Come fare comunicazione in FCA. Intervista a Luca Calvetto

Quanti ragazzi con meno di trent’anni, nel loro lavoro, parlano a un parco lettori da “quotidiano”? Luca Calvetto, che lavora alla comunicazione interna e alle risorse umane per FCA, ottavo gruppo automobilistico a livello globale, parla a circa 200mila dipendenti: una readership invidiabile.

È uno degli ex allievi del Master in editoria della Cattolica, anno 2016. Classe 1990 e un percorso di studi umanistico: maturità classica, triennale in Culture moderne comparate e poi magistrale in Letterature comparate.

Ci sentiamo al telefono, e mi faccio raccontare da lui come si arriva a lavorare per un gruppo così importante.

 

Finiti gli studi hai scelto il Master in editoria della Cattolica. Come mai?

Dopo la magistrale mi sono messo subito alla ricerca di un Master in editoria, in quanto volevo qualcosa che mi permettesse di coniugare la passione per la letteratura con una formazione più pratica in grado di aiutarmi nell’ingresso nel mondo del lavoro. Ho valutato vari Master ma ho dato priorità a quello della Cattolica anche perché era l’unico di secondo livello, quindi il più adatto al mio titolo di studio.

E al Master poi com’è andata?

Mi ha aiutato tantissimo a capire davvero il mondo dell’editoria. Visto da dentro si inizia a pensare maggiormente alla casa editrice come a un’azienda che produce beni, e che dunque deve anche fatturare per poter vivere. Un bel cambio di prospettiva dopo gli anni universitari.

Cosa ti ha guidato nella scelta del tirocinio curricolare?

Durante il Master ho maturato una propensione per il mondo delle agenzie letterarie e della gestione dei diritti. Mi piaceva l’aspetto della negoziazione e il lavoro che c’era dietro ai libri, non solo per la mediazione tra autore ed editore ma anche perché l’agente è la figura che per prima si rapporta con lo scrittore, legge i manoscritti e lavora sul testo. E così la scelta per il tirocinio curricolare è caduta su Grandi & Associati, una delle agenzie letterarie più importanti in Italia che ha un parco autori estremamente numeroso e di qualità.

Di cosa ti sei occupato?

Ho lavorato sia sui contratti degli autori italiani sia sui testi facendo editing e selezione dei manoscritti per la casa editrice digitale Emma Books che fa parte sempre della Grandi & Associati, e che è incentrata principalmente sulla letteratura femminile.

Com’è proseguito il tuo percorso professionale dopo questa esperienza?

Durante il mio tirocinio a Grandi & Associati ho saputo della posizione aperta per l’ufficio stampa di Salani, Vallardi, Ponte alle grazie e altri marchi del gruppo GeMS, e così ho firmato per un nuovo tirocinio di sei mesi. Qui ho abbandonato un po’ il lavoro sul testo per entrare in contatto maggiormente con giornalisti e autori.

E poi il salto in FCA. Un bel salto.

Il tirocinio in Salani stava per scadere e ho saputo, grazie a una segnalazione, della posizione aperta in FCA. Così mi sono candidato, e ho dovuto attraversare un lungo iter di selezione fino ai due colloqui individuali. E da giugno 2017 lavoro in FCA. Ho iniziato anche qui con un tirocinio di sei mesi a cui poi è seguito un rinnovo in un’altra forma sempre assimilabile a quella del tirocinio.

Di cosa ti occupi?

Comunicazione interna e gestione delle risorse umane. Seguo il portale aziendale e in particolare la parte relativa alle convenzioni che aziende terze offrono ai dipendenti di FCA. Si tratta dunque di produrre e gestire dei contenuti che vengono diffusi solo internamente all’azienda, è una comunicazione mirata a un target specifico ma che si rivolge comunque a un numero consistente di persone, circa 200mila. Noi ci occupiamo dell’area europea e asiatica.

Visto che ti occupi anche di risorse umane, ricorrete anche ai social per valutare i candidati?

Sicuramente ci aiutano a farci un’idea di chi abbiamo di fronte. Soprattutto guardiamo social più specifici come LinkedIn e Monster, ma non trascuriamo anche quelli più generalisti. Il mio consiglio è di usare i social essendo ben consapevoli che fungono anche da vetrina per chi cerca un lavoro.

Provando ad allargare lo sguardo sul percorso fatto finora, in cosa ti ha aiutato e ti aiuta tuttora la tua formazione?

Direi innanzitutto nella capacità di comprendere i testi più diversi e nel saper comunicare con consapevolezza. Poi il Master ha portato tutto ciò a un livello superiore, mi ha fatto fare un ulteriore salto di qualità, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo di una comunicazione efficace. In più negli anni il continuo lavoro intellettuale mi ha permesso di sviluppare duttilità di pensiero e capacità di adattamento a nuove situazioni, e sicuramente anche questo si dimostra utile in un lavoro e in un ambiente in parte nuovi e diversi come quelli in cui mi trovo ora. Spesso le soft skills si rivelano più importanti o, quanto meno, altrettanto importanti rispetto alle competenze tecniche. Entusiasmo e proattività, se supportate dalle giuste capacità, possono orientare la scelta di un esaminatore.

 

Luca Calvetto poco dopo l’intervista, realizzata nei primi mesi del 2018, ha iniziato a lavorare stabilmente per la Cooperativa P.G. Frassati, mettendo a frutto le competenze editoriali e di comunicazione nell’ambito del sociale. Si occupa di  progettazione e fundraising: progetta, stende, rendiconta i progetti per parteciapre alle gare d’appalto e ai bandi, cura la raccolta fondi e i rapporti con le fondazioni e i donatori. “Un lavoro davvero dinamico e interessante: scrivo, correggo e faccio public relations.” Un altro modo di fare editoria.

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