanno attraversato il mondo dell’editoria.

Concludiamo con una riflessione legata alle strategie imprenditoriali: il logo della vostra casa editrice, una cresta stilizzata rosso vivo, è un giocoso “occhiolino” al nome del suo fondatore, Gallucci. Il messaggio che volete trasmettere sembra essere quello di promuovere il divertimento, oltre che la creatività. In tal senso, quanto è importante la ricerca di un’immagine aziendale chiara e riconoscibile al giorno d’oggi? Che consigli dareste a chi volesse diventare un operatore nel settore dell’editoria per ragazzi?

Innanzitutto questo è uno dei lavori più belli che si possa fare. Il consiglio è quindi provare a proporsi e tenere a mente che si tratta di un percorso faticoso, che spesso non da soddisfazioni immediate come può avvenire in altre professioni, ma sono necessari pazienza e costanza. Come casa editrice abbiamo tantissime proposte di giovani che mandano i loro curricula in casa editrice proponendosi per stage e periodi di prova: siamo aperti ad accoglierli, anzi, ci piace poter tentare la via delle nuove leve per riuscire magari a “pescare” talenti nuovi.

 

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