Centometrista e nomade: il futuro dell’editore secondo Giuliano Vigini

Se dovessimo giudicare l’andamento dell’editoria dai più recenti dati complessivi sulla lettura ci sarebbe qualche motivo di sconforto. Perché anche nel 2019 siamo rimasti fermi al palo, anzi con un lieve calo di lettori di almeno un libro all’anno (dal 40,6% al 40%), ma almeno con la grande soddisfazione di un aumento dei “lettori forti” (dai 12 libri in su), dal 14,3% al 15,6%. Sconforto (e stupore), perché se andiamo a guardare i dati della Francia, dove l’88% dei francesi si dichiara lettore di libri e il 31% lettore in un anno dai 20 libri in su, qualche rammarico viene spontaneo, tenendo anche conto dei notevoli sforzi che l’Associazione italiana editori e le altre associazioni (editori indipendenti, piccoli editori, librai, bibliotecari), con il pieno sostegno del Ministero per i beni culturali, hanno fatto in questi anni per promuovere la lettura.

Eppure, nonostante questi livelli di lettura da emergenza nazionale, l’editoria italiana si sta muovendo con impegno e lungimiranza, adattandosi e rinnovandosi. Quando molti anni fa usavo per gli editori del futuro l’immagine di “centometristi e nomadi” indicavo esattamente le peculiarità di un mestiere che si sarebbe trasformato secondo le modalità che oggi si stanno verificando. Se guardiamo infatti all’interno delle vicende dell’editoria italiana, si possono facilmente osservare le numerose trasformazioni avvenute nelle proprietà e negli assetti editoriali, nel loro tipo di organizzazione, nell’uso delle tecnologie in generale e del digitale in particolare, nella concorrenza (tra editori, distributori, grossisti, librerie), nelle modalità di comunicazione, ecc. Si è vista la capacità dei gruppi maggiori di prevedere, e di inserirvisi dinamicamente in chiave operativa, nei ruoli professionali nuovi a cui è chiamato oggi un editore, in un’ottica strategica di integrazione e interattività, di offerta su più canali, di utilizzo di strumenti moderni di relazione con il pubblico.

L’agilità del centometrista è dettata dalla velocità con cui il mercato accelera in una direzione piuttosto che in un’altra: si pensi soltanto quando il primo gruppo editoriale italiano (Mondadori) ha acquisito il secondo (RCS Libri), o quando Emmelibri, attraverso le controllate Messaggerie Libri e MF Ingrosso (Fastbook come grossista e Opportunity come operatore nella grande distribuzione organizzata), e Effe 2005 del gruppo Feltrinelli hanno creato con la società EmmeEffe Libri un nuovo grande polo distributivo per le librerie e per tutta la filiera del libro. O ancora quando sono mutate le dinamiche e le opportunità di acquisto con l’ingresso in Italia di un operatore internazionale di e-commerce come Amazon, con la sua ampiezza di catalogo, disponibilità dei libri e  velocità di evasione degli ordini, con gli inevitabili pesanti effetti, non solo sulle altre librerie online, ma su tutte le vendite in libreria, soprattutto sulle librerie indipendenti. Né va dimenticato l’importante ritorno nell’area libri di RCS Mediagroup con la casa editrice Solferino. Ora è chiaro che ciascuna di queste aziende, acquisendo marchi di medi e piccoli editori, potenziando i settori della distribuzione e in particolare della logistica (decisiva chiave di volta della distribuzione futura), aumentando  la pressione competitiva in vari ambiti della catena editoriale, occupando spazi rimasti vuoti (ad esempio, con l’uscita dal mercato della GDO di Mach2 Libri) o estendendo il proprio ruolo (come Amazon in veste di editore o di adeguato fornitore di librerie e grossisti), l’offerta e i servizi saranno destinati sempre più radicalmente a cambiare.

Da qui anche il nomadismo da una casa editrice all’altra, che la possiede per intero o ne ha il controllo, con i relativi passaggi di distribuzione (come è avvenuto per Marsilio, Adelphi, Touring o Crocetti, giusto per nominare alcune case editrici conosciute) o la creazione, con Stereo on line, di una joint-venture tra Feltrinelli e Emmelibri, per fronteggiare o perlomeno delimitare l’egemonia di Amazon rispetto ad Ibs. Come si vede, Covid a parte, è tutto un continuo rimescolamento di carte e di posizioni, che si intensifica ogni giorno di più e va a configurare un’editoria dei tempi nuovi dagli sviluppi imprevedibili, dove si può tra l’altro immaginare la necessità per i piccoli editori di reinventarsi degli spazi o delle modalità di vendita nuovi, che consentano loro, non solo di mantenere una biodiversità culturale spesso straordinaria, unica in Europa in tanta abbondanza di sigle editoriali attive, ma anche di operare in modo commercialmente fecondo.

Giuliano Vigini è docente del Master Professione editoria cartacea e digitale. Vedi l’elenco completo dei docenti del Master Professione Editoria e del Master BookTelling Comunicare e vendere contenuti editoriali.

 

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