Dal Master al Giornale della Libreria: intervista a Antonio Lolli

Intervistiamo Antonio Lolli, ex allievo. Dopo una laurea in Ingegneria, sceglie nel 2014 il Master Professione Editoria cartacea e digitale per dotarsi degli strumenti utili nel mondo editoriale. Dopo un’esperienza alla McGraw-Hill, è ora redattore del Giornale della Libreria dell’Associazione Italiana Editori.

Qual è stato il tuo percorso di studi?

Ho conseguito la laurea in Ingegneria civile nel 2010, con una tesi sul Monitoraggio per la diagnostica strutturale del David di Michelangelo. Ho collaborato poi ad alcuni progetti di ricerca in collaborazione con l’Università di Bologna, durante i quali ho avuto la possibilità di lavorare alle tesi degli studenti, correggendole e favorendone lo sviluppo. Ho così avuto modo approcciarmi direttamente ai testi.

Perché dopo studi scientifici, hai deciso di entrare in editoria?

Rispetto alla media degli ingegneri mi piaceva molto l’idea di scrivere per veicolare materie scientifiche. Mi sono chiesto allora come potessi utilizzare queste competenze, i miei studi e la mia passione in ambito lavorativo. Credo che sia necessario sapersi inventare un mestiere, trovare una propria particolarità che può distinguerti dagli altri ed è così che la mia scelta è ricaduta sul mondo dell’editoria.

Perché hai deciso di frequentare un master? In quali ambiti ti sei, a sorpresa, appassionato? Lo consiglieresti?

Ho deciso di frequentare il Master Professione Editoria in quanto avevo necessità degli strumenti specifici per fare ciò che mi piaceva. Ho visto che la cosa positiva era la grande varietà di prospettive fornite: c’erano lezioni di editoria scolastica, di editoria scientifica, di riviste B2B. Ho capito che poteva essere il corso di studi che poteva fare per me. Mi sono appassionato fin da subito alle lezioni prettamente grafiche (Photoshop, Indesign).

Sono contento di aver scelto questo master, alcune tematiche le avrei approfondite di più, altre meno, ma non è neanche facile calibrare un corso su venticinque persone con interessi e studi diversi. Lo rifarei, per me è stato utile.

Per lo stage sei approdato alla McGraw Hill, che ruoli hai ricoperto?

Alla McGraw ho avuto diversi compiti: supporto e coordinamento dell’attività editoriale (gestione dei diversi materiali testuali, comunicazione tra le varie parti), supporto all’attività di marketing (indagini di mercato e analisi della concorrenza), sviluppo delle piattaforme di e-learning (nel caso della McGraw l’impronta è essenzialmente americana: va dietro al bisogno dello studente di imparare e si modifica in base a questo).

Com’è lavorare per un periodico di informazione come il Giornale della Libreria? Che ruoli ti trovi a svolgere? Quali sono i lati positivi? Le difficoltà?

Ho scoperto che mi sarebbe piaciuto allargare anche ad altri settori e si è aperta la possibilità al Giornale della Libreria. Oltre alla scrittura e all’editing di articoli per il Giornale, seguo l’aggiornamento del sito, la rivista, l’ebook, la newsletter settimanale. Inoltre svolgo funzione di coordinamento tra fornitori: stampatori, pubblicitario, traduttore, autore esterno a cui hai commissionato un articolo di uno specifico ambito, studio grafico per impaginazione. In pratica seguo la lavorazione dal preventivo alla fattura finale.

La grande fortuna di lavorare in un periodico come il Giornale della Libreria è che si può osservare il mondo editoriale dall’alto, in tutte le sue sfaccettature, tenendo costantemente sotto mano i dati del mercato. Abbiamo una serie di fonti per aggiornarci e veicolare le informazioni nel modo corretto. L’aspetto più importante e non sempre facile è mantenere l’equilibrio tra le parti, dando voce a tutte le esperienze, editori grandi e piccoli, concorrenti e non.

Quali strumenti consiglieresti per l’aggiornamento a chi vuole lavorare nel mondo dell’editoria?
Consiglio di osservare sempre l’editoria da molteplici lati: serve avere uno sguardo di insieme e dall’alto sull’Italia (tramite i siti dell’AIE), ma anche concentrarsi su altri paesi europei. Per questo può essere utile la lettura di riviste internazionali come The Bookseller, Publishers Weekly, Börsenblatt, per conoscere i dati di mercato, i diritti d’autore all’estero, le ultime uscite.

Commenti chiusi