Chi rifornisce le biblioteche? Intervista a Federica Barcella di Leggere

Editori e biblioteche perseguono un obiettivo comune: promuovere la lettura. Tuttavia, nella filiera del libro il rapporto tra editori e biblioteche non è sempre collaborativo. Ma chi rifornisce le biblioteche e assicura una presenza capillare dei testi sul territorio? È il compito di aziende distributive come Leggere s.r.l che si occupa di rifornire i principali poli bibliotecari “ma non solo” dice Federica Barcella, responsabile del reparto di Sviluppo e Innovazione e dell’assistenza clienti. Federica è stata intervistata in occasione del secondo appuntamento di Editoria in Progress 2019, nel corso del quale ha consegnato una borsa di studio a un’allieva del nostro Master BookTelling.

Leggere si occupa di fornire contenuti editoriali (libri e materiale multimediale) alle biblioteche. Gli obiettivi aziendali sono essenzialmente l’efficienza logistica, attraverso una fornitura rapida e su scala nazionale, e la garanzia di un servizio qualitativo, tramite l’erogazione di servizi e strumenti necessari per la selezione dei titoli adatti allo sviluppo delle collezioni delle varie biblioteche.

Con l’esperienza Leggere ha adattato il proprio servizio alle esigenze dei clienti, che sono appunto le biblioteche della pubblica amministrazione. Come si svolge la promozione?

In realtà Leggere non ha una rete di agenti di vendita come gli editori ma un insieme di servizi sul portale web. Trattando con la pubblica amministrazione, negli anni la migliore strategia promozionale è stata quella di ottenere “affidamenti di spesa” (così si chiamano in bibliotechese) importanti, che ci hanno permesso di far conoscere il nostro valore, nell’attività quotidiana. In tal modo abbiamo costruito un insieme complesso di funzioni e servizi, tra cui la possibilità di acquisire metadati per la catalogazione da noi arricchiti perché spesso gli editori inviano informazioni non sufficienti per le catalogazioni bibliotecarie.

Si può dunque evincere che c’è un filo diretto tra Leggere e i bibliotecari ma non tra Leggere e gli editori.

Sì, Leggere non ha rapporto diretto con gli editori (se non in caso di difficile reperibilità dei libri) ma con i loro distributori. Acquista le informazioni bibliografiche da Informazioni Editoriali (Alice, Arianna, Ekitab) e cataloghi stranieri per rielaborarle e rifornirle alle biblioteche. Abbiamo, con nostro rammarico, rilevato che gli editori sono poco sensibili alla strutturazione e distribuzione dei metadati delle loro pubblicazioni che, invece, sono una fondamentale ricchezza per la selezione dei titoli novità da parte delle biblioteche. Leggere, per sopperire a questa mancanza, si avvale di un reparto catalografico che, libro alla mano, arricchisce di metadati (semantici e linked data) all’incirca 25.000 novità all’anno che costituiscono circa il 90% di ciò che viene acquistato dalle biblioteche di Pubblica Lettura. Con questa gestione siamo in grado di mettere nelle condizioni i bibliotecari di fare le opportune scelte in termini di acquisti, sempre più attenti a spendere al meglio le risorse economiche disponibili, costantemente soggette a un depauperamento.

 Nonostante Leggere non abbia rapporto diretto con gli editori, ha finanziato una borsa di studio per i Master in Editoria dell’Università Cattolica. Da questa lacuna “editoriale”, potrebbe nascere una sinergia tra la vostra azienda e gli editori tramite una rielaborazione di dati da voi raccolti?

Per ora i dati che raccogliamo dagli ordini non vengono utilizzati. Tuttavia, stiamo pensando di rielaborare le informazioni raccolte dagli ordini confrontando i titoli acquistati con i titoli effettivamente presi in prestito. Potrebbero essere dati sensibili per gli editori ma la strada comunicativa tra editori e bibliotecari è ancora piena di ostacoli.

Leggere è nata fornendo materiali “analogici” e cartacei ma ha dovuto affrontare la rivoluzione digitale. Com’è cambiata l’organizzazione aziendale con l’avvento dell’ebook?

Abbiamo avviato una collaborazione con Mlol Medialibrary, la prima e più importante piattaforma per il prestito digitale in Italia. Abbiamo così appaltato il servizio a un ente esterno, offrendo ai nostri clienti la possibilità di acquistare gli abbonamenti direttamente sul nostro sito, offrendo così un servizio completo.

Un’altra “rivoluzione” che l’azienda ha dovuto affrontare è stata quella del marketing, della narrazione aziendale sul web. Come è iniziato il vostro percorso sui social?

Leggere si è affacciata per la prima volta quest’anno al mondo dei social, inizialmente su Facebook e Twitter, proponendo contenuti qualitativi e statistiche di produzione e fruizione dei contenuti. La scelta dei canali è dipesa dall’analisi dell’utilizzo dei social dei nostri clienti, le biblioteche, che prediligono una comunicazione testuale. Da agosto siamo anche su Instagram.

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