Corraini Edizioni: provincialismo cosmopolita tra arte e sperimentazione

Marzia Corraini è tra gli ideatori del Festivaletteratura di Mantova, ormai da 20 anni un appuntamento molto amato. E, soprattutto, l’animatrice di una casa editrice speciale che dalla città dei Gonzaga opera con uno sguardo internazionale, fondendo arte e sperimentazione, spesso con compagni di viaggio altrettanto speciali. Come Bruno Munari… 

La Corraini Edizioni si definisce ibrido tra casa editrice, galleria d’arte e spazio di sperimentazione e ricerca. In un’intervista apparsa sul “Corriere della Sera”, si legge che tra i vostri principi guida vi è anche quello di seguire personalmente tutta la produzione, tanto da preferire non vendere i diritti all’estero ma la tiratura. È possibile avere qualche chiarimento su tale affermazione? Significa forse che ogni vostro libro è concepito come prodotto già finito, che quasi trascende i normali processi di riconversione e adattamento editoriale?

Certamente noi controlliamo tutto il progetto in collaborazione con chi il progetto lo fa, gli artisti. La nostra necessità quindi di avere come primo elemento quello di produrre in Italia è anche dovuta alla qualità che il progetto deve continuare ad avere. Quando questo non è possibile, dobbiamo pensare anche a situazioni diverse con le licenze, (che però sono pochissime per noi, lavoriamo più spesso con coedizioni). In questo caso controlliamo bene la qualità di chi fa le licenze.

In controtendenza col mondo editoriale italiano, che è a stento dissociabile dal contesto milanese e romano, la vostra sede è Mantova. Quanto ha influito questo volontario “provincialismo” sulla vostra identità? A cosa si deve invece la recente apertura di una seconda sede a Milano?

Abbiamo sempre deciso di rimanere a Mantova perché qui c’è la nostra casa e anche per il piacere di vivere in questo luogo e di poter utilizzare le straordinarie possibilità che dà la provincia di lavorare anche meditando. Abbiamo comunque sempre mantenuto contatti con tutto il mondo, anche grazie alle nuove tecnologie che lo consentono. La sede a Milano non è recente, ma esiste già da diversi anni come anche le nostre sedi a Bologna e Torino. Sono sedi nelle quali è possibile vivere e vedere il nostro progetto ed è proprio per questo il motivo per cui le apriamo, per avere luoghi dove sia possibile vedere tutto il nostro progetto.

C’è futuro per festival letterari come Festivaletteratura, che lei ha contribuito a fondare, per festival concepiti come incontro diretto tra pubblico e autore?

Festivaletteratura ha vent’anni ed è riuscita a mantenersi sempre attuale perché è stata in grado di stare al passo con i tempi. Dall’inizio, per esempio, sono cambiate tante cose: in questo momento stiamo facendo produzioni, e inventando piccoli progetti (nel tempo, la nuova narrativa nei videogiochi, la biblioteca della moda, il vocabolario europeo ecc). Certamente questa parte, come le modalità di incontro che spesso rinnoviamo, ci distinguono da altre manifestazioni. Ci sarà ancora per diverso tempo necessità di tutte quelle manifestazioni che sapranno portare cultura comprendendo le necessità della contemporaneità sia nei contenuti che nelle modalità.

Infine, quando si parla di Corraini Edizioni, non si può non ricordare Bruno Munari. Una figura poliedrica, ben nota al grande pubblico. Trattandosi di una personalità forte, immaginiamo che i rapporti professionali non siano sempre stati “tutto rose e fiori”. Ci sono particolari divergenze o episodi non gravi di dissidi che ricorda con particolare affetto e che ci possono restituire la cifra artistica e intellettuale di questo grande personaggio italiano?

Devo dire francamente che non ci sono mai stati dei grandi problemi con Munari; abbiamo lavorato insieme su tantissimi progetti, sempre discutendo, anche con punti di vista diversi ma era proprio questo l’elemento produttivo della nostra collaborazione.

Marzia Corraini è stata ospite del secondo appuntamento del ciclo Editoria in progress 2017, Oltre le parole. L’editoria tra illustrazione e infografica. Leggi le interviste realizzate dagli allievi del Master agli altri due ospiti: Serena Danna e Piero Crida.

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