Colloquio con Giulio Einaudi di Severino Cesari

“Un editore deve sempre cercare le parti nascoste dell’attività culturale e artistica. Mai quelle che esplodono, che sono già gratificate dal consenso di massa. Quello, c’è già”

Dalle mitiche “riunioni del mercoledì” al delicato lavoro di redazione, dalla ricerca di una forma grafica alla conquista del pubblico. In questo Colloquio con Severino Cesari (già uscito per Theoria nel 1991 e riproposto negli ET Saggi nel 2007) Giulio Einaudi ripercorre in soggettiva, sottraendosi alla tradizionale elusività, la storia della casa editrice, guidando il lettore nel cuore della sua creazione, riannodando l’itinerario dal progetto culturale al libro.

E narrando di libri, Giulio Einaudi delinea un ritratto inaspettato, a volte anche commosso, ma sempre pubblico dei fondatori o dei veri ”perni” editoriali di questa avventura: uomini come Leone Ginzburg, Cesare Pavese, Italo Calvino, Giulio Bollati, e insieme a loro, dietro di loro, un gruppo di innovatori, di grandi interpreti del lavoro collettivo: Massimo Mila e Giaime Pintor, Felice Balbo e Norberto Bobbio, Elio Vittorini e Luciano Foà, Franco Venturi e Delio Cantimori, Natalia Ginzburg e Cesare Cases.

Si parla degli anni ’60 e di ideologie estremizzanti: un’editoria che nasce come progetto condiviso e collettivo di fondazione del sapere; che dialoga con la politica, pur mantenendo la propria autonomia; che non si lascia imbrigliare dai legacci del best seller a tutti i costi, che mortifica il catalogo, anziché stimolare l’interesse del lettore; capace di guardare al futuro, pur rimanendo saldamente ancorata a radici che non è possibile rinnegare in nome di leggi economiche che sviliscono le intelligenze e gonfiano i bilanci. Un’editoria che è conoscenza dell’uomo e mestiere della felicità.

“Editoria è conoscenza degli uomini. E la bellezza, la chiave di questo lavoro è che deve essere premiata l’intelligenza, che a sua volta proprio del rapporto con gli uomini, oltre che dei testi, si alimenta. Ma non deve essere mai un’intelligenza fine a sé stessa, improduttiva e pigra. Devi dunque stimolarla di continuo, provocarla. Non devi soffocarla, spegnerla sotto la monotonia di un’eccessiva routine.”

Severino Cesari – Colloquio con Giulio Einaudi
244 pagg., 18 euro – Giulio Einaudi 2007 (ET)
ISBN 978-88-07-18823-8

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