Bologna Children’s Book Fair 2018: l’anno prossimo torniamo da espositori?

L’appuntamento è alle 8:45 all’Istituto Piamarta. Ci ritroviamo lì con valigie, borsoni, zaini e tanta voglia di partire. Facciamo due chiacchiere: la sveglia al mattino presto, il ritrovo con i compagni, la lista con le cose da portare ci ricordano le gite scolastiche. Dopo aver fatto l’appello e preso un caffè, partiamo.

La prima tappa del nostro viaggio è il Museo della Stampa e Stampa d’Arte “Andrea Schiavi” di Lodi, il più importante d’Italia e uno dei più grandi d’Europa. Al suo interno sono conservate antiche macchine e attrezzature per la stampa, dalle cassettiere in legno ai torchi, dalle macchine linotype e monotype fino alla platina per la stampa in Braille (di cui vediamo il funzionamento). Tra le macchine esposte, c’è anche il Columbian, in ghisa e acciaio, risalente al 1893, unico esemplare in Italia. Dopo aver visitato il museo, ci improvvisiamo tipografi, linotipisti, stampatori. Con il signor Filippo abbiamo modo di vedere le matrici di stampa e di comporre l’aforisma che – alla fine della visita – andremo a stampare. La nostra scelta è ovviamente ricaduta su una frase di Woody Allen: “Leggo per legittima difesa”. Componiamo la citazione e poi ci spostiamo davanti a una macchina linotype funzionante. Un collega del signor Filippo ci mostra e ci spiega i passaggi per mettere in moto la linotype, poi a turno proviamo a pigiare i tasti e comporre le righe. Inutile dire che restiamo incantati. Alla fine della nostra visita, viene dato il “visto, si stampi” ed ecco che assistiamo alla stampa del nostro aforisma. Usciamo dal museo un po’ infreddoliti per via dell’umidità, ma contenti dell’esperienza.

Si riparte per la seconda tappa nel primo pomeriggio. Bologna ci accoglie soleggiata e con un clima primaverile. Depositiamo i bagagli e andiamo a fare un giro in città: alcuni di noi hanno vissuto a Bologna e si improvvisano ciceroni, raccontando agli altri alcuni segreti di Bologna come quello del Portico del Podestà (la sua volta a crociera trasmette i suoni da un capo all’altro) o la storia delle frecce conficcate nel soffitto vicino Corte Isolani. Verso le otto di sera, ci incamminiamo per raggiungere “Vito”, l’osteria in cui Guccini andava spesso prima di trasferirsi: tra tagliatelle al ragù e gramigna e salsiccia, tra patate al forno e stinco, quello che ci vuole alla fine è una lunga passeggiata per smaltire tutto.

Il giorno dopo alle nove si parte in direzione della Bologna Children’s Book Fair, la più importante fiera internazionale dedicata alla letteratura per ragazzi in cui sono presenti case editrici di tutto il mondo. Il paese ospite quest’anno è la Cina e appena entrati non possiamo non rimanere affascinati di fronte alla grandezza della fiera e alla miriade di persone che vanno da una parte all’altra dei padiglioni per presenziare agli appuntamenti: la fiera, infatti, è un ottimo punto d’incontro per scoprire le novità editoriali e per acquistare o vendere i copyright di libri per bambini e ragazzi. Alcuni di noi si fermano all’ingresso dove ci sono dei pannelli tappezzati da biglietti da visita di grafici e illustratori, ce ne sono di bellissimi. Con la mappa alla mano, facciamo un giro di ricognizione prima dell’appuntamento con Renata Gorgani, direttore editoriale de Il Castoro, casa editrice per ragazzi. Renata Gorgani parla con entusiasmo, ci racconta la storia de Il Castoro che nasce negli anni ’90 con l’obiettivo di specializzarsi in pubblicazioni sul cinema. Soltanto dopo la casa editrice decide di focalizzarsi sulla narrativa per ragazzi, soprattutto illustrata. Gorgani prende i libri dagli stand e ce li mostra, ci narra del successo di Diario di una schiappa, della scelta di pubblicarlo in latino (Il Castoro ne detiene i diritti) col titolo Commentarii de inepto puero e della versione napoletana del libro che uscirà il 10 maggio 2018 in occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino.

Inoltre, Renata Gorgani ci mostra altri testi del catalogo: molti di noi restano affascinati dall’edizione di Mary e il mostro, uscito in occasione dei duecento anni dalla pubblicazione di Frankenstein. Gorgani ci mostra le pagine disegnate e i versi liberi che raccontano la vita di Mary Shelley. Alla fine dell’incontro, Renata Gorgani ci presenta Emanuele Di Giorgi, editore di Tunué. Durante la manifestazione di Tempo di Libri, i due direttori editoriali hanno annunciato l’accordo tra le due case editrici che ha come obiettivo quello di creare un polo innovativo nel modo del graphic novel.

Alle dodici ci spostiamo al padiglione di Glénat, casa editrice francese che pubblica fumetti e da una decina d’anni anche libri per ragazzi. Alessandro Munari, foreign rights manager, ci racconta la sua esperienza. Dopo aver passato qualche anno a Londra, si è trasferito a Parigi dove ha frequentato un master in Editoria. Master che gli ha permesso di fare vari stage, uno proprio da Glénat. Munari, che oggi si occupa di diritti internazionali per la casa editrice, ci dice quanto sia importante continuare a mantenere i contatti anche dopo la fine dell’esperienza lavorativa e ci mostra il calendario della giornata: è pieno di appuntamenti con editori stranieri. La Fiera di Bologna, continua Munari, è una grande opportunità per la compravendita dei diritti, soprattutto ora che in Italia il mercato del fumetto si sta ampliando molto grazie a BAO Publishing, Coconino Press, Oblomov Edizioni e la recente Feltrinelli Comics. Alla fine, Munari ci mostra alcune novità della casa editrice come Les bateaux, un libro per bambini in cui ci sono delle parti composte da tasselli di puzzle.

Pausa pranzo veloce e si va allo stand di A Buen Paso, casa editrice spagnola fondata da Arianna Squilloni, ex allieva del corso di Specialista editoriale, “papà” del nostro Master. Anche lei, come gli altri, racconta la sua esperienza: dal trasferimento in Spagna dove lavorava per un editore che comincia a pubblicare libri per bambini alla fondazione della piccola casa editrice che lei gestisce. Lo scorso anno è stato significativo per lei a livello lavorativo: era nella giuria della Fiera di Bologna per la migliore illustrazione e ha vinto un premio risultando la migliore imprenditrice in Spagna sotto i quarant’anni. La peculiarità di A Buen Paso è che Arianna pubblica soltanto quello che le piace, quel che ritiene davvero valga la pena pubblicare, solo qualche titolo l’anno, realmente di valore. Vende principalmente in Sud America e negli Stati Uniti.

Non ancora stanchi di ascoltare storie, conosciamo Francesca Manzoni, editor di Salani. Approfittiamo della giornata di sole e ci sediamo nel cortile esterno tra gli stand. Francesca ci incita a farle domande e rompiamo il ghiaccio chiedendole se la Salani abbia ancora in vendita delle copie di Harry Potter con la vecchia traduzione. Ci risponde di no e comincia a parlarci dell’importanza della traduzione rivista da Stefano Bartezzaghi, del fatto che i testi hanno bisogno di essere ritradotti dopo un po’ di tempo e di come la forza di Salani non sia data soltanto da Harry Potter: la potenza della casa editrice si trova nel catalogo. Francesca ci riporta indietro nel tempo citando gli Istrici Salani e, quindi, i successi di Roald Dahl, di Astrid Lindgren, i Mumin di Tove Jansson e i romanzi di Philip Pullman. Poi, ci racconta del successo di Chi me l’ha fatta in testa? di Werner Holzwarth e Wolf Erlbruch e ci domanda in cosa vogliamo specializzarci. Dalle nostre risposte Francesca prende spunto per raccontarci com’è cambiato il lavoro di editor negli anni: bisogna controllare sempre le classifiche, vedere chi stia ai primi posti, chiedersi il perché del loro successo, non scartare a priori le storie di autori non professionisti, per esempio quelle pubblicate su Wattpad e su IoScrittore, torneo letterario promosso dal gruppo GeMS. Il tempo scorre veloce e Francesca deve salutarci, ha ancora molti appuntamenti.

L’ultima tappa è allo stand Tara Books, casa editrice indiana. Apprendiamo da Rohini Srinivasan che una parte delle pubblicazioni di Tara Books è interamente realizzata a mano in tiratura limitata da 3000 a 5000 copie a edizione. Sono edizioni di pregio, illustrate con una tecnica simile alla litografia. Altri libri, invece, hanno una forma e una struttura particolare che riproduce l’argomento di cui parlano. Per esempio, Rohini ci mostra un libro che narra di cosa faccia una famiglia in casa. La particolarità del libro è che, per aprirlo, bisogna srotolarlo: al suo interno è illustrata la casa con le varie stanze e a lato sono disegnate le scale che danno al lettore la sensazione di stare esplorando la casa.

Verso le cinque del pomeriggio ci ritroviamo all’uscita. I piedi ci fanno male e sui nostri volti aleggia la stanchezza. Partiamo in direzione Milano, alcuni sfogliano i copertinari presi agli stand, altri leggono o mostrano i libri acquistati. Siamo esausti, ma una cosa è certa: la Bologna Children’s Book Fair è bellissima e noi speriamo di tornarci l’anno prossimo, magari come espositori.

 

Leggi le interviste realizzate in passato dagli allievi del Master: 

Esplorando contenuti e forme, intervista ad Arianna Squilloni di Ilaria Lopez

Dall’India Tara Books. Tra editoria, artigianato e impegno sociale, di Luca Benotti

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