Basta, i libri per ragazzi non devono essere per forza educativi. Intervista a Renata Gorgani, Editrice Il Castoro

Nuova dignità ai giovani lettori. Dal 1999 l’Editrice Il Castoro pubblica libri spassosi, irriverenti, senza limiti e preconcetti, rivolti a tutti i bambini e i ragazzi “emancipati” che vantano il diritto di decidere le proprie letture senza costrizioni. Non a caso il ricco catalogo del Castoro gli è valso la nomina a uno dei tre migliori editori per ragazzi al mondo. Ci accoglie nella sede milanese la direttrice editoriale, Renata Gorgani, che collabora da anni con il Master Professione Editoria cartacea e digitale, da quest’anno docente del Master Booktelling.

Questo settore sembra non conoscere crisi. Autori e illustratori italiani sono molto amati oltreconfine, eppure alcuni pensano che l’editoria per l’infanzia sia poco valorizzata nel nostro Paese. Ritiene che ci siano dei pregiudizi culturali?

Direi che l’editoria per l’infanzia è poco valorizzata da tutto il sistema libro. I quotidiani danno pochissimo risalto. Se contiamo che la letteratura per ragazzi occupa il 15-20% del mercato, meriterebbe anche il 15-20% dello spazio. Ma c’è un problema di fondo: in Italia non esistono veri critici della letteratura per bambini e ragazzi. Invece ci sono ottimi autori e ottimi illustratori.

Così come non mancano ottime case editrici per ragazzi. Tuttavia, con l’evoluzione del digitale e il diffondersi di fenomeni come il selfpublishing, alcuni editori si sentono minacciati. Un libro per definirsi tale necessita dell’approvazione di un editore?

Non vale per tutti la stessa regola. Così come esistono editori che fanno un grande lavoro di preparazione ed editing del libro e altri che non sono altrettanto accurati, allo stesso modo ci sono libri auto-pubblicati validi e libri che non valgono niente. Questo non rende inutile il lavoro dell’editore, che è talmente importante da dover essere svolto con il massimo impegno. Spesso lo paragono al ruolo del produttore cinematografico, che dà forma alle intenzioni del regista. Così l’editor aiuta l’autore a costruire al meglio la sua opera.

Buona parte del vostro lavoro si concentra anche sulle immagini. Quando si parla di volumi illustrati, solitamente ci si riferisce agli albi e alle prime letture. Man mano che l’età cresce, lo spazio riservato alle immagini si riduce, con la consueta convinzione che un “libro per grandi” non possa contenere figure. Qual è il ruolo dell’illustrazione che il Castoro intende riaffermare?

Il ruolo dell’illustrazione è complementare al testo. E questo vale a tre, a dieci, ma anche a venti e cinquant’anni di età. Le immagini non hanno meno dignità del testo. A volte non servono, così come a volte non serve il testo, perché è sufficiente l’illustrazione. L’immagine può essere un apparato, oppure può aggiungere e integrare. D’altro canto tutto il fumetto ci racconta che le due cose possono essere indispensabili l’una per l’altra.

E a proposito del fumetto, avete deciso di abbracciare il mondo del graphic novel.

Tutto è cominciato trovando dei buoni libri. Dopo aver letto il primo titolo di Raina Telgemeier, Smile, ci siamo chiesti: perché non dovremmo pubblicarlo? Perché è a fumetti? Eppure ha la complessità, la profondità, la bellezza di un romanzo di formazione. Gli abbiamo dato una veste “da libro” e lo abbiamo spedito in libreria. È stato un grande successo. Abbiamo pubblicato tutti i titoli dell’autrice e ci siamo concentrati anche su questo genere, badando alla qualità delle storie.

 Veniamo ora al Diario di una schiappa dell’americano Jeff Kinney. Pubblicato nel 2008, è un titolo che ancora oggi porta il Castoro alle vette delle classifiche, con oltre 2 milioni e mezzo di copie vendute solo in Italia.

Siamo al dodicesimo anno dalla pubblicazione del primo titolo della serie, che continua ad avere un successo straordinario in tutto il mondo. Ormai penso che questo successo non smetterà mai. Forse un giorno non sarà più ai primi posti della classifica, ma rimarrà un classico. E quando un libro diventa un classico, non succede mai per ragioni di marketing o di promozione.

Qual è allora la formula vincente?

Quando un libro si impone così, ha toccato delle corde universali e profonde. Jeff Kinney è riuscito a capire i ragazzi come pochissimi altri e i ragazzi sentono che nel suo libro c’è il loro mondo. Questa è la ragione prima del successo. L’altra ragione sta nella commistione di testo, immagini e fumetto che è capace di raggiungere tutti i ragazzi, anche i lettori deboli o i non lettori.

È quasi un nuovo genere?

È un nuovo genere. Da quando è uscito il libro di Kinney, ne sono stati pubblicati molti altri costruiti secondo questo principio.

Diario di una schiappa non è il tipico libro canonico che un genitore regalerebbe al proprio figlio. Ma per fortuna il vero lettore non si lascia intimorire. In questo senso, il titolo può essere considerato uno strumento di promozione della lettura?

È un enorme strumento di promozione della lettura. Infatti sono i ragazzi che vanno in libreria per comprarlo, spesso contro il parere dei genitori o dell’insegnante, i quali lo criticano non tanto per il fatto che c’è poco testo, ma perché Greg, il protagonista, è un ragazzino comune, medio, a cui non piace tanto studiare. E pensano che questo dia un cattivo esempio. Perché c’è ancora questa idea dei libri per ragazzi che devono essere educativi.

Effettivamente non sono pochi i libri che vogliono insegnare, educare, fornire una morale ai giovani lettori. Quali requisiti deve possedere un libro per catturare la vostra attenzione?

Deve semplicemente raccontare, e raccontare bene. A noi i libri con una tesi o con un fine non piacciono. Un libro deve raccontare una storia affinché il lettore si ponga delle domande, e possa vivere un’esperienza stimolante. Non ci interessa il messaggio, ci interessa la scoperta. Vogliamo dei libri che facciano crescere, ma che facciano crescere degli individui pensanti e non modellati secondo le nostre preferenze.

Sfogliando il catalogo, la prima impressione è che il vostro vero target di riferimento siano i giovani: non è scontato. Si potrebbe dire che alcuni editori pubblichino per i genitori, considerati i veri acquirenti. Voi invece vi rivolgete ai diretti interessati. Tanto che alcuni dei vostri titoli nascono proprio “dal basso”. Penso per esempio a La fuga.

Ogni volta che pubblichiamo un libro, ci chiediamo: ma è un libro che può arrivare ai ragazzi senza la mediazione di un adulto? Perché per noi la risposta deve essere sì. La fuga è stato un passo ulteriore: infatti il progetto ci è stato proposto da Qualcunoconcuicorrere, un gruppo di giovani lettori e un blog di riferimento nel mondo della narrativa dei “giovani adulti”. Sono stati proprio i ragazzi a chiederci di creare un libro con un argomento e degli autori selezionati da loro.

…e loro hanno scelto il tema della fuga.

Noi non ci avremmo mai pensato. Evidentemente per gli adolescenti la fuga è una questione profonda in tutti i sensi: la fuga da sé, dalla famiglia, dalle responsabilità, la fuga verso qualcosa di diverso. Inoltre è curioso che per scrivere questa antologia di racconti non abbiano scelto solo autori per ragazzi, ma anche autori per adulti. I nostri adolescenti leggono già libri destinati a tutti.

Quali saranno i prossimi lavori pubblicati dal Castoro?

È da poco uscito un titolo molto leggero e divertente, Good Girl Bad Boy. È un libro che nasce da Wattpad, dove è stato un enorme successo. A breve uscirà la serie dei Volpitassi, che è anche un cartone animato. È la storia dell’incontro tra una volpe e un tasso che si innamorano e, avendo già dei figli, formano una grande famiglia allargata. Per gli adolescenti in autunno uscirà Speak, graphic novel di un romanzo pubblicato da Giunti.

E per la prima infanzia?

Per i più piccoli pubblicheremo gli altri due libri di una collana molto divertente, “Baby Scienziati”, dove concetti complicatissimi – che anche noi adulti spesso stentiamo a capire – vengono spiegati ai bambini della prima infanzia. È una sfida, ma l’abbiamo testata e funziona. Perché il punto è che i bambini non si pongono tutte le barriere che ci poniamo noi. Il nostro contributo è instillare una goccia di sapere scientifico nei bambini.

Veniamo agli ultimi appuntamenti: la Fiera del libro di Bologna e il Salone del libro di Torino sono momenti di incontro in cui bambini e ragazzi hanno l’occasione di conoscere gli autori preferiti, ma anche gli editori.

I ragazzi non hanno un’idea precisa di che cosa sia un editore. E a volte, a dire il vero, nemmeno gli adulti. È divertente quando alle fiere un ragazzo ti domanda: tu, con i libri, che cosa ci fai? Li scrivi? No. Li stampi? No. Ma allora, che fai? Quando poi invitiamo le classi nella nostra casa editrice, si entusiasmano. È un momento bellissimo per loro ma anche per noi. Li portiamo di ufficio in ufficio ed escono meravigliati da questo mondo che non sospettavano neanche.

Renata Gorgani insegna Editoria per ragazzi al Master BookTelling comunicare e vendere contenuti editoriali. Vedi l’elenco completo dei docenti del Master Professione Editoria e del Master BookTelling Comunicare e vendere contenuti editoriali.

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